L’antica Stabiae rivive nel Museo Archeologico Libero D’orsi

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Quindici sale distribuite lungo un circuito che attraversa le epoche delle ville vesuviane partendo dagli scavi borbonici e gli scavi dell’archeologo Libero D’Orsi (1888-1977) e che porta in mostra reperti archeologici alcuni dei quali mai esposti prima in Italia: affreschi, terrecotte e vasellame da mensa, pavimenti in opus sectile, sculture stucchi, oggetti in bronzo e in ferro in parte già ospitati nell’Antiquarium stabiano, allestito nel centro cittadino da Libero D’Orsi, poi chiuso al pubblico nel 1997.  

Informareonline-Libero D'orsi-2Il nuovissimo Museo Archeologico di Stabiae, intitolato all’archeologo Libero D’Orsi nella meravigliosa location della Reggia Reale del Quisisana, di costruzione angioina, è stato presentato alla stampa ed inaugurato per il pubblico il 24 settembre 2020alla presenza del Direttore generale dei Musei nonché Direttore ad interim del Parco archeologico di Pompei Massimo Osanna e del Sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino.  

Il progetto scientifico del nuovo Museo vede i nomi illustri del Direttore delle ville di Stabia e della Reggia di Quisisana Francesco Muscolino, prossimo direttore del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e del professor Massimo Osanna, con Luana Toniolo; mentre lo studio COR arquitectos (CremascoliOkumuraRodriguez) con Flavia Chiavaroli ha intessuto il racconto disegnando iprogetto espositivo.

Informareonline-Libero D'orsi-3In un gioco scenografico di colori a contrasto, che convivono con dipinti ed imitano lo scenario delle ville stabiane, i corridoi e le sale del nuovo Museo propongono un sistema di rivestimento con carta da parati in teli grafici con la ripetizione dell’immagine di due affreschi provenienti dalla vicina Villa San Marco: il sublime particolare di pittura di IV stile, raffigurante una citarista del I sec d. C. dell’ambiente n 30 nella sala del Perseo, ed il particolare del volto di Dioniso o Zeus dipinto sulla parete est nell’angolo sud-est dell’atrio di accesso alla Villa.

Informareonline-Libero D'orsi-4Il percorso di andata e ritorno – si legge nel progetto di allestimento–crea l’effetto di un trompe l’oeil e le stanze vengono invase dal paesaggio, mentre sulla pittura a parete il rosso intenso tipico degli affreschi della zona, convive con il giallo ocra, con il nero e con il verde della natura. Gli spazi contaminati riprendono così tutti i colori esistenti nel paesaggio circostante, mentre per l’esposizione il riutilizzo delle vetrine degli anni ’50 dell’Antiquarium, restaurate e riutilizzate come contenitori, rende elegante, delizioso e piacevole il susseguirsi degli elementi esposti. Il percorso espositivo si propone di offrire un quadro complessivo di Stabiae e dell’Ager Stabianus dall’età arcaica sino all’eruzione del 79 d.C.  

Informareonline-Libero d'orsi-5Le prime sale sono dedicate alla storia della Reggia di Quisisana, il più antico sito borbonico voluto da Carlo III in luogo salubre e con affaccio sul golfo di Napoli, e alle ricerche archeologiche con particolare attenzione agli scavi borbonici e a quelli di Libero D’Orsi; si passa poi alla Stabiae preromana, e al periodo romano fino al 79 d.C., ricostruito attraverso un criterio espositivo cronologico e topografico, con alcuni approfondimenti tematici partendo dalle celebri ville costruite sul pianoro di Varano, di cui si presentano affreschi e sculture: da Villa San Marco alla Villa del Pastore, dal Secondo Complesso fino a Villa Arianna.  

Infine, si giunge la villa del Petraro nel comune di Santa Maria la Carità con decorazioni in stucco provenienti da lussuosi ambienti termali, la villa di Carmiano Gragnano cuore dell’allestimento permanente. Completa l’esposizione il carro in bronzo di Villa Arianna, esposto per la prima volta con i suoi finimenti, a testimoniare l’abitudine a lavori agricoli e le produzioni tipiche e ricche per la fertilità del Vesuvio in territorio stabiano. Si legge sulla pagina della Soprintendenza di Pompei che il Museo integrerà l’offerta culturale e il circuito archeologico dell’antica Stabiae, in rete con i siti visitabili di Villa San Marco e Villa Arianna. Inoltre, è stato previsto un ampliamento del percorso espositivo, all’interno del quale sarà possibile visitare, dopo molti decenni, la decorazione della rampa che collega il peristilio inferiore con quello superiore di Villa S.Marco, e che sarà ricostruita per consentire la fruizione al pubblico.

Informareonline-Libero D'ordi-5Novità importanti dunque, per le testimonianze della Stabia archeologica, e per i reperti e gli affreschi di Stabiae che trovano finalmente dopo 23 anni di chiusura dell’Antiquarium di D’Orsi di nuovo una casa che porta un nome illustre. 

di Mina Grasso

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