Ci siamo quasi, mancano pochi giorni alle prossime elezioni europee che si svolgeranno tra il 23 e il 26 maggio prossimo e che chiameranno ad eleggere i propri rappresentanti in Parlamento circa 400 milioni di cittadini, inglesi compresi. Sì perché, nonostante siano in corso le procedure per la “Brexit”, queste non saranno concluse prima del voto perché la data ultima per decidere concordata è stata fissata al 31 ottobre prossimo.

Ciò significa che gli inglesi sono chiamati ad eleggere i propri delegati nelle istituzioni europee, che potrebbero restare in carica per soli pochi mesi. Ma è in questo contesto che proviamo a fare un pò di chiarezza sui ruoli e i poteri della Commissione Europea.

Cos’è la Commissione Europea?

La Commissione europea è l’istituzione dell’UE che detiene il monopolio dell’iniziativa legislativa ed elabora proposte che vengono discusse dalle due istituzioni decisionali: il Parlamento e il Consiglio. La Commissione ha inoltre importanti poteri esecutivi in settori decisivi per i cittadini quali la concorrenza e il commercio esterno. Inoltre redige il bilancio, è titolare delle relazioni con i Paesi terzi e vigila sull’applicazione del diritto dell’Unione e sul rispetto dei trattati da parte degli Stati membri. Nel 2009, il Consiglio europeo ha deciso che la Commissione sia composta da un numero di Commissari pari al numero degli Stati membri.

La figura del Presidente della Commissione

Su come invece si elegge il Presidente della Commissione, il riferimento lo possiamo trovare nel trattato di Lisbona del 2007 che stabilisce come ci sia un legame fra i risultati delle elezioni europee e la nomina del Presidente della Commissione europea. Infatti, il Consiglio europeo, dopo appropriate consultazioni e deliberando a maggioranza qualificata, propone al Parlamento il candidato alla carica di Presidente della Commissione.

Il procedimento di elezione prevede che il Parlamento elegge il Presidente della Commissione a maggioranza assoluta dei membri che lo compongono (la metà dei deputati più uno). Se il candidato non ottiene la maggioranza necessaria, gli Stati membri hanno un mese di tempo per proporne un altro.

Una novità importante, per la prima volta nella storia europea, si è registrata durante le elezioni del 2014 quando il Parlamento ha introdotto il sistema dei candidati capilista. Ciascun partito politico europeo presenta un candidato alla carica di Presidente della Commissione (lo Spitzenkandidat) e il partito che ottiene il maggior numero di voti può proporre il candidato del Parlamento per tale carica.

La nomina dei commissari 

Diverso è il processo di nomina dei commissari che prevede diverse fasi tra cui:

1) Gli Stati membri indicano un Commissario.

2) Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata e di comune accordo con il neo-eletto Presidente della Commissione, adotta l’elenco dei Candidati Commissari su proposta degli Stati membri.

3) Il Presidente della Commissione assegna una delega a ogni Candidato Commissario.

4) I candidati alla carica di Commissari devono ottenere l’approvazione del Parlamento. Si presentano davanti alle varie Commissioni parlamentari, in base alle competenze previste, e rispondono alle domande dei parlamentari. La Commissione, in seguito, dà una valutazione delle competenze del candidato, che viene trasmessa al Presidente del Parlamento e di fatto approva o boccia il candidato Commissario. Il mandato di membro della Commissione ha durata pari a quella della legislatura del Parlamento europeo, ossia cinque anni, ed è rinnovabile.

5) Dopo il voto positivo, a maggiora assoluta della plenaria del Parlamento europeo a tutta la Commissione, il Consiglio nomina ufficialmente il collegio dei Commissari.

Qual è il ruolo dei commissari? 

Ma anche i commissari devono incassare la fiducia dell’intero esecutivo in seduta plenaria, dopo che sono stati auditi dalla Commissione parlamentare. Ciò nonostante, ci sono state delle bocciature da parte degli stessi organi parlamentari come nel caso della Commissione Ambiente del Parlamento europeo. Quest’ultima, nel 2014 ha bocciato la candidata slovena Alenka Bratusek perché la sua audizione venne dichiarata insoddisfacente perché non era preparata sul portafoglio a lei assegnato, l’energia.

Altri casi di bocciatura

Sempre nel 2014 la Commissione Cultura aveva ritenuto il Commissario ungherese Navracsics come qualificato per diventare commissario, ma con una seconda votazione si era espresso contro la decisione di assegnargli il portafoglio della Cultura per via delle leggi repressive varate da Orban nel suo Paese, l’Ungheria.

Anche la candidatura di un italiano non fu ritenuta idonea. La Commissione giustizia, libertà pubbliche e sicurezza del Parlamento europeo respinse nel 2004 la candidatura di Rocco Buttiglione quale commissario europeo. Quest’ultimo, indicato dal governo Berlusconi, durante la sua audizione aveva espresso dichiarazioni molto discutibili sui diritti di gay, donne e immigrati. Rocco Buttiglione è stato il primo commissario europeo in assoluto a non ricevere l’approvazione di una commissione dell’Europarlamento.

Insomma una nuova commissione sta per formarsi, nuovi percorsi di alleanze sono in atto. Le trattative si susseguono, ma l’auspicio è che prevalga sempre il buon senso nella formazione delle leggi che saranno indispensabili per scandire la quotidianità dei cittadini europei.

di Antonio Di Lauro

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