Le nuove linee guida di inclusione degli Oscar – Una storia di ipocrisia cinematografica

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Se c’è una cosa che ci insegna Boris, l’industria cinetelevisiva è fatta di raggiri, compromessi, truffe, e disinteresse per il pubblico e la realtà che vive. Eppure, negli ultimi anni, proprio le serie TV si sono fatte più inclusive, accogliendo attori, personaggi e creativi appartenenti a minoranze etniche e religiose, donne e persone LGBT+. Ne sono prova show come WatchmenOrange is the new blackWe are who we arePoseTales of the CityWhen they see usDear white people, e anche serie propriamente nostrane come Skam Italia o Summertime.

È il cinema che arranca. Basti pensare a vincite ignominiose dell’Oscar come Green Book, o Philadelphia, che sfruttano le loro tematiche “controverse” per portarle sullo schermo nella versione più edulcorata per il loro pubblico cishet bianco che vuole essere rassicurato di poter risolvere la discriminazione insegnando alle vittime di essa come dovrebbero sentirsi vittimizzati e reagire. Tuttavia, l’Academy ha svelato quest’anno un nuovo, infallibile piano per risolvere la discriminazione: un quartetto di regole assolutamente inefficaci per poter ottenere l’Oscar, in azione dal 2024.
I criteri, stando all’Hollywood Reporter sono in breve questi: A) almeno il 30% dei personaggi e del cast dovrà appartenere a minoranze, o, alternativamente, la storia dovrà trattare di temi come discriminazione/integrazione; B) almeno il 30% del team creativo dovrà appartenere a minoranze; C) almeno il 30% della troupe e del comparto produttivo dovrà appartenere a minoranze; D) almeno il 30% del comparto distributivo e di marketing dovrà appartenere a minoranze.
Una svolta epocale? Purtroppo no, perché c’è comunque la fregatura. Questi criteri non sono tutti vincolanti, un film ha bisogno di rispettarne solo due. E i comparti produttivi/troupe sono già molto inclusivi, essendo i “piani bassi” e raramente visti o seguiti dai media, come pure quelli di marketing e distribuzione, perché per vendere i film a un pubblico più ampio possibile è necessaria una prospettiva più ampia possibile. Di conseguenza, gli standard C e D sono già soddisfatti, e non c’è alcun bisogno di rispettare quelli A e B, quelli che possono avere un vero impatto sul pubblico e sulla percezione di quelle milioni di persone che il pubblico medio, “normale” preferisce ignorare mentre continuano a soffrire in un sistema programmato per ostacolarli tramite razzismo, omotransfobia e misoginia sistemici.

Informareonline-Cinema-2È l’ennesima pacca sulla spalla che Hollywood si dà da solo, fingendo di aver cambiato le cose mentre tutto rimane come prima. Ci sarebbe poco da stupirsi, l’Academy è composta in prevalenza schiacciante da maschi bianchi etero e cis. Ma per chi ha una voce bisognosa di essere ascoltata, la strada rimane in salita.

di Lorenzo La Bella

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