Call Rome

Le fedi monoteiste a confronto sull’intelligenza artificiale: firmata la Call Rome

Giovanni Cosenza 12/01/2023
Updated 2023/01/12 at 12:16 AM
6 Minuti per la lettura

La casina Pio IV in Vaticano, sede della Pontificia Accademia per la Vita, ha accolto ieri i partecipanti al convegno “AI Ethics: An Abrahamic commitment to the Rome Call“, evento organizzato dalla Fondazione vaticana RenAIssance insieme al Forum per la Pace di Abu Dhabi (Emirati Arabi) e alla Commissione per il dialogo interreligioso del Gran Rabbinato di Israele. Padrone di casa è stato mons.

Vincenzo Paglia, presidente dell’Accademia, che ha accolto i partecipanti: «Avete di fronte dei sognatori. In un mondo senza visioni e quindi egocentrismi disastrosi noi abbiamo una visione comune. Una visione che guarda il futuro del nostro pianeta con l’intelligenza e con il cuore. Non siamo dei romantici e neanche dei freddi ragionatori economici: quello che stamattina abbiamo fatto è un passo, a mio avviso, pieno di grandi promesse. È una strana alleanza quella di tre religioni con tre istituzioni internazionali. Una strana famiglia».

Gli interventi dei leader religiosi alla Call Rome

L’AI frutto della saggezza umana che è dono di Dio

«L’ebraismo esalta la saggezza dell’umanità, creata a immagine e somiglianza di Dio, che si manifesta in generale nell’innovazione umana e in particolare nell’intelligenza artificiale», ha dichiarato il rabbino Eliezer Simha Weisz, membro del Consiglio del Gran Rabbinato di Israele. «Ci è stato chiesto di benedire questi sforzi con la formula: Benedetto sei tu, Signore Dio nostro, che doni la Tua gloria alla carne e al sangue. Tuttavia, allo stesso tempo, deve esserci una tensione creativa tra la creatività umana e la guida morale che scaturisce dal nostro legame con il Creatore dell’Universo, la Fonte di ogni saggezza; perché senza di essa, c’è un pericolo per l’unicità e la vocazione della persona umana creata a immagine e somiglianza divina, e si pone un pericolo esistenziale per l’umanità in generale».

L’Islam incoraggia la conoscenza e la ricerca scientifica

Sulla stessa lunghezza d’onda le considerazioni dello sceicco Al Mahfoudh Bin Bayyah, Segretario Generale del Forum per la Pace di Abu Dhabi: «Le religioni, nella loro essenza, cercano di assicurare la felicità dell’uomo sia in questo mondo che nell’aldilà. Pertanto, ci spingono a cercare i mezzi per realizzarla. A questo proposito, la religione islamica incoraggia l’acquisizione della conoscenza, la ricerca della comprensione dell’universo e il continuo aumento dell’apprendimento».

«Il Sacro Corano afferma: Mio Signore, accrescimi nella conoscenza. La conoscenza che cerchiamo di accrescere comprende sia la conoscenza religiosa che quella mondana, che è il fondamento di una società di successo, sia dal punto di vista spirituale che materiale. Le religioni e le leggi, nel loro sforzo di promuovere il benessere e l’accompagnamento, si preoccupano di assicurare che le innovazioni e le conquiste scientifiche e tecnologiche tengano conto di quadri etici che preservino la dignità e la nobiltà dell’uomo, e di fatto ne proteggano la vita».

Dobbiamo addomesticare l’Intelligenza artificiale

Padre Paolo Benanti, professore straordinario di Etica delle tecnologie presso la Pontificia Università Gregoriana e direttore scientifico della Fondazione RenAissance, ha affermato: «Sempre di più ogni giorno, ogni singolo uso del computer, in realtà non è un uso dettato dall’utente, dalla macchina, ma c’è di mezzo una nuova personalità: l’algoritmo di intelligenza artificiale. Quando facciamo una ricerca sul motore di ricerca, quando cerchiamo il taxi più vicino, anche quando dobbiamo capire quante tasse possiamo pagare, sempre di più è l’intelligenza artificiale che media la risposta. Sempre di più siamo meno soggetti al giudizio umano e al giudizio delle macchine».

«Di fronte a macchine che possono decidere cose così essenziali come la diagnosi di una malattia, se siamo degni o meno di ricevere un prestito in banca, ci dobbiamo chiedere: è giusto che noi possiamo essere o subire le decisioni di una macchina senza magari possibilità di appellarci? E qual è lo spazio dell’umano in un mondo così tanto automatizzato? Ecco, se l’intelligenza artificiale ha così tanto potere sulle nostre vite, dobbiamo in qualche maniera addomesticarla di nuovo, dobbiamo portarla di nuovo all’interno di quelli che sono sostanzialmente i confini democratici, i confini etici, i confini sapienziali».

Papa Francesco riceve i partecipanti alla Rome Call

Il Papa riceve i partecipanti alla Call Rome

Papa Francesco ha rinnovato il suo interesse nei confronti di uno sviluppo etico dell’intelligenza artificiale, dichiarando: «Sono lieto di sapere che volete coinvolgere anche le altre grandi religioni mondiali e gli uomini e le donne di buona volontà affinché l’algoretica, ossia la riflessione etica sull’uso degli algoritmi, sia sempre più presente, oltre che nel dibattito pubblico, anche nello sviluppo delle soluzioni tecniche. Ogni persona, infatti, deve poter godere di uno sviluppo umano e solidale, senza che nessuno sia escluso».

Il Papa ha poi aggiunto una riflessione sui richiedenti asilo, affermando: «Non è accettabile che la decisione sulla vita e il destino di un essere umano vanga affidata ad un algoritmo. La Rome Call può essere un utile strumento per un dialogo comune tra tutti, al fine di favorire uno sviluppo umano delle nuove tecnologie».

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *