“La porta ancestrale” di Leandro Avolio, un viaggio mistico e metafisico

Copertina La Porta Ancestrale

Un libro di fede e paura ancestrale, che affronta un tema mai popolare e sempre attuale: la morte. Il lutto è un’esperienza che segna la nostra vita ed è strutturato, come descritto da Kübler-Ross nel 1970, in cinque fasi: negazione, patteggiamento, rabbia, depressione e accettazione. Questa tematica umanistica, drammatica e multidisciplinare viene ripresa nel libro di Leandro Avolio “La porta ancestrale”, novella descrittiva di genere fantastico e prima opera dell’autore napoletano che vive in quel di Varcaturo, in provincia di Giugliano in Campania. Impiegato presso l’Ufficio Erasmus di Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Leandro ha pubblicato questo libro grazie alle possibilità editoriali offerte da Amazon. Dopo un’esperienza poco felice vissuta in famiglia e poi superata, lo scrittore prende coscienza della morte che fino ad allora non aveva percepito concretamente e racconta un viaggio metafisico di Tommaso, un cliente abitudinario dell’Arcafè, rinomato bar “american-style” anni ’80, la cui routine quotidiana viene stravolta da eventi di natura incomprensibili che piombano nella sua vita.

«La scintilla che ha fatto scattare il desiderio di scrivere – ci racconta Leandro – non riesco a ricondurla ad un particolare momento della mia vita ma mi è sempre balenato nella mente quello che è il passaggio tra la nostra vita e l’aldilà. Quando mi è venuta l’idea di poter scrivere quest’opera mi sono chiesto cosa si provasse nei momenti di lutto e il messaggio che voglio trasmettere è quello di cercare di vivere la propria vita a pieno, con quel sale che dà sapore alla nostra esistenza fatto di gioia ed emozioni che possano contagiare anche il prossimo. Nonostante io abbia affrontato un importante percorso di fede, nel libro mi sono imposto di non dare una direzione prettamente cristiana proprio perché volevo che potesse leggerlo anche chi praticasse una diversa religione. La vita è fatta di fede ma non deve essere per forza imposta. A mio avviso – continua – la morte è al contempo positiva e negativa. Ogni giorno noi varchiamo porte ma questa della morte esula dalle nostre scelte. Spero che chiunque leggerà il libro possa essere spronato. Dopo aver scritto questo libro ho già avuto altre idee e ho scritto brevi abstract ma che per ora rimangono solo progetti abbozzati». 

di Fabio Corsaro

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai… Per aspera ad astra!