L’appello del Professor Luigi Santini: «Sbloccare subito il cantiere del Policlinico di Caserta»

Intervista al Professor Luigi Santini, ordinario di Medicina Generale dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, nonché stimato chirurgo oncologo napoletano.

Nel numero del mese scorso abbiamo riportato la storia infinita del Policlinico di Caserta, secondo lei un’emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo può servire a smuovere le acque?

«Io trovo inconcepibile che in questo stato d’emergenza non si possa procedere ad una rapida riassegnazione dell’appalto se, come dice il Rettore dell’Università Vanvitelli, i soldi per ultimare il Policlinico ci sono. Si preparano ospedali modulari in poche settimane, quando invece servirebbero strutture fisse come appunto il Policlinico a Caserta. Mi sarei aspettato che il Rettore rilasciasse almeno un’intervista per chiedere a gran voce che si sblocchi lo stallo e si realizzi finalmente una struttura che serve al territorio, invece nulla».

Nonostante molti ci dessero per spacciati, al Sud il coronavirus non ha attecchito. Che cosa ha fatto la differenza?

«L’errore più grave che hanno commesso al Nord è che non si sono fermati in tempo, hanno sottovalutato la situazione e hanno dato priorità agli interessi economici delle grande aziende sotto pressione politica di Confindustria, continuando a lavorare. Se non ci fosse stata la fuga dalla Lombardia prima del DPCM che la classificava come zona rossa, da noi la situazione sarebbe ancora migliore di com’è. E poi diciamoci la verità, abbiamo dato dimostrazione di grande civiltà rispettando le regole nonostante i tanti pregiudizi. Va dato atto di questo anche al Presidente De Luca per essere intervenuto tempestivamente e con grande intransigenza».

Del resto in Campania tutti erano concordi con il dire che la nostra regione non avrebbe potuto reggere una situazione paragonabile alle regioni del nord più colpite.

«Purtroppo noi paghiamo le conseguenze di una cattiva gestione che ha portato ad anni di commissariamento e tagli alla sanità pubblica, e devo dire che anche le scelte dei governi passati hanno continuato a favorire il Nord rispetto al Sud, nonostante gli scandali di corruzione in Lombardia durante la presidenza di Formigoni. Credo che abbiamo dimostrato di poter avere anche noi delle eccellenze: l’organizzazione del Cotugno di Napoli che ha permesso di evitare contagiati tra gli operatori sanitari e il protocollo messo a punto dal dott. Ascierto che si sta dimostrando efficace sono i due esempi più lampanti».

Le strutture sanitarie dell’Università Vanvitelli invece come hanno risposto?

«Secondo me in maniera molto disorganizzata. Dove lavoro io, al Padiglione 17 del Secondo Policlinico, per far spazio ai pazienti Covid, dalla sera alla mattina hanno spostato tutta l’attività medica e didattica verso il Vecchio Policlinico, una struttura non adeguata a contenere tutte le specializzazioni. Ci siamo trovati così in una situazione di profondo disagio, sia per noi medici che soprattutto per i pazienti. Sarebbe stato molto più ragionevole, visto che al Secondo Policlinico già la Federico II si era organizzata per conto suo ad ospitare i malati Covid, che la Vanvitelli adoperasse proprio le strutture del Vecchio Policlinico per tale scopo, che tra l’altro è anche più vicino all’Ospedale di riferimento per l’emergenza, ovvero il Loreto Mare».

Tutt’altra storia se ci fosse stato il Policlinico a Caserta, impareremo da questi errori?

«Il mio timore è che con la recessione che ci aspetta dopo l’emergenza sanitaria sarà addirittura più difficile trovare le risorse per ultimare ed allestire una struttura come quella del Policlinico. Purtroppo sembra mancare proprio la volontà politica di completarlo»

di Raffaele Ausiello 

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°205
MAGGIO 2020

Print Friendly, PDF & Email