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Lavoro irregolare in 7 aziende su 10. Il rapporto dell’INL

Redazione Informare 12/08/2022
Updated 2022/08/12 at 5:16 PM
2 Minuti per la lettura

L’Ispettorato Nazionale sul Lavoro (INL) ha reso noto il rapporto sul lavoro irregolare in Italia.

Le aziende ispezionate dall’ INL sono state ben 62.710 nel 2021. Di queste, ben 39.052 sono state sottoposte a verbali per illeciti. Parliamo di circa il 62% del totale.

Alle ispezioni compiute isolatamente dell’INL ne vanno aggiunte poi altre, compiute in sinergia con INPS e INAIL, così da avere un quadro più ampio della situazione lavorativa italiana, e si giunge così ad una ricognizione di ben 84.679 aziende in Italia. In riferimento al maggior numero di aziende ispezionate, anche il tasso di irregolarità aumenta, e si giunge così ad un 69% di lavoratori impiegati in difformità alle norme.

I settori in cui i tassi di irregolarità risultano più alti sono:

  • Edilizia, con un 63,68%
  • Terziario, con un 63,13%

Per quanto riguarda il lavoro in nero l’INL riscontra una diminuzione dell’8% in presenza di un incremento delle attività di controllo. «Più ispezioni, meno lavoro nero. Meno lavoro nero, meno concorrenza sleale», commenta Bruno Giordano, che ha redatto il report. Le azioni di contrasto al lavoro sommerso hanno permesso di tutelare 15.150 lavoratori in nero. Gran parte dei lavoratori senza contratto sono stati riscontrati nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, dell’industria e del terziario.

C’è infine un ultimo punto evidenziato dal rapport INL sul quale bisogna porre attenzione. Riguarda la condizione lavorativa dei rider urbani. L’INL ha qui condotto ispezioni insieme con la Procura di Milano nei confronti di 4 società che gestiscono i servizi di consegna a domicilio.

Ai 60.000 riders delle società controllate sono state assicurate le tutele previste per i lavoratori subordinati, sul fronte del profilo retributivo, previdenziale, di salute e di sicurezza. Condizioni negategli fino a questo momento.

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