“Le biglie fanno rumore” – L’Antologia poetica sull’infanzia de “Il Visionario Poesia”

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“La poesia non è di chi la scrive, è di chi gli serve” recitava Troisi in uno dei suoi film più poetici di sempre, “Il Postino”, in un’epoca in cui l’unico modo per leggere poesia era affidarsi alla carta stampata. Oltre vent’anni dopo l’essenza dell’arte poetica non è affatto mutata, a differenza del mezzo utilizzato per trasmetterla, grazie al quale emergere è facile quasi quanto passare del tutto inosservati.

Per questo nasce “Il Visionario Poesia”, un progetto nato con l’intento di pubblicare online e sui social, in maniera non periodica, opere di poeti sconosciuti o inediti, per diffondere maggiormente le voci poetiche contemporanee.

È fresca di stampa la prima antologia poetica del Visionario, dal titolo “Le biglie fanno rumore”. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Mele, ideatore e fondatore del progetto, al quale è stato d’obbligo porre una domanda: cosa significasse il titolo della raccolta.

«Il titolo “Le biglie fanno rumore” è stato scelto da Mirko Di Grazia, uno dei collaboratori del progetto nonché illustratore della raccolta. Sentivamo l’esigenza di proporre un titolo che tratteggiasse un’immagine capace di simboleggiare in maniera vivida la voce dei bambini».

“Le biglie fanno rumore”, infatti, nasce come raccolta di poesie sull’infanzia, alla quale hanno preso parte poeti fra i più svariati.

«Le biglie sono un gioco antico, da associare all’epoca dell’infanzia non solo per la loro fragilità. Spesso i bambini non vengono propriamente ascoltati dal mondo degli adulti, troppo impegnati e risucchiati dalla propria vita. Nonostante ciò, anche i bimbi hanno una voce, spesso associata al rumore di un capriccio per esempio, che tuttavia andrebbe ascoltata e assecondata».

Una raccolta, insomma, mirata a porre l’accento su una delle età più delicate della vita di ciascuno, spesso messa a tacere dal frenetico e insofferente mondo degli adulti e parte di un progetto ben più grande.

«L’intento di questo progetto de Il Visionario, oltre alla diffusione di poesia contemporanea in tutte le sue sfaccettature, è mostrare che la poesia può non essere fine a sé stessa e che anche un’arte così apparentemente astratta possa, nel suo piccolo, contribuire al miglioramento della società. Per questo ho ideato il progetto “Children”: il ricavato dalle vendite dell’antologia andrà in beneficenza alle Onlus impegnate a fornire un aiuto concreto alle realtà più degradate, prendendosi cura dei bambini per evitare loro ulteriori sfruttamenti e violenze».

Ebbene sì, le biglie fanno rumore, ed è un dovere di ciascun adulto proteggerne le fragilità. Nel frattempo, riscopriamone il suono tramite le voci dei nostri poeti: in fondo, forse, non hanno mai smesso di giocarci.

di Teresa Coscia

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE NUMERO 216
APRILE 2021

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