le cinque rose di jennifer

Le cinque rose di Jennifer, tra solitudine ed emarginazione

Filomena Cesaro 09/03/2024
Updated 2024/03/09 at 3:54 PM
3 Minuti per la lettura

Questa volta siamo al Teatro Sannazaro, nel cuore del quartiere Chaia, dove la sera dell’8 Marzo va in scena la prima di Le cinque rose di Jennifer, tratto dal testo di Annibale Ruccello, con protagonisti il duo padre-figlio: Geppy Gleijeses e Lorenzo Gleijeses, rispettivamente le due protagoniste Jennifer e Anna.

Il testo di Ruccello riempie la scena

La trama de “Le cinque rose di Jennifer” parte da un presupposto: l’emarginazione che porta alla solitudine. Jennifer è un “femminiello” degli anni ’80, vive da sola, nel fantomatico “quartiere dei femminielli” a Napoli. In un contesto sociale in cui l’aggregazione del diverso è in realtà segregazione, Jennifer aspetta una telefonata dal suo Franco, un sedicente ingegnere milanese che ha conosciuto in un’unica serata in discoteca circa tre mesi e mezzo prima.

A fare da sfondo la radio, le canzoni di Mina, Ornella Vanoni e Patty Pravo, le telefonate che Jennifer riceve, che ci permettono di sapere di più della sua vita, e la notizia di uno spietato killer che ha già mietuto una decina di vittime in quello stesso quartiere. Un killer o un liberatore di anime? È questo il dubbio che ti assale durante tutto lo spettacolo. Soprattutto con l’entrata in scena di Anna, “femminiello” anche lei, sola. Un personaggio che rasenta la follia, costretta a proiettare sulla sua gatta tutta quella solitudine. Anna e Jennifer si somigliano, quasi come se fossero la stessa persona o forse sono la stessa persona.

Le cinque rose presenti in scena sin dall’inizio, lo sguardo diretto verso il pubblico, lo spogliarsi di quella condizione di emarginazione e solitudine sono solo il connubio per il tragico finale.

Cinque rose, due donne, una solitudine

Lo spettacolo, durato poco più di un’ora e mezza, ha riempito il teatro, nonostante un pubblico non molto attento, forse non preparato alla profondità del testo. Il duo Gleijeses ha saputo dare forma a due donne e alla loro unica solitudine in un crescente clima di ansia e tensione.

Una scenografia scarna ma viva, voci femminili che si susseguono, il borbottio della moka e il “pappuliare” del ragù, fanno da sfondo ad una storia tragica e viva allo stesso tempo.

Lo spettacolo sarà in scena al Sannazaro fino al 17 Marzo 2024

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