Le Terme Petrinum di Mondragone sono ancora un sogno irrealizzato

Updated 2024/04/11 at 11:03 AM
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Le Terme Petrinum sarebbero dovute essere un’opera di interesse pubblico, ma è l’ennesima cattedrale nel deserto.

Passando per la via Appia Antica, ai piedi del Monte Petrino che sovrasta la città di Mondragone, incappiamo in quella che, dopo ventisei anni, è l’ennesima cattedrale nel deserto. Le Terme Petrinum sarebbero dovute essere un’opera di interesse pubblico, uno strumento capace di rilanciare non solo il turismo termale locale ma anche, e soprattutto, quello medico-curativo.

Terme Petrinum ancora incompiute

Ma la sola presenza delle acque sulfuree non basta: dopo ventisei anni di iter travagliato, le Terme Petrinum sono ancora lì, incompiute; uno scheletro di mattoni e fondamenta che si sta lentamente trasformando in una discarica a cielo aperto. Ripercorrendo l’iter giudiziario che ha tenuto bloccata la procedura, nel 2021 il Consiglio di Stato, esprimendosi definitivamente, pare aver messo la parola fine all’eterna diatriba sul chi doveva fare cosa.

In questi anni la società Terme Petrinum s.p.a., fallita nel 2018, ha avanzato numerose richieste di proroga, di istanza di variante in corso d’opera e di sanatoria delle opere già realizzate, ottenendo solamente il rigetto da parte dell’Ufficio tecnico comunale. Quest’ultimo, nel 2012, ha ordinato la demolizione delle opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi. Tale ordinanza è stata oggetto di ricorso del TAR, che ha visto la società Terme Petrinum soccombere già in primo grado; adesso il Consiglio di Stato, confermando la sentenza del TAR, stabilisce la validità della procedura adottata dal Comune. Il tutto pur sottolineando la lungaggine del procedimento amministrativo e che la tardiva conclusione è «oggettivamente imputabile all’ente locale, che avrebbe potuto e dovuto concludere il procedimento in tempi decisamente più brevi» (sent. Consiglio di Stato Sez. VI n. 4591 del 14 giugno 2021). 

Totale abbandono

Al giorno d’oggi, il complesso versa in uno stato di totale abbandono. Situato in una zona fortemente agricola, circondato da terre coltivate e ulivi secolari, l’opera è attualmente inaccessibile. Ciò che balza all’occhio sono i numerosi rifiuti abbandonati nell’area, simbolo del disinteresse da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine; nel frattempo, non sono mancati anche i casi, seppur sporadici, di intervento di sgombero da occupanti abusivi, per motivi di ordine pubblico. La conclusione a cui siamo giunti è che a nessuno importa più né del progetto, né della sua demolizione. Dopo tre anni dalla sentenza non si hanno notizie del suo abbattimento e nemmeno dell’eventuale volontà da parte del Comune di determinare un diverso utilizzo, laddove possibile, dell’immobile. 

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