L’Altra Napoli”: il riscatto inizia da noi

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Venerdì 12 Febbraio a Forcella ha avuto luogo l’iniziativa “Forcella pulisce Forcella”, nata dai cittadini con lo scopo di ripulire e valorizzare i propri spazi. Questa iniziativa è stata sostenuta, tra gli altri, dal dott. Antonio Roberto Lucidi, vicepresidente dell’Altra Napoli Onlus, nonché presidente di SanitanSamble, della fondazione San Gennaro e membro del consiglio del Trianon Viviani.

Noi abbiamo avuta l’opportunità di incontrarlo e siamo state liete di scoprire che “Forcella pulisce Forcella” non è altro che un piccolo progetto, che rientra in un programma molto più vasto.

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L’associazione “L’Altra Napoli Onlus” è stata fondata da Ernesto Albanese e suo fratello, nel 2005, con lo scopo di «far interventi nella città di Napoli per incidere nel sociale». Nonostante il felice esito di queste iniziative sia evidente, l’“Altra Napoli” ha origine da un evento luttuoso. Il padre di Ernesto fu, infatti, trovato morto nell’androne di un palazzo a Via Costantinopoli e i suoi assassini non furono mai trovati. Questo tragico evento spinse i fratelli Albanese a realizzare un qualcosa che potesse dimostrare che: «Napoli non era solo malavita o criminalità organizzata, ma anche possibilità di riscatto». Un riscatto che avviene in tanti modi differenti: musica, arte, sport e cultura.

Tra tutti i progetti spicca quello dell’Orchestra Giovanile “SanitanSamble”, che nasce nel 2008 ispirandosi a “El Sistema” del maestro venezuelano Abreu. Il fatto che i ragazzi che per primi hanno iniziato a far parte dell’orchestra adesso indirizzino altri bambini sulla loro stessa strada, fa capire come questo sia un percorso formativo non solo da un punto di vista educativo, ma anche e soprattutto umano. Ad oggi l’orchestra conta più di 90 musicisti e nel tempo sono sei coloro che hanno conseguito la laurea al conservatorio.

Per quanto riguarda l’arte, l’associazione è particolarmente attiva su questo fronte. Oltre al recupero delle Catacombe di San Gennaro, ormai divenute un simbolo di Napoli in tutta Italia, i membri dell’associazione si interessano di portare alla luce siti per troppo tempo trascurati, come “il Cippo a Forcella” o la Chiesa della Santa Croce a Piazza Mercato. Tra gli altri edifici abbandonati, anche una vecchia vetreria è stata recuperata ed è diventata la “Casa di Vetro”. Un luogo che, nel centro di Forcella, raccoglie più di 180 bambini e ragazzi impegnati in numerose attività ludiche e di dopo-scuola, sottratti così al degrado del quartiere.

«Non sapevano che a Napoli ci fosse il mare» le parole del dott. Lucidi a proposito dei bambini della Sanità e Forcella ci sono sembrate assurde. Tuttavia grazie all’iniziativa una “Vela per sperare”, che consiste nella possibilità di seguire gratuitamente corsi di vela, non solo quei bambini il mare lo hanno potuto vedere, ma lo hanno conosciuto anche da un altro punto di vista.

Neanche durante il lockdown L’Altra Napoli si è fermata, ma anzi i suoi sforzi sono stati ancora maggiori. Il progetto “Invisibili” ha garantito, infatti, la spesa alimentare a 585 famiglie e ad oggi continua la sua opera.

L’associazione è sostenuta sia da aziende private che da aziende di rilievo nazionale, come Enel o Fondazione per il Sud. Tuttavia tutti noi nel nostro piccolo possiamo supportarla. Tutte le informazioni a riguardo si possono trovare sul sito https://altranapoli.it/cosapuoifare.php.

Il dott. Lucidi sottolinea come all’associazione non interessi la notorietà, ma piuttosto fare qualcosa che in concreto possa aiutare davvero le persone. Il lamentarsi delle istituzioni non è nel suo spirito, afferma tutt’al più: «Rimbocchiamoci le maniche e vediamo cosa possiamo fare». 

Contro l’indifferenza dei più, è bello vedere come ci siano delle persone interessate a un cambiamento reale e concreto. Il desiderio di riscatto, che coinvolge e attrae soprattutto i giovani, è il sintomo più evidente di come a volte da situazioni apparentemente irrecuperabili può nascere qualcosa di straordinario. D’altronde: «Se si recupera l’asse Sanità-Forcella, ovvero le fondamenta di Napoli, allora si salva questa città».

di Claudia Tramaglino e Vittoria Serino 

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°215
MARZO 2021

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