Le relazioni tossiche normalizzate nelle fiction

Maria Carla Pilla 16/04/2024
Updated 2024/04/17 at 1:42 AM
5 Minuti per la lettura

Qualche giorno fa è stata rilasciata su Netflix la pellicola “Fabbricante di lacrime”, trasposta dall’omonimo libro della scrittrice Erin Doom. Già al tempo della sua uscita il romanzo aveva riscosso un enorme successo, in particolare tra i giovani lettori, e non c’è da meravigliarsi se anche il film sia subito diventato popolare ed abbia dato molto a parlare sui diversi social media.

Sono molti i video pubblicati da ragazzine che, rifacendosi al film desiderano, una storia d’amore travolgente come quella di Rigel e Nica, protagonisti della pellicola. Eppure, sfortunatamente, il loro amore che viene dipinto come struggente e tragico è semplicemente frutto di una relazione tossica.

Un esempio di relazione tossica nei film

Nica, la protagonista, è infatti completamente asservita al ragazzo che le piace, Rigel, che non solo la intimorisce costantemente con sguardi animaleschi e la mette in soggezione con minacce e scenate, ma vuole anche esercitare il completo controllo su di lei. La stessa cosa si potrebbe dire a riguardo del coprotagonista Lionel, il quale vuole fare anche lui di Nica una sua proprietà. Insomma questa ragazza si trova travolta dalla follia di due uomini, i cui atteggiamenti abietti non vengono presentati come problematici e repulsivi, ma come prodotti di traumi su cui i due non hanno alcun controllo. Il loro folle comportamento nel film viene addirittura normalizzato e costruito in modo da sembrare affascinante attraverso il volto bello e angelico dei giovani attori.

Ovviamente non si tratta di questo prodotto in particolare, “Fabbricante di Lacrime” è  figlio di una tradizione di fiction come Twilight e After. In un momento storico in cui siamo tutti consci dei problemi relativi alle questioni femminili, rimaniamo meravigliati di come questi film mettano in bella vista e propagandino senza pudore questo tipo di relazioni tossiche e come la maggioranza degli spettatori sembri indifferente a questa pubblicità dell’amore tossico, tanto da fare di questi film grandi cult del cinema.

Le relazioni tossiche vengono romanticizzate

Le relazione di queste fiction inviano, inoltre, un messaggio confusionario e forviante perché non riflettono la realtà né possono rifletterla. Infatti in questa tipologia di film non si arriva mai all’apice della violenza e a dipingere l’abuso vero e proprio come accade nelle relazioni tossiche perché in questo modo il prodotto diventerebbe impossibile da romanticizzare e quindi invendibile. Lo spettatore non deve essere mai turbato o comunque disgustato dalle azioni del protagonista maschile e le storie d’amore rimangono in equilibrio tra quella che è una relazione tossica e  una artificiosamente romanzata; rimangono intrappolate in un bivio equivoco che potrebbe essere interpretato erroneamente dallo spettatore.

Per esempio il bad boy di simili prodotti mai alza le mani contro la sua amata, egli soffre di questi raptus che lo portano alla violenza, ma mai contro di lei, è irascibile e manesco solo con gli altri. Questo è un stereotipo dannosissimo perché quando qualcuno soffre di problemi di rabbia ed è suscettibile ad eccessi d’ira non riesce nemmeno a vedere contro chi alza le mani, mai si calmerebbe solamente guardando la sua amata come accade nelle pellicole.

Il target

La questione diventa ancora più grave  quando ci si accorge a chi sono indirizzati questi prodotti, infatti, parecchi film simili sono tratti da libri Young Adult, libri appunto indirizzati a ragazzi adolescenti dai 12  ai 18 anni. L’adolescenza è la fascia d’età dei primi amori e sicuramente non aiuta, soprattutto ai più giovani e suscettibili, avere come esempio questo tipo di relazioni. I protagonisti vengono infatti proposti come eroi ed eroine da imitare, per esempio Bella Swan di Twilight ebbe una grande influenza sulle ragazzine di inizio anni 2000.  Nell’ingenuità dell’adolescenza si ricerca una storie d’amore da film, ma quando questi sono gli esempi proposti come amore vero non è difficile finire in una relazione tossica.

 Tanti dicono che i ragazzini riescono a discernere i prodotti televisivi dalla vita reale, ma dobbiamo anche ricordarci che questa è l’età in cui si è più fragili e in cui tutti si vogliono sentire come gli eroi della televisione.

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