Le università italiane hanno bisogno di Geolier?

Updated 2024/04/10 at 3:33 PM
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Geolier e Giulia De Lellis, invitati rispettivamente all’Università Federico II di Napoli e alla Bocconi di Milano nelle scorse settimane, con annesse polemiche successive dell’opinione pubblica e di diversi personaggi istituzionali.

Geolier e Giulia De Lellis in cattedra alle Università

Recentemente il rapper napoletano Geolier è stato ospite all’Università Federico II di Napoli. Nel suo intervento ha parlato del suo mestiere e dei pregiudizi legati alla napoletanità, che di certo non sono estranei al rap. La presenza di Geolier all’Università ha scatenato molte proteste; tra queste, vi è anche quella del procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, che ha dichiarato: «Non sono contro nessuno, ma l’Università non deve invitare modelli negativi». Ad anticipare Geolier, tuttavia, è stata l’influencer Giulia De Lellis, invitata alla Bocconi di Milano. Gli argomenti del suo intervento riguardavano la sua formazione e la professione di influencer. Allo stesso modo, sui social era scoppiata la polemica: le università sono in rovina?

La sacralità delle istituzioni scolastiche

La questione ha sicuramente molto a che fare con la percezione di sacralità che abbiamo delle università, dei templi della cultura in cui vige la massima serietà. Effettivamente, le università dovrebbero mantenere un certo contegno, senza però rinunciare all’apertura verso i cambiamenti del mondo. È positivo implementare modelli contemporanei di successo, ma è vero anche che vedere un personaggio come Giulia De Lellis in cattedra universitaria faccia un certo effetto. Sicuramente prevedere un futuro catastrofico senza cultura è un’esagerazione inutilmente allarmista, se si considera che gli incontri non sono altro che delle interviste, non delle lezioni, con il fine di raccontare storie di vita alternative.

Ma è davvero necessario?

Si può, tuttavia, discutere su quanto questi interventi siano effettivamente necessari, o se, al contrario, le università italiane possano farne a meno. La risposta risulta ovvia, dal momento che potrebbero invitare alcuni tra i tanti studiosi italiani di grande rilevanza e che Giulia De Lellis e Geolier non hanno di certo bisogno delle università per veicolare la propria storia, visti i molteplici canali di comunicazione che utilizzano ogni giorno.

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