Leggi scomodo: nasce il progetto con Milano,Torino e Napoli

Scomodo è una realtà politica, sociale e giornalistica nata a Roma nel 2016. Attualmente conta 850 attivisti e molti altri ragazzi coinvolti nel progetto in quella che sembra una vera e propria istituzione giovanile della città capitolina. Prossimamente si aggiungeranno le città di Milano, Torino e Napoli a quello che è il progetto di base. Il nome già lascia intendere molto sul modus operandi dei giovani studenti: una prospettiva offerta ai lettori in maniera scomoda, inedita, controcorrente del mondo che li circonda. A partire dai “mostri” (luoghi abbandonati della città) fino ad arrivare alla letteratura, fotografia e tanto altro. La logica presente all’interno della gestione di Scomodo riguarda la volontà di essere totalmente indipendenti da ogni tipo di potenziale partner limitante in termini di stampa. Parecchie sono le collaborazioni con l’Internazionale, settimanale storico di rilevanza globale. Questo vuole essere uno degli obiettivi dei giovani scomodi: arrivare oltre lo stivale, raggiungere realtà simili in un contesto dapprima europeo poi internazionale. Quello che andremo a raccontare riguarda la due giorni di apertura di stagione di Scomodo: l’inaugurazione della sede e l’inizio dei tavoli di lavoro tra le realtà di Milano, Torino, Roma e Napoli. Venerdì 18 e sabato 19 settembre. Venerdì la giornata è iniziata con gli ultimi preparativi in attesa del pubblico, fra termoscanner e altre regole anticovid. Alla serata erano presenti testate come La Repubblica ma soprattutto molte famiglie della zona. La certezza riguardava il pubblico, assolutamente variegato. Da adulti a ragazzi, da famiglie a gruppi di amici, da lavoratori a universitari fino ai liceali. D’altronde questo è Scomodo. La struttura occupata fa parte di uno stabile popolato da famiglie, ex INPDAP, nei pressi della stazione metro Manzoni.

È curioso notare la serenissima convivenza fra gli occupanti dello stabile e i ragazzi di Scomodo, quasi una complicità e una collaborazione involontaria. Per un ragazzo di 18 anni significa crescere in maniera radicale respirando questi contesti.

La sede ospita diverse librerie che costituiranno la grande aula studio per gli universitari e i liceali, un auditorium dove si pensa di voler chiamare in causa grandi personaggi del palcoscenico politico e culturale romano. Tutto lascia presagire un exploit firmato Scomodo, specialmente quando viene spiegato il lavoro che c’è dietro, dopo anni di fatiche per dare alla luce uno spazio dapprima per la città poi per la redazione.

All’interno di questa due giorni i ragazzi di Milano, Torino e Napoli hanno portato con sé le loro realtà, la loro voglia di dar vita a posti come quello capitolino da Sud a Nord.

C’è stato il confronto di realtà completamente diverse fra loro, si è parlato di fenomeni ancora esistenti in Italia come l’antimeridionalismo, il razzismo e tutte le forme di discriminazione. Si è discusso su come poter raggiungere a lungo termine un totale azzeramento di tutto ciò che richiama ancora pensieri riguardanti un’Italia disunita, sentirlo dire da liceali di 14-15 anni poi è sorprendente e positivo.

Durante il secondo giorno d’inaugurazione del progetto nazionale i ragazzi hanno preso parte ad attività inerenti a una vera e propria full immersione nel lavoro di redazione, economia e partnership, web e molti altri ruoli di responsabilità all’interno di una realtà editoriale.

Quando si parla di mostri, luoghi abbandonati da rivalutare, ecco che parte il fervore dei giovani Partenopei inerente alla questione periferie e quartieri da vivere e da recuperare. Questo fervore alimenta l’attenzione del resto degli attivisti e fa sì che in un gran lasso di tempo tutti coloro i quali si occupino dell’informazione del giornale riescono a constatare quanto sia grande la voglia dei ragazzi di Napoli di utilizzare Scomodo per essere parte integrante del cambiamento della propria città.

Durante la visita dei napoletani purtroppo si segnala un episodio di discriminazione territoriale che riporta i ragazzi di Napoli un po’ sulla terraferma.

Cose del genere esistono ancora, persone che vorrebbero tagliare l’Italia a metà continuano a pensarlo e in un mondo dove l’odio regna sovrano il desiderio da parte delle nuove generazioni di ottenere come primo obiettivo un’Italia unita nel cuore e nella mente fa ben sperare.

di Matteo Giacca

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