Laureati in farmacia chiedono di essere abilitati: i farmacisti scarseggiano

Migliaia di giovani laureati non abilitati chiedono al Governo di essere abilitati per colmare i posti vacanti causati dal Coronavirus.

I laureati chiedono l'abilitazione
I laureati chiedono l'abilitazione

L’emergenza da Covid 19 ha colpito anche i farmacisti. Dall’inizio della pandemia in Italia oltre 800 si sono ammalati, 13 di loro purtroppo non ce l’hanno fatta. In una situazione di crisi sanitaria, lavorare in una farmacia è come lavorare in trincea. Spesso il primo contatto con l’infetto tocca proprio al farmacista, considerando la facilità con la quale i sintomi del Coronavirus possono essere confusi con quelli di una banale influenza da curare con dei semplici farmaci da banco.

Migliaia di neolaureati in Farmacia e CTF chiedono di essere abilitati

Per intraprendere la professione di farmacista la semplice laurea non basta. Come per altre professioni, occorre sostenere un lungo e macchinoso Esame di Stato. Una procedura assolutamente inconciliabile con l’attuale emergenza e che, come previsto per la categoria dei medici, andrebbe superata. Almeno fino a quando non si ritorna alla normalità.  Migliaia di giovani laureati chiedono a gran voce di essere abilitati con la loro laurea, avendo già svolto un tirocinio di 6 mesi presso una farmacia previsto dal proprio piano di studi, che prepara il laureando all’avviamento della carriera professionale con un’esperienza sul campo. Con la carenza di personale soprattutto nelle farmacie rurali e di periferia, è assurdo tenere nel limbo tantissimi ragazzi pronti ad indossare il camice e servire il paziente da dietro un bancone.

Si attende la risoluzione presentata in Parlamento

Della questione se ne è occupato il deputato del M5S Alessandro Melicchio. Dopo una serie di interrogazioni parlamentari, di cui una in particolare rivolta proprio al Ministro per l’Università e la Ricerca Gaetano Manfredi. Il Ministro inizialmente si è dimostrato favorevole alla proposta, ma nei fatti il Governo non ha dato seguito alle richieste del’onorevole pentastellato, continuando ad ignorare la questione. Si attende quindi la discussione parlamentare e la conseguente votazione in aula, che potrebbe aprire le porte alla professione per migliaia di giovani laureati. Una vera e propria boccata d’ossigeno per un settore messo alle corde dal virus.

di Raffaele Ausiello

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