Le “Coffee Houses”: interazioni del passato

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Nella società moderna, se ci si volesse informare sull’ultima notizia politica, sociale o economica ognuno di noi cercherebbe immediatamente sul web. I social networks e internet sono diventati, infatti, le prime e più diffuse fonti di notizie utilizzate dalla popolazione mondiale. Queste fonti però non esistono da sempre. Come si rimaneva aggiornati sulle ultime notizie prima dell’avvento della tecnologia?

Trecento anni fa la risposta era molto semplice, si andava nelle Coffee Houses. Nell’Inghilterra del 1600, in pieno fermento politico, culturale ed economico, nascono le Coffee Houses, vere e proprie caffetterie che si diffusero in tutta Europa dove, per il prezzo di una tazzina di caffè, si riunivano gli intellettuali, i politici e gli aristocratici per leggere giornali, conversare e scambiarsi idee e opinioni su un determinato argomento di attualità.

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La prima Coffee House inglese nacque a Londra, mentre in Italia sorse più tardi a Venezia. Esistevano diversi tipi di Coffee Houses, che si differenziavano per gli interessi e per gli argomenti trattati dalla clientela. Le prime caffetterie erano distinte solo per il pensiero politico dell’utenza, c’erano infatti Houses che accoglievano simpatizzanti dei Wighs e altre quelli dei Tories, le due fazioni politiche principali in quel momento storico inglese. Successivamente le Coffee Houses cominciarono ad ospitare più categorie di persone. La caffetteria preferita dagli scrittori era “Will’s”, in prossimità di Covent Garden, mentre i mercanti si riunivano nella “Lloyd’s”. Gli studiosi preferivano invece frequentare la “Grecian Coffee House”.
Guardando l’epoca odierna, esistono anche per noi diversi social networks a seconda della loro utenza e funzionalità: Facebook attira un pubblico più adulto mentre Instagram viene usato maggiormente dai giovani; Twitter è la più rapida fonte di informazione politica dove gli stessi esponenti della classe dirigente pubblicano le loro notizie. C’è inoltre Linkedin che aiuta gli utenti a cercare ed offrire lavoro più facilmente. Le coffee Houses erano però additate da una parte della popolazione come nemiche della produttività, incredibilmente analogo è il pensiero odierno circa le piattaforme di comunicazione digitale, sono viste in entrambi i casi come luoghi di distrazione dal lavoro e dallo studio, dove persone rispettabili perdono opportunità professionali e lavorative.

Si può dire, quindi, che sono molti i punti in comune tra le Coffee Houses del 17° secolo e i social networks del 21° secolo. Ciò fa notare come da sempre gli uomini abbiano avuto l’esigenza di riunirsi in un luogo, che sia esso fisico o virtuale, ideato proprio per passare del tempo libero o per acquisire e scambiarsi informazioni, opinioni, idee.

 

A cura di Claudia Maria Campana

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