Nelle scorse settimane tutti coloro che beatamente guardavano la tv tramite decoder e reti illegali, si sono ritrovati improvvisamente davanti ad uno schermo nero, in quel momento oltre settecentomila clienti erano online.  

Quanti sono gli abbonati alla tv pirata?

Circa cinque milioni di utenti, confermano le indagini della Procura di Napoli e di Roma, sono gli abbonati alla “tv pirata”. L’inchiesta, ha permesso di individuare molti degli ideatori e creatori di queste reti illegali. Il centro di controllo è stato rinvenuto in due immobili del Centro Direzionale di Napoli, conferendo però una nuova svolta alle indagini, una svolta internazionale. Dalla procura di Napoli, infatti, sono stati emessi ordini europei di indagini, contemporaneamente in Francia, Grecia, Germania, Olanda e Bulgaria. Infatti, ad oggi è emerso che questo giro di reti illegali veniva gestito all’estero e, successivamente, venivano rivendute attraverso basi in Lombardia, Campania, Veneto, Puglia, Calabria e Sicilia, qui in Italia.  

Come si accede alla tv pirata?

Grazie all’inchiesta è stato possibile chiarire come milioni di persone siano riuscite ad abbonarsi, tutto accadeva tramite una chat di skype, in cui gli utenti venivano informati di codici, e informazioni riguardanti i server acquistati.  

Inoltre, non solo gli inventori di queste reti rischiano grosso ma anche i clienti che, se individuati, ricadrebbero in sanzioni fino a 25.000 euro o, peggio, la reclusione da sei mesi a tre anni. Per il Segretario della Federazione antipirateria, Federico Bagnoli Rossi, “la cosa più grave è che il “pezzotto” viene percepito dalle persone come uno strumento legale”, è questo in realtà il fulcro del problema, che si spera non si rifletterà sulle nuove generazioni.  

 Questo “blitz” delle forze dell’ordine, rappresenta sicuramente un colpo significativo, che ha messo fuori gioco molti dei “pirati”, soprattutto in Campania. Tuttavia, non c’è voluto molto per inviare nuovi codici ai clienti e renderli di nuovo online sulle piattaforme solamente due giorni dopo. D’altronde, c’è chi sostiene che ricreare nuove reti pirata sia un gioco da ragazzi, ma il mondo del tanto nominato “pezzotto” ha subito una perdita talmente grande che istituirne delle altre implicherebbe la creazione di nuove infrastrutture, nuovi server che avrebbero decisamente costi elevati.  

 

Di Clara Gesmundo 

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