Determinata, ironica, forte, talentuosa, queste sono alcune delle caratteristiche che descrivono la giornalista partenopea Nunzia Marciano. Nata a Napoli, giornalista professionista dal 2011, inizia la sua carriera come inviata presso l’emittente Tele Akery. Nel 2008/ 2009 cura e conduce su Sky il format “In Fashion”, dedicato alla moda, arte & design e lifestyle. Dal 2008 collabora con l’emittente terrestre e satellitare Canale 8. Nel 2016 fa il suo esordio da scrittrice con il libro “Single per legittima difesa” (Alessandro Polidoro Editore).

 

Nunzia Marciano - Photo credit Maria Grazia Scrima
Nunzia Marciano – Photo credit Maria Grazia Scrima

 

Ci parli del tuo percorso giornalistico?
«Ho sempre avuto la passione per la scrittura, che utilizzavo giornalmente nella mia professione di account pubblicitario. Poi per caso capitò che un mio amico avesse bisogno di una conduttrice televisiva per un format documentaristico, e mi chiese di aiutarlo. Da lì iniziai con tele Akery, quando non ero ancora laureata. Nel 2008 mi arriva una proposta di Canale 8, dove avevo precedentemente mandato un curriculum, sono entrata come praticante professionista, e nel 2011 ho fatto l’esame per diventare giornalista professionista. Dal 2011 a oggi lavoro a canale 8».

Come nasce la tua passione per la scrittura?
«Saper scrivere è un dono. Io ho sempre scritto, fin da bambina. Quando lavoravo come account scrivevo con un linguaggio più tecnico, come giornalista mi occupo principalmente di cronaca nera».

Ci parleresti del tuo primo romanzo “Single per legittima difesa”?
«Questo è un libro che nasce al contrario, in quest’inferno dei social, io mi sono divertita in questi anni a scrivere dei post, degli approcci dell’uomo nel contemporaneo. I post hanno scatenato un po’ di dibattito, dal punto di vista maschile e femminile. Da lì c’è stato l’incontro con l’editore, con il quale ho parlato di questo progetto e ho cercato di realizzare un libro parlando in chiave ironica».

Com’è cambiato il rapporto uomo-donna prima dei social e adesso?
«Il termine esatto è “svilimento” del rapporto uomo donna, da un lato siamo diventati tutti “liberi” di esternare cose che prima non avremmo mai esternato, e dall’altro ha modificato il contatto: i rapporti oramai iniziano su Facebook, continuano su WhatsApp e si lasciano su Instagram. Se le chat di Facebook potessero parlare, ci sarebbe un’impennata di divorzi, per tale convinzione i rapporti sono allo svilimento. Non trovo più l’unicità di un tempo».

Quale potrebbe essere una svolta per rendere i rapporti meno svilenti?
«Una svolta potrebbe essere usare i social quando servono ed essere meno passivi, a volte anche lasciando il cellulare a casa. L’interesse verso il proprio interlocutore è inversamente proporzionale al numero di volte in cui tu guardi il social: quando sei con quella persona, più prendi il telefono meno sei interessato».

di Maria Grazia Scrima

Tratto da Informare n° 184 Agosto 2018