L’antico teatro di Neapolis: i tesori nascosti e abbandonati

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Non capita proprio tutti i giorni di affacciarsi dal bancone di casa propria e poter ammirare i resti di un antico teatro romano mentre si stende comodamente il bucato. O almeno, non succede tutti i giorni a noi. A Napoli, invece, succedono anche cose così, dell’altro mondo, e le mura di due palazzi possono nascondere un tesoro impossibile da trovare altrove. L’antico Teatro di Neapolis, per esempio, è uno di questi.

Conosciuto anche come teatro romano dell’Anticaglia, questa straordinaria testimonianza di architettura romana, verosimilmente risalente al I secolo avanti Cristo, abbellisce il centro storico di Napoli, costituendo anche una delle tappe della Napoli sotterranea. Sono tantissime le testimonianze di autorevoli storici e letterati antichi che ne parlano: da Svetonio a Tacito, passando per Cicerone; è evidente che ai tempi di questi autori il teatro fosse un vero e proprio gioiello per la città, luogo di manifestazioni e rappresentazioni teatrali anche di attori e cantori non proprio convenzionali, primo fra tutti Nerone.

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E gli stessi ritrovamenti archeologici lasciano pensare a un ambiente veramente maestoso, che sorgeva poco distante dal foro della città, capace di ospitare oltre 5000 spettatori, in particolar modo sulle gradinate che, ad oggi, ci pervengono in alcuni punti ancora perfettamente intatte. Una prima congiuntura negativa per le sorti del teatro romano – sorto a sua volta molto probabilmente sui resti di un antico teatro greco – risale già al primo secolo: dopo il terremoto del ‘62 secondo alcuni, l’eruzione del ‘79 secondo altri, l’intero edificio fu completamente distrutto e ricostruito, ma era destinato ad essere abbandonato con il crollo dell’impero appena qualche secolo dopo.

La vera e propria sommersione dei suoi resti, che ancora oggi indigna e fa rabbia, risale probabilmente al 16°-17° secolo. Il forte incremento demografico che la Napoli del tempo vive spinge i dominatori stessi ad autorizzare – o almeno a lasciare impunita – una selvaggia costruzione di edifici, realizzata senza alcuna considerazione per le vere ricchezze che la città ancora custodiva. Proprio a questo periodo, infatti, risale la costruzione di palazzi che tutt’oggi accerchiano il teatro, scoperto soltanto a fine ‘800 e del quale sono state riportate alla luce tutte le parti che l’edilizia più recente aveva risparmiato, rendendolo almeno in parte ad oggi fruibile.

In fondo, Napoli è anche questo: la città in cui cielo e mare si incontrano, in cui coesistono bellezza e brutture, passato e presente.

di Teresa Coscia

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°217

MAGGIO 2021

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