L’artista Annamaria Zoppi riceve il premio internazionale “Vincenzo Crocitti”

A seguito dell’assegnazione del premio “Vincenzo Crocitti” all’artista Annamaria Zoppi, l’abbiamo intervistata per conoscere retroscena, emozioni e motivi di questa premiazione.

Annamaria, innanzitutto cos’è il premio “Vincenzo Crocitti”?

«È Un premio importantissimo che di solito viene conferito ad attori e doppiatori. Io sono l’unica pittrice di arte contemporanea che è stata scelta. Di solito la premiazione si svolge a Roma ma a causa dell’emergenza COVID si è svolta da remoto. Il premio nasce da un’idea di Francesco Fiumarella ed è lui a scegliere i candidati al premio. Il nome è stato scelto per omaggiare il defunto attore Vincenzo Crocitti. Credo di esserre stata selezionata per ricevere questo prestigioso premio grazie al lavoro che svolgo per valorizzare il territorio”.

Credi che nel 2020 ci sia stata una tua opera che ti ha segnata e che ha colpito particolarmente la giuria?

«Si, durante la pandemia ho fatto diverse opere. Invece di mostrare la tristezza all’interno di questi quadri, tipica della reclusione casalinga, ho voluto esternare la luce, utlizzando colori vivi come il verde e l’oro. Ho lavorato bene in particolare durante la prima ondata. Una delle opere che sono sicura abbia fatto più scalpore è “La fragilità di una guerriera” che ho dipinto per la LILT (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori). Un’altra opera che di sicuro rappresenta l’anno ormai estinto è “Il rosso che divide“, che raffigura due persone che subiscono la divisione del loro bacio da una zona rossa».informareonline-il-rosso-che-divide

Credi che il riconoscimento del valore della propria arte, in questo caso attraverso questo premio, possa ispirare la genesi di nuove opere?

«Penso di si, quest’evento mi ha molto colpita. In particolare perché, ribadisco, sono stata l’unica pittrice. Sono stata segnata positivamente in particolare dal fondatore Fiumarella, che è sicuramente un ragazzo splendido che tenta di aiutare tutte quelle realtà artistiche che, come si suol dire, non hanno nessun santo in paradiso».

di Giuseppe Spada

Print Friendly, PDF & Email