LE LEGGENDE DELLO SPORT – The Magic, Ayrton Senna

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Originale al volante nelle scelte, un maestro nell’uso dell’acceleratore, imbattibile sotto la pioggia: in breve Ayrton Senna da Silva. Da molti ricordato come il miglior pilota nella storia della Formula1, il suo talento lo ha portato a lasciare in dote 3 mondiali e 41 GP vinti, 80 podi, 65 pole position e 614 punti ottenuti.

I primi passi

Ayrton proveniva da una famiglia di San Paolo molto ricca e per i suoi 10 anni ottenne come regalo di compleanno il suo primo kart, con il quale cominciò a gareggiare nel 1973, a 13 anni compiuti. Dieci anni dopo prese parte al Campionato britannico di F3, aprendosi porte per il proprio futuro: con 12 GP vinti su 20, infatti, il brasiliano iniziò concretamente ad attirare l’attenzione dei team di Formula1. Furono diverse le scuderie che si fecero avanti, ma le più offrivano solamente contratti da collaudatore. Senna voleva correre. Decise così di firmare per la Toleman-Hart che metteva un sedile a sua disposizione per il mondiale del 1984. Saltando qualche tappa, quindi, Ayrton approdò in F1.

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GP di Monaco 1984

Nonostante la Toleman fosse un team giovane, che non gli fornì una monoposto all’altezza, il brasiliano riuscì comunque ad impressionare nel suo primo anno. Andò a punti già nel secondo GP, ma il vero e proprio spettacolo ci fu in occasione del Gran Premio di Monaco del 3 giugno. Qualificatosi tredicesimo, Ayrton diede prova del suo talento sotto la pioggia ed iniziò una rimonta senza eguali: al 19esimo giro sorpassò Niki Lauda, conquistando il secondo posto ed iniziando ad inseguire Alain Prost. La gara venne interrotta per l’intensificarsi della pioggia e la vittoria fu del pilota francese, ma quel giorno Senna dimostrò a tutti cosa era in grado di fare.

Gli anni in Lotus e la prima vittoria

L’anno successivo il brasiliano sciolse il contratto in corso con la Toleman e firmò per la Lotus, con Elio De Angelis come compagno di scuderia. Nel 1985 dominò soprattutto nelle qualifiche, conquistando 7 pole positions su 18 e finendo il mondiale in quarta posizione, con un trionfante Alain Prost che mise in bacheca il suo primo titolo. Una gara d’eccellenza fu il GP di Portogallo del 1985, in cui Ayrton dimostrò nuovamente la sua capacità sotto la pioggia e, questa volta, vinse la gara – la sua prima – staccando il secondo di oltre un minuto. Corse per la Lotus per altri due anni: 8 pole e podi e 1 vittoria nell’86 e 2 vittorie, 1 pole e 8 podi nell’anno successivo.

Il primo titolo mondiale

Al termine del 1987 The Magic siglò il suo contratto con la McLaren: era pronto per una monoposto prestante che potesse portarlo alla vittoria, e lo dimostrò. Già alle porte del 1988 la squadra di Ron Dennis aveva due piloti d’eccellenza e una vettura all’altezza delle aspettative: su 16 gare corse, la McLaren quell’anno ne mancò solo una. Fu una battaglia corsa in casa, che alimentò una delle rivalità più storiche della Formula1: Senna vinse otto gran premi, Prost sette. E il titolo iridato andò così al brasiliano.

Suzuka 1989: l’emblema della rivalità con Prost

Il fatto che il mondiale si giocasse in casa diede vita ad una battaglia interna alquanto distruttiva. Si trattava di due piloti vincenti, con un’altissima competitività agonistica e una forte personalità: due campioni, sotto ogni profilo. Così, gli equilibri nel team di Ron Dennis iniziarono a diventare sempre più precari, gara dopo gara. Il culmine di una rivalità già fervida fu il Gran Premio del Giappone: Prost scattò dalla prima linea e conquistò la lead, mentre Senna si mise all’inseguimento. Al 46esimo giro il campione iridato in uscita tentò l’attacco al compagno alla chicane: il risultato fu un’uscita di pista per entrambi. Il francese fu costretto al ritiro, mentre Ayrton diede vita ad una splendida rimonta dal fondo, riuscendo a tagliare il traguardo in prima posizione. La FIA, però, non fu d’accordo e squalificò il brasiliano, facendo vincere il titolo mondiale ad Alain Prost.

Altri due mondiali in bacheca

Tre in totale i successi di Ayrton Senna in Formula1, rispettivamente nel 1988, 1990 e 1991, e tutti al volante di una McLaren. Al termine del 1989 Prost lasciò la scuderia inglese per approdare in Ferrari e Senna era ad un passo dal ritiro dopo la vicenda di Suzuka. Per merito delle ripetute insistenze di Ron Dennis, il brasiliano si decise a tornare in pista ed il mondiale del 1990 fu un nuovo testa a testa tra i due antagonisti per eccellenza. Nell’anno successivo, invece, Senna dovette fare i conti con la Williams di Mansell, riuscendo a spuntarla nuovamente.

Quel tragico 1° maggio 1994

Dopo qualche anno difficile, nel 1994 Senna ottenne l’opportunità che tanto aveva desiderato: un posto in Williams. Ma il percorso fu molto breve. Era il 1° maggio 1994 ad Imola e dopo solo 17 minuti dall’avvio del GP, la monoposto del brasiliano finì fuori pista alla curva del Tamburello. Ayrton venne trasferito di pronta urgenza all’Ospedale Maggiore di Bologna, ma purtroppo non c’era più nulla da fare. Alle 18:40 il tre volte campione del mondo venne dichiarato morto. Una volta portata a San Paolo la salma, per le strada sfilò un corteo di oltre un milione di persone, devastate per la scomparsa del loro idolo.

Fondazione Senna

Al di fuori della monoposto, Senna ha dimostrato d’essere un grande uomo impegnato soprattutto nel sociale per i bambini brasiliani. Poco prima della sua prematura scomparsa aveva confidato alla sorella il desiderio di voler istituire una fondazione per fare qualcosa in più. Attualmente l’Istituto Ayrton Senna, nato dopo l’incidente del ’94, è un’organizzazione non governativa senza fini di lucro che punta ad aiutare ed educare i bambini più poveri del Brasile.

I legami col futuro, l’idolo di Lewis Hamilton

Senna ha lasciato un segno anche sulle nuove generazioni di piloti, in particolare nel sette volte campione del mondo Lewis Hamilton. Il britannico fa spesso riferimento al suo idolo nelle sue interviste e più volte ha ricordato come la sua passione per la Formula1 sia stata alimentata proprio dalle prodezze del brasiliano. «Ho iniziato a vederlo correre quando avevo solo 5 anni insieme a papà, era il mio preferito: avevo i suoi libri e poster. Il mio sogno era davvero essere o Superman o Ayrton Senna», queste le sue parole nel corso dell’intervista con Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa.

 

La rubrica “Le leggende dello sport” di Magazine Informare vi dà appuntamento alla prossima settimana.

Non perderti il racconto del prossimo campione!

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