Lavoro da morire, Draghi: «Una strage continua ogni giorno»

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Negli ultimi due giorni ben 10 persone hanno perso la vita mentre si adoperavano a svolgere la loro attività lavorativa. Il lavoro nobilita l’uomo, ma quando i luoghi di lavoro si macchiano di sangue, la dignità che rappresentano si trasforma in tragedia.

Solo nella giornata del 28 settembre 2021, Emanuele Zanin e Jagdeep Singh, due tecnici rispettivamente  di 46 e 42 anni,  sono morti congelati in un laboratorio d’azoto; Leonardo Perna (72 anni),  titolare di un’officina, ha perso la vita cadendo da una scala; Giuseppe Costantino, un camionista di 52 anni, è stato travolto dal suo stesso tir; nel Padovano Valerio Bottero, un operaio (anch’egli 52enne) è precipitato da un’impalcatura ad un’altezza di 5 metri; A Pisa un agricoltore, Massimiliano Malfati  (54 anni) non ha avuto scampo, dopo essere stato agganciato da una trebbiatrice.

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A questa lista di una lunghezza agghiacciante, si sono aggiunti altri 4 lavoratori che, nella giornata del 29 settembre 2021, solo poche ore dopo, sono diventati a loro volta vittime del loro stesso lavoro: a Roma un operaio è precipitato dall’impalcatura dell’Eur, perdendo la vita a soli 47 anni; Pietro Vittoria, 46 anni, mentre svolgeva le sue mansioni di operaio sulla A14, è stato investito da un tir; in Alto Adige un altro agricoltore (50 anni) ha trovato una fine orribile tra le lame del mietitrebbia; Infine, è lutto cittadino anche a Mesagne (BR) per il decesso di un operaio, Benito Branca (42 anni), sepolto dalle macerie dopo il crollo del tetto di una palazzina.

Tanti, troppi decessi che hanno sconvolto l’opinione pubblica e allarmato i sindacati, che hanno immediatamente allertato chi di potere a intervenire immediatamente. Non ha tardato ad arrivare la risposta del Premier Draghi che, nell’apertura della conferenza con il Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, ha sentito l’esigenza di mostrare cordoglio per le famiglie dei lavoratori che hanno così tragicamente perso la vita.

Il Presidente del Consiglio ha inoltre dichiarato, a seguito degli esiti dell’incontro svoltosi lo scorso lunedì, di essere «sulla stessa linea di pensiero e di politica economica e non» – con i sindacati e ha sottolineato l’esigenza di prendere provvedimenti immediati – «subito, entro la settimana prossima», che saranno precursori di un piano più ampio per sanare le debolezze del sistema sul tema della sicurezza sul lavoro. Tra le misure: pene più severe e immediate e maggiore collaborazione all’interno della fabbrica per l’individuazione precoce delle debolezze della sicurezza. Eliminare completamente e definitivamente qualsiasi rischio di incidenti sul lavoro è pretesa troppo ambiziosa, ma c’è tanto lavoro da fare affinchè i rischi si riducano al minimo possibile, in modo da evitare di leggere nuovamente in futuro liste tanto corpose di decessi.

di Benedetta Guida

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