Intervista al col. A. Mercatili, Comandante della Gdf di Caserta

La Redazione di Informare è stata accolta, come sempre, con grande cordialità nella sede di Caserta del comando provinciale della Guardia di Finanza. Ancora una volta ringraziamo il Comandante provinciale, colonnello Andrea Mercatili, per la sua competenza, gentilezza e disponibilità. Di seguito l’intervista.

La prima domanda è inerente ad alcune recenti modifiche delle norme e regole riguardanti l’operatività della Guardia di Finanza. Ce le potrebbe descrivere?

«Recentemente c’è stata una riforma ordinativa, che ha riguardato l’organizzazione dei comandi sul territorio e la loro dipendenza gerarchica. In particolare sono stati creati i Gruppi, quali Reparti di direzione e coordinamento delle attività operative più vicini al territorio che ora fanno da filtro tra la direzione strategica dei Comandi Provinciali e la componente operativa. In concreto, per la provincia di Caserta, sono stati rimodulati i compiti del Gruppo di Aversa, che ora coordina le attività delle Compagnie di Marcianise, Aversa e Mondragone, in aggiunta alla componente specialistica dei Baschi Verdi di Aversa, ed è stato creato il Gruppo di Caserta che invece dirige le Compagnie di Capua e Caserta e le Tenenze di Piedimonte Matese e Sessa Aurunca. Si tratta di strutture organizzative snelle e limitate nel numero di effettivi, ma assai importanti per interpretare al meglio le esigenze dei singoli territori e modulare conseguentemente le priorità investigative dei singoli Reparti dipendenti. L’intento, che posso dire raggiunto, è stato quello di incrementare la sensibilità della linea di comando verso l’analisi del contesto di riferimento, per capirne, con maggior tempestività, peculiarità e bisogni da soddisfare con la nostra attività di servizio quotidiana».

Quali sono state invece, le novità che hanno riguardato l’attività del Corpo?

«Riguardo la funzione strategica, ossia il ruolo della Guardia di Finanza come forza di polizia economico-finanziaria, negli ultimi anni l’attenzione operativa si è maggiormente focalizzata nel controllo del corretto impiego delle risorse pubbliche e nel contrasto al rimpiego dei capitali illeciti. Mentre storicamente il nostro core business è stato per molto tempo la funzione di polizia tributaria a contrasto dell’evasione e dell’elusione fiscale, negli ultimi tempi le consolidate metodologie di controllo contabile e di analisi delle modalità gestionali delle imprese sono state proficuamente utilizzate anche per andare a verificare la legittima acquisizione e il corretto impiego dei flussi di spesa pubblica. Il bilancio pubblico, che la Guardia di Finanza è chiamata normativamente a tutelare, è infatti formato da una serie di entrate, tra cui le imposte e le tasse pagate dai cittadini, ma poi, dal lato dell’impiego di tali risorse, da una serie di erogazioni e spese pubbliche a sostegno delle famiglie e delle imprese. Quindi non è più sufficiente garantire soltanto la quantità delle risorse derivanti dal prelievo tributario, ma occorre vigilare sempre più attentamente su come poi queste risorse vengano di fatto impiegate per evitare sprechi o, peggio, illeciti accaparramenti.

Infatti tutte le frodi che riguardano il settore della spesa pubblica, ma anche gli appalti truccati, gli sprechi, la corruzione e l’infedeltà dei pubblici impiegati, sono un pericolo costante per l’efficacia delle politiche di sviluppo. Inoltre la Guardia di Finanza ha il compito di vigilare sui mercati per garantire una sana concorrenza, che costituisce il presupposto e il volano per il benessere sociale e un importante fattore di attrazione degli investimenti. In tal senso la nostra priorità è oggi quella di arginare le infiltrazioni criminali nell’economia, visto che la criminalità, soprattutto organizzata e mafiosa, investe sempre più nell’economia legale con strumenti e strutture giuridici che permettono di schermare la reale titolarità delle imprese e la stessa origine illecita dei capitali investiti. A tal proposito va anche osservato che è oramai chiaro come i reati tributari siano uno dei fattori spia della presenza della criminalità o comunque del compimento di altre gravi condotte illecite attraverso le stesse strutture societarie. Basti pensare al reimpiego dei capitali illeciti attraverso la falsificazione della contabilità o l’utilizzo di fatture false per documentare fittiziamente operazioni commerciali in realtà inesistenti e funzionali solamente a giustificare i connessi flussi finanziari. In questa complessa attività di individuazione e repressione dei tentativi di infiltrazione della criminalità nell’economia lecita ci sono comunque venuti in ausilio diversi provvedimenti normativi a partire dall’affinamento degli strumenti di lotta al riciclaggio previsti dalla legislazione anche sovranazionale e dalla recente riforma dei reati tributari che oggi sono diventati presupposto sia per procedere alla confisca del patrimonio che i grandi evasori o riciclatori non possono giustificare e sia per contestare la connessa responsabilità amministrativa alle società nell’interesse delle quali tali condotte vengono poste in essere. Si tratta di un armamentario giuridico articolato e incisivo che ci permette di aggredire i patrimoni illecitamente accumulati dai criminali di matrice economico finanziaria e di espellere dai mercati quelle imprese che sono state utilizzate strumentalmente dalla criminalità o che si sono comunque avvalse dei vantaggi competitivi connessi alla vicinanza con i poteri criminali».

