L’8 dicembre, la borsa di Wall street ha quotato l’acqua a $ 486,53 per piede acro, una misura di volume equivalente a 1.233 metri cubi. A infrangere il tabù della speculazione su un “diritto fondamentale dell’umanità” (l’Assemblea delle Nazioni Unite 28 luglio 2010), è il Cme Group, che in collaborazione con Nasdaq, ha lanciato il primo future al mondo sull’acqua. Fino ad oggi era possibile investire solo sulle società di gestione della risorsa idrica e non direttamente sull’acqua. La sua quotazione preoccupa in quanto verrà influenzata dall’andamento del mercato finanziario. Pertanto sarà soggetta ad un sistema a vantaggio di banche di investimento, che tramite derivati finanziari, aumenta i prezzi dei beni.

Scenari possibili

Dal Nasdaq spiegano che il future potrà servire come strumento di “risk management”. Un termometro del rischio per aiutare le municipalità, le aziende agricole e le imprese industriali a proteggersi dai rischi economici legati alle carenze idriche. Sulla carta tutto molto bello ma sono ben altri gli scenari che possibili.

Come spiega Frederick Kaufman, professore della Graduate School of Journalism della City University of New York sulla rivista scientifica Nature, guardando la storia dei mercati finanziari nel settore alimentare si nota come i prezzi di tutti i prodotti coinvolti siano sempre lievitati a dismisura. Le valutazioni finanziarie nate per salvaguardare produttori, trasformatori e consumatori si sono sempre trasformate in fonti di speculazione.

Inoltre, in passato ogni promessa di regolamentazione dei derivati è sempre saltata, a dimostrazione dell’irrisolutezza degli Stati di fronte a Wall Street. Per tanto è facile scommettere che questo nuovo settore sarà il business del futuro per speculatori senza scrupoli a danno di chi l’acqua già non ce l’ha o soffre di siccità.

«Fare soldi fuori dal rubinetto significa che l’acqua fresca deve avere un prezzo ovunque venga scambiata, un prezzo globale che può essere arbitrato in tutti i continenti», scrive Kaufman. Ogni risorsa idrica al mondo diventerà un modo per fare denaro. L’acqua, dunque, sarà soggetta a un mercanteggio che non si fermerà alla sola California. L’intento della borsa, infatti, è di andare oltre il mercato californiano. Il Cme spera che il future diventi un benchmark del livello di siccità nel mondo.

Implicazioni disastrose

Il problema idrico esiste ma non può essere risolto destinando l’acqua a uno dei meccanismi più pericolosi degli ultimi anni: il mercato dei titoli derivati.

Questa scelta potrebbe dare in nome del denaro sviluppi disastrosi.  Dalla distruzione degli ecosistemi acquatici all’estinzione di specie animali e vegetali, dal rischio di conflitti regionali e internazionali nella “guerra per l’acqua” fino alla crisi di interi settori produttivi. Le tempeste finanziarie toccheranno gli agricoltori di tutto il mondo  così come interi Paesi i cui abitanti saranno condizionati dalle scommesse azionarie sui derivati.

di Maria Rosaria Race

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