Questa settimana il caffè lo prendo da sola. Non mi è venuto a trovare nessuno oggi, e va bene così, perchè posso far andare le cose meglio: andano dove voglio io, pozze sbarià.

Essendo io donna che ha imparato ad amare perdutamente questo suo essere donna, non posso non ammettere che siamo leggerezza e tentazione al tempo stesso. Mi ha sempre fatto ridere una cosa del rapporto tra uomini e donne, e parto da una considerazione che se vogliamo possiamo considerare banale: a vent’anni, le donne sono già adulte.
A vent’anni la donna sente il peso dei suoi anni, nonostante questi siano giovani, e comincia a scegliere davvero per sé: che lavoro vuole fare, il tipo di uomo che vorrebbe accanto, se vorrebbe in futuro avere una famiglia, o se andare a vivere da sola.

La donna a vent’anni corre, io ho quasi 23 anni e corro. Le piace la vita frenetica, lavorare tranquilla, andare a ballare con le amiche il sabato e comprare quel vestito arancione che non metterà mai, e lo compra con la piena consapevolezza di ciò. Pensa a fare la lista di tutti gli obiettivi che vorrebbe raggiungere, e se mette c’a capa e c’o pensiero.

E gli uomini? Gli uomini a vent’anni sono spesso degli scugnizzelli travestiti da uomini vissuti. A vent’anni lavorano, ma spesso non sanno se quel mestiere li soddisfa. Magari ci riflettono sulle loro scelte eh, però prima devono rispondere a Carmine che sta organizzando la partita di calcetto.
Poi giungono altri impegni quali asta del Fantacalcio, birra con l’amico che non si vede da troppo tempo, e poi deve andare a lavare la macchina. Dopo tutta questa serie di impegni assolutamente non rimandabili, forse riflette sul fatto che non gli piace il mestiere che sta facendo; se poi ha tempo, magari riflette anche sul perchè la fidanzata si comporta come una psicopatica e da una settimana non gliela dà (la donna sa già che la risposta si trova nella liste delle men-priorities fatta nelle righe sovrastanti).
Mi fa ridere questa coscienza diversa, la differenza d’animo. La donna, benchè se ne dica ancora molto in merito, è per natura sfrontata, spudorata, provocatoria.
La donna vive con coscienza e consapevolezza del suo tempo che passa. Ha logiche di pensiero profonde e minuziose, arriva dove l’uomo non è in grado di arrivare e ci sono alcune di loro che sono capaci di guardarti in faccia e dirti tutto quello che hai fatto nelle passate 12 ore, perchè dotate di un intuito allenatissimo, straordinario:

-“Sei andato a casa di Marco ieri?”
-“Sì, ma tu che ne sai… non te lo avevo detto”
-“Hai la stessa faccia che hai tutte le volte che vai da Marco, le occhiaie e le labbra disidratate. Avete bevuto e passato la nottata a giocare a Fifa. Che palle fate sempre le stesse cose.”

All’intuito di una donna sveglia, non sfuggite. Nessuno è al sicuro.

La donna deve rompere il cazzo, deve urlare quando c’è bisogno di urlare e non resta mai zitta perchè non è giusto: la sua parola ha valore e lei gliene dà. Il più grande clichè del secolo è che la donna sia rompicoglioni: non è un clichè, è la verità e siamo fatte così. Sono casomai gli uomini a doversi adattare a questa natura;

-“Mamma mì, ma chi m’ha fatte fa, e comme romp’ o’ cazz tu!”
-“È mio dovere farlo, sono fatta così statte zitte e subisci, jamme bell.”

L’uomo invece, vive… e basta. Rimane creaturo tutta la vita: a vent’anni non rinuncia alla partita di calcetto, al letto rifatto da mammina e alla rimpatriata con il gruppo del liceo per ricordare i vecchi tempi dove non può assentarsi, nè tantomeno astenersi dal commento “ma te lo ricordi il culo monumentale di quella del 5b?”.
Non è sicuro di come vorrebbe impostare il suo futuro perchè è ancora piccolo: a lui basta sapere che i suoi amici gli saranno sempre accanto, che le donne sono tutte pazze, stronze e mignotte tranne la sua mamma, e che presto avrà messo abbastanza soldi da parte per andare ad Amsterdam col suo migliore amico.

Poi magari accade che a 75 anni, lo troviamo che pensa a progettare cose, di aprire aziende, fondare partiti, scoparsi la ragazzina di 20 anni anche se non ha nemmeno la forza di dire come si chiama e non gli serve a niente, comprarsi la Porsche, spendere centinaia di euro in pasticche per l’impotenza e prendere il thè con gente imbecille dai calzini verdi, guardando con aria fiera e sognante il cantiere della sua nuova villa (i riferimenti satirici a persone, fatti e cose, sono puramente non casuali: auguriamoci di non trovarci accanto ad un soggetto così, mai). Sarebbe una disgrazia.

