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Disponibile on line, per volontà del Papa, la serie “Ebrei” dell’Archivio Storico della Segreteria di Stato che contiene le lettere intercorse tra Pio XII e gli Ebrei durante la seconda guerra mondiale

Il papa ha dato disposizione all’Archivio Storico della Segreteria di Stato della Santa Sede di pubblicare sul proprio sito internet un’intera serie archivistica riguardante il pontificato di Pio XII, si tratta della serie denominata “Ebrei”, destinata a conservare le richieste di aiuto arrivate al Papa dagli ebrei di tutta Europa, dopo l’inizio delle persecuzioni nazi-fasciste. La serie è costituita da circa 170 volumi il 70% dei quali è disponibile per la consultazione. Il materiale, tutto digitalizzato, è raccolto il 40mila file. Le istanze, rivolte da famiglie di origine ebraica, erano le più disparate anche se riguardavano soprattutto la richiesta di passaporti o visti per espatriare, sostegno economico, supporto spirituale, liberazione dalla detenzione, ricongiungimento con familiari.

Le lettere arrivate al papa venivano tutte prese in considerazione dall’apposita Sacra Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari, diretta da mons. Angelo Dell’Acqua, deputata a gestire le richieste che arrivavano da tutta Europa. «Migliaia di perseguitati per la loro appartenenza alla religione ebraica, o per una mera discendenza non ariana, scrive sull’Osservatore Romano l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, si rivolgevano al Vaticano sapendo che altri avevano ricevuto soccorso.Le richieste arrivavano in Segretaria di Stato, dove si attivavano i canali diplomatici per cercare di fornire ogni aiuto possibile, tenendo conto della complessità della situazione politica su scala mondiale».

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Abbiamo provato a consultare l’archivio on line

Abbiamo consultato l’archivio e ci siamo imbattuti in una richiesta scritta dall’architetto milanese Rosenthal, che riportiamo di seguito: «A Sua Santità. Prosternandoci ai Vostri piedi per il bacio, domandiamo a Vostra Santità il favore immenso di aiutarci nella nostra dolorosa situazione. Come i nostri documenti potranno spiegare a Vostra Santità, ci troviamo senza ragione sprovvisti dei passaporti con i quali poter raggiungere i nostri figli in San Paolo del Brasile ove potremmo trovare ancora casa famiglia e lavoro. Mi permetto di ricordare a Vostra Santità di essere stato presentato durante l’ultima guerra nel giugno 1917 in Kreuznack al GHQ (General Headquarter, ndr) ove avevo l’incarico di architetto; le fotografie che ricordano tale fatto ho allegato ai documenti mandati.
Attualmente a 66 anni mi trovo senza fortuna (toltami dal governo tedesco perché la mia famiglia era Ebraica) senza lavoro e senza patria. Noi preghiamo l’infinita bontà di Vostra Santità di intervenire a nostro favore di modoché almeno i nostri ultimi giorni siano pur in paese straniero, confortati dal sorriso dei nostri figli lontani. Abbiamo i mezzi per il viaggio ma ci manca la possibilità di ottenere un passaporto od un permesso equivalente. Contiamo sulla infinita di grazia di Vostra Santità perché esaudisca le nostre preghiere raccomandandoci alla Divina Provvidenza e ci prostriamo umilmente ai piedi di Vostra Santità devotissimi figli. Nelly Maria Rosenthal».
La lettera della famiglia Rosenthal a Pio XII
E la segreteria di Stato gestisce la richiesta affidandola a Mons. Giovanni Battista Montini, il futuro papa Paolo VI. I coniugi Rosenthal, aiutato dal cardinale di Madrid, lasceranno l’Italia e attraverso la Spagna saranno aiutati a raggiungere i figli in Brasile.
La risposta della Segreteria di Stato e il permesso per il transito
La decisione vaticana di rendere accessibile a tutti la serie “Ebrei” contribuisce a scrollare di dosso a Pio XII le accuse di non aver fatto nulla per contrastare la deriva nazi-fascista europea e soprattutto di non aver aiutato gli ebrei perseguitati dalle leggi razziali e spesso condotti nei campi di sterminio. Tante furono le testimonianze di personalità del mondo ebraico che resero pubblicamente onore a papa Pacelli, una tra queste quella dello Yad Vashem, l’Ente Nazionale per la Memoria della Shoah, che propose di conferire al papa il titolo di “Giusto fra le Nazioni”.
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