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Si conclude con un nulla di fatto l’incontro tra la proprietà americana e il governo. Nonostante la presenza del premier Giuseppe Conte, la Whirpool ha ribadito l’intenzione di bloccare la produzione a Napoli, e su questo punto non intende cedere di un millimetro.

Il caso

La notizia del fallimento della trattativa tra governo italiano e Whripool rappresenta una vera e propria doccia fredda per sindacati e lavoratori. Appena un anno fa tutti esultavano per l’intesa raggiunto tra azienda e MISE allora presieduto da Luigi Di Maio. L’accordo prevedeva un piano di rilancio industriale triennale con investimenti in Italia pari a 250 milioni di euro in cambio di incentivi economici. Il braccio di ferro è iniziato il 31 maggio, quando la multinazionale ha comunicato di voler riconvertire lo stabilimento Whirpool di Napoli ed infine venderlo. La causa, a loro dire, era da ricercare nella contrazione del mercato delle lavatrici prodotte nella fabbrica di via Argine. Da allora è stato un susseguirsi di tavoli, mezzi accordi e false promesse tra i rappresentanti aziendali ed il governo italiano, che non hanno portato praticamente a nulla, se non all’innalzamento delle tensioni con i sindacati.

La posizione di Luigi di Maio

Di Maio ha accusato la multinazionale di aver tradito i patti presi appena 6 mesi prima, e ha annunciato il taglio degli incentivi promessi. A nulla è servito il tentativo del governo di inserire nel decreto 101 dello scorso 3 settembre una misura di sgravi pari a circa 17 milioni di euro per convincere l’azienda a non vendere. La misura è stata infatti ritenuta dalla dirigenza “non sufficiente e priva di una visione programmatica”. Sono in molti però ad accusare Di Maio di essere a conoscenza della decisione dell’azienda di vendere lo stabilimento napoletano già a marzo. Molti sospettano che il Ministro abbia taciuto in vista delle elezioni europee di maggio, perdendo così tempo prezioso per intavolare una trattativa proficua. Politico.eu sostiene di essere in possesso di una missiva, di cui ha pubblicato anche uno stralcio, diretta al MISE dove la Whirpool manifestava la propria impossibilità di sostenere la produzione nello stabilimento di Napoli essendo fonte di grave perdita economica.

Quale futuro per oltre 400 lavoratori?

Ovviamente a farne le spese di questa situazione saranno inevitabilmente i 410 lavoratori, che rischiano seriamente di perdere il posto. Le notizie delle ultime ore hanno gettato nello sconforto centinaia di famiglie. Circa 300 lavoratori hanno bloccato l’autostrada Napoli-Salerno dopo la bandiera bianca sventolata dal governo di fronte alla totale chiusura della Whirpool a nuove trattative per tentare di tenere in piedi lo stabilimento. Le principali sigle sindacali hanno infatti indetto uno sciopero per tutti gli stabilimenti Whirpool in Italia. Pretendono che l’azienda mantenga gli accordi presi lo scorso ottobre minacciando ulteriori proteste ed agitazioni. La situazione attuale è però drammatica: il rischio per tante famiglie di ritrovarsi in serie difficoltà economiche è molto alto se davvero politica, sindacati e proprietà non riusciranno a trovare un’intesa per continuare la produzione o, in alternativa, ricollocare i lavoratori e garantire così il mantenimento dei posti di lavoro.

di Raffaele Ausiello

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