L’uomo subisce un cambiamento curioso, in cui pur diventando adulto, pur assumendosi responsabilità, resta un bambinone nei suoi gesti.
Deve controllare tutto, perché la mania del controllo non se la toglie mai anche quando ha palesemente tutto fuori controllo. Restano forse tutta la vita con questo infantile desiderio di potere, che è radicato in loro, nel loro ego, perchè gli viene insegnato sin da piccoli che sono il sesso forte, i maschietti non piangono e non hanno paure.

Le cose andano ed io rido istericamente di come la donna, invece, scelga di controllare indirettamente.

Non gli dirà mai in faccia “È giusto, è sbagliato, stai facendo bene, stai sbagliando tutto”. Lei spesso lascia agire, e quando poi l’uomo fa la cazzata gli dice: “Mannaggia, e’ fatt a’ strunzata! Non me l’aspettavo proprio! E bravo, o’ frate ro…”
Tra le caratteristiche di ogni donna c’è sempre grande ironia, irriverenza, spudoratezza. La donna nota subito l’assurdità di tutta una serie di circostanze, ne vede il verso ridicolo, coglie il senso di questo ridicolo, vede il contorto e l’impossibile ma sta in silenzio come il gatto che osserva il topo:

-“Perchè mi hai scritto quel messaggio?”
-“Ah quindi hai visto che ti scrissi un messaggio?
-“Mi hai scritto un messaggio tu, hai scritto ‘sei un coglione’, che ho fatto?”
-“Niente.”
-“Eh vabbè niente. Site tutte tali e quali. Mi dici qual è il problema?”
-“Il passato remoto che ho usato nella risposta di prima dovrebbe essere già una risposta.”

E qui entra in gioco una specie di rovesciamento dialettico. La battuta che si capisce solo se hai le orecchie tese. Parla in codice la donna, un codice che tutte le altre donne afferranno al volo come fosse tutto lapalissiano… ma l’uomo no, non lo afferra mai. Se capisce, bene. Se non capisce, la donna glielo deve spiegare perchè non può sopportare di restare incompresa: sono incazzata con te e tu devi cercare di capirlo in tutti i modi, e se non lo capisci non ti salvi, te lo spiego per filo e per segno;

-“Ho usato il passato remoto”.
-“Ma per me potevi usare pure il futuro anteriore, non è un problema di grammatica è un problema di comprensione del tuo problema, quindi un problema all’interno del problema”
-“Sono tutti problemi che ti stai facendo solo tu perchè per me è chiarissima la mia risposta”.
-“Ma per me no!”
-“A che ora te l’ho scritto il messaggio precedente?”
-“Mi hai scritto ‘sei uscito?’ alle 16.10. Poi dal niente, bellebbuono, a’ capa toja, mi hai scritto che sono un coglione.”
-“Alle 19.20 te l’ho scritto.”
-“E mo spiegami dalle 16.10 alle 19.20 che cosa è successo per farmi chiamare coglione da te, avanti.”
-“Mi hai risposto alle 16.10?”
-“No, non ti ho risposto, ma avevo da fare un sacco di cose”
-“Ed ecco perchè sei un coglione, perchè ti vedo che parli con gli altri e non rispondi a me, deficiente.”

Le cose andano così, tutti i giorni ed in tutte le coppie. Fattore che mai ammetteranno, per nessun motivo al mondo, è che l’uomo viene sedotto da questo atteggiamento della donna. Perchè poi quando smette di rompergli le scatole non gli sta bene, si offende, e diventi tu la malafemmina. Più spesso di quanto si creda.

E non mi stupisco che le donne li cerchino sempre di più, che siano sempre più rompicoglioni, che dicano alle loro amiche di cercarlo, “amalo e fallo sentire importante” con tutti gli annessi e connessi, perchè vogliono sentire di più, amare ed essere amate di più, pretendono a volte, di più. Come in un film, una specie di noir autodistruttivo ma magnetico, la donna si fa attirare dall’abisso del nuovo, della sfida, del diverso, del mistero. Del vietato, forse.
Li scelgono complicati, perchè altrimenti non ci sarebbe alcun divertimento. La donna con un uomo non può mai provare noia, perchè cosa c’è di meglio per distruggerla, se non un uomo? Sono così sciocchi a volte.
È la donna che con il suo linguaggio in codice, la sua isteria, spudoratezza, ironia, col suo intuito riesce a renderli irruenti, li sveglia, li prende per la cravatta e li trascina con sè.

Del resto, in questa “guerra” tra battute in codice e logiche infantili, qualcuno deve pur morirci sull’altare di Diana: le donne hanno capito chi muore, gli uomini forse stanno ancora controllando i tempi verbali.

di Daniela Russo

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