Potrebbe sintetizzare le attività più significative svolte nell’ultimo anno dal Comando di Caserta?

«La Guardia di Finanza, come ormai tutte le forze di Polizia, opera a vasto raggio su diversi settori. Abbiamo delle aliquote della polizia giudiziaria specializzate nei vari ambiti operativi con metodologie specifiche e consolidata esperienza nel contrasto di specifici reati. In ogni caso possiamo grossolanamente dividere la nostra attività in tre grandi segmenti operativi:

  1. tutela delle entrate pubbliche;
  2. tutela delle uscite pubbliche;
  3. tutela dei mercati e lotta alla criminalità organizzata.

Ora, ripercorrendo l’ultimo anno di attività, possiamo dire che un obiettivo strategico della Guardia di Finanza di Caserta è stata l’attività anticontrabbando. Sotto questo profilo il campo primario di intervento è allora quello del contrabbando di sigarette dove la Guardia di Finanza di Caserta da anni ottiene lusinghieri risultati, tanto che nel 2019 in diversi interventi abbiamo sequestrato ben 29 tonnellate di sigarette. Ormai il contrabbando di sigarette avviene via terra: i carichi partono dall’est Europa, per poi entrate nel territorio nazionale nel nord est e quindi discendere lungo l’asse autostradale fino ai territori di vendita finale. Noi intercettiamo spesso i carichi che vanno a Napoli, anche perché le organizzazioni contrabbandiere storiche sono tutte radicate nell’area napoletana. Poi i grossisti rivendono a soggetti del Casertano per la distribuzione delle sigarette di contrabbando sul territorio. Gli ingenti sequestri che facciamo sono anche conseguenza della scelta di queste organizzazioni di approntare dei depositi intermedi lungo il tragitto e soprattutto nella parte casertana, per poi smistare i carichi in trasporti più limitati con furgonati o autovetture. Ad esempio a giugno 2019 siamo riusciti a intercettare un carico di oltre 10 tonnellate di sigarette nelle campagne di Pastorano, dove in un rudere i contrabbandieri avevano allestito una vera e propria centrale di distribuzione. Poi, anche a seguito dei nostri sequestri, le organizzazioni contrabbandiere hanno cambiato ancora strategia: hanno anticipato lo scarico dei TIR ancora prima dell’area casertana e così abbiamo fatto dei sequestri ingenti anche a Fermo nelle Marche o in Lombardia, perché da lì venivano giù con dei furgoni a noleggio con piccoli carichi.

Una seconda area di contrabbando riguarda i prodotti petroliferi, anche questo un vasto business illegale. Si tratta soprattutto di gasolio di importazione in evasione di accisa per l’immissione in consumo e di IVA, spesso anche diluito con altro prodotto petrolifero non così raffinato, come oli lubrificanti e quant’altro. È un prodotto che viene immesso nel circuito distributivo di tutta la Campania. Basti pensare che da gennaio ai primi di marzo di quest’anno abbiamo già fermato ben 12 cisterne e abbiamo sequestrato circa 300mila litri di gasolio adulterato.

Inoltre, sempre nel segmento delle frodi alle accise, il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Caserta ha concluso l’operazione convenzionalmente denominata “Black Spirit”, che ha permesso di neutralizzare un gruppo criminale transnazionale dedito alla commercializzazione di alcol e bevande alcoliche attraverso quattro diversi sistemi di frode, che hanno permesso di sottrarre a imposizione negli anni 2017 e 2018 oltre 5 milioni di litri di prodotti alcolici con conseguente evasione di imposte per oltre 20 milioni di euro. Al termine delle investigazioni sono stati segnalati all’A.G. 49 responsabili, nei confronti dei quali sono state poi eseguite 30 misure cautelari personali.

Inoltre la Guardia di Finanza di Caserta è particolarmente impegnata a individuare fabbriche o opifici clandestini che operano con lavoratori in nero e senza alcuna precauzione nello smaltimento di rifiuti speciali, sversando gli scarti di lavorazione spesso in modo incontrollato sul territorio. Queste attività di controllo servono a isolare e eliminare gli imprenditori disonesti che abbattono i costi a danno della collettività e dell’ambiente, così da rendere i mercati concorrenziali e di tutelare la libertà di impresa: tutti infatti devono avere le stesse opportunità e il successo dell’impresa deve essere dovuto alla qualità del prodotto e non alla possