L’attività di controllo tributaria

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I tributi sono il tormento della persone ma che, se ben utilizzati, diventano indispensabili per una giusta qualità di vita comune.

L’Amministrazione ha il compito di svolgere un controllo finalizzato alla conoscenza degli atti che si concretizza anche attraverso il procedimento tributario, ma è bene ricordare che vige per il contribuente una regola di tutela espressa nel contraddittorio.

L’attività conoscitiva è l’azione svolta dall’amministrazione mediante la quale opera giunge a conoscenza della situazione di fatto in cui deve intervenire; l’autorità fiscale viene, quindi acquisisce fatti fiscalmente essenziali, e comprende al suo interno l’attività istruttoria che, più precisamente, è finalizzata alla raccolta delle prove che sorreggono l’atto di accertamento tributario. Tale attività risulta un momento indispensabile del procedimento amministrativo-tributario, poiché si ottiene l’acquisizione degli elementi fondamentali nella pretesa impositiva, e al contempo, rappresenta anche la sede in cui vengono ricostruiti i fatti, tra indispensabili forme di garanzia e di efficienza dell’ordinamento. Si ha, infatti, nella fase istruttoria, una accurata valutazione degli interessi pubblici e privati.

È importante chiarire che nonostante alcuni dubbi, tale potere discrezionale in capo all’autorità fiscale in sede di istruzione e di esazione del tributo, non risulta essere contrastante con la riserva di legge dell’art. 23 della Costituzione, non avendo ad oggetto scelte sostanziali dell’imposizione tributaria, che sono di competenza esclusiva del legislatore. Inoltre, un limite viene prospettato dall’articolo 14 della Costituzione il quale, innanzitutto, sancisce l’inviolabilità del domicilio e l’impossibilità di eseguire ispezioni, perquisizioni se non nelle maniere e nei casi delimitati dalla legge che fanno riferimento alla tutela della libertà personale, che prevede che gli accertamenti e le ispezioni, anche laddove dovessero essere effettuate per  effettuate per finalità economiche, siano regolate dalle leggi speciali.

L’attività di controllo inizialmente diretta alla realizzazione delle entrate tributarie, nel moderno sistema di autotassazione, in cui l’attuazione dei tributi è rimessa ai contribuenti, ottiene un ruolo di prevenzione delle violazione degli obblighi tributari e dunque di vigilanza delle attività svolte dai contribuenti, ed è supportata da un’attività di tipo conoscitivo che risulta essere momento nevralgico dell’iter procedurale, in quanto è successiva all’iniziativa e anticipa la decisione.

L’istruttoria nelle sue differenti attività, si svolge in due maniere: sia presso l’ufficio, attraverso gli inviti a comparire o a esibire documenti, e mediante richieste di informazioni, di documenti e questionari; sia presso il contribuente nel caso degli accessi, delle ispezioni e delle verifiche, ed è caratterizzata dalla specialità rispetto alla disciplina generale del procedimento amministrativo. Nel procedimento amministrativo, l’istruttoria si definisce: “nel compimento degli atti necessari a riscontrare ed a vagliare i dati di fatto e gli interessi rilevanti in ordine all’atto da adottare e ai suoi presupposti di fatto e di diritto”.

I poteri di indagine dell’amministrazione Finanziaria, meglio definiti “poteri istruttori” si concretizzano in svariate attività che portano all’acquisizione di conoscenze fiscalmente rilevanti, e che risultano capaci di incidere nella sfera di libertà del privato, imponendo obblighi al soggetto passivo. Insomma è un agire che può essere ad esempio comparire per fornire informazioni o chiarimenti o un dare come ad esempio trasmettere alcuni atti o documenti.

La verifica fiscale termina con la stesura del processo verbale di constatazione che è un atto istruttorio endoprocedimentale avente la funzione di prova, andando ad indicare le violazioni commesse e i documenti che hanno portato a questi risultati. Essendo una prova, con la conseguenza di essere un atto di natura pubblica che fa fede fino a querela di falso come previsto dall’articolo 2700 del codice civile, è necessario che siano riportati solo i fatti materialmente accertati.

Ciò ci fa comprendere che da tali attività può, in ogni caso, generarsi una diretta ed immediata interferenza nelle posizioni giuridiche del soggetto, che sono tutelate da norme che assurgono un rilevo addirittura costituzionale. Tra queste spicca l’articolo 97 Cost. che è una norma di principio poiché restringe il margine di discrezionalità di cui l’Amministrazione Finanziaria dispone nelle proprie scelte, seguendo il rispetto dei criteri di buon andamento ed imparzialità; bisogna aver presente anche i cardini stabiliti dalla normativa internazionale e comunitaria. Proprio in ragione di eventuali pregiudizi di cui il contribuente può essere vittima nella propria sfera giuridica e di conseguenza quella umana, durante l’esercizio dell’attività conoscitiva e di controllo dell’Amministrazione finanziaria, risulta essere necessario determinare i principi di tutela del soggetto sottoposto ad indagini, che attualmente, vengono riconosciuti dall’ordinamento tributario.

di Salvatore Sardella

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