L’apetta Giulia: il cartone che aiuta i bambini a superare il lutto

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È il 2003 e nelle sale italiane esce “L’apetta Giulia e la signora Vita“. Non c’è dato sapere se la pellicola ebbe o meno successo al cinema, dal momento che nessun dato al riguardo è reperibile e questo, ahimè, ci fa comprendere che di sicuro non ha avuto molto successo in seguito. Dico “ahimè” dal momento che questo cartone animato, per tantissimi motivi, meriterebbe di essere un classico del cinema per ragazzi.

Partiamo dalla tecnica. Per la regia di Paolo Modugno,  l’apetta Giulia è il primo cartone animato italiano che utilizza la grafica 3D come tecnica di produzione. Certo non lo fa in maniera egregia, se pensiamo che nello stesso anno la Pixar faceva uscire nelle sale “Alla ricerca di Nemo“, i modelli e le animazioni del film nostrano risultano quantomeno approssimative. Se vogliamo spezzare una lancia a favore di questa grafica 3D, possiamo  comunque dire che gode di un tratto molto caratteristico e riconoscibile. Inoltre i mezzi a disposizione della Mansfield Technology ltd (casa di produzione del film) non erano certo gli stessi della Pixar.

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La trama, di per sé, è abbastanza semplice. Una piccola ape operaia un po’ pigra preferisce le storie di sua madre, l’ape regina, al lavoro. Il fatto si complica un po’ quando le suddette storie vengono raccontate. Queste ultime narrano le vicende di Sara e Simone, dalla nascita fino alla loro vecchiaia. Le maggiori critiche che vengono mosse nei confronti del film si basano sulla complessità del significato. Purtroppo i bambini vengono troppo spesso considerati meno intelligenti di quello che effettivamente sono. Ad essere complicato non è il significato ma la trama, che si dirama in vari archi temporali e mischia, forse, una quantità di personaggi troppo ampia ed eterogenea. Quella varietà, però, risulta forse necessaria per far comprendere ai bambini concetti come la complementarità di vita e morte, l’importanza della crescita, la depressione durante l’adolescenza e addirittura il dubbio di una madre sull’aborto.

A condire tutti i temi che caratterizzano il film un cast eccezionale tra cui Irene Grandi (che doppia la protagonista), Raf e Nino Manfredi. Per non parlare delle musiche che risultano indimenticabili a distanza di anni. Probabilmente, quando parlo di questo film, lo faccio ancora con gli occhi di un bambino che ha amato e compreso a pieno l’opera. Il mio consiglio è dedicato a genitori e zii, che dovrebbero dare una chance all’apetta e farlo vedere ai propri bambini. Il film è disponibile in DVD e su Prime Video.

di Giuseppe Spada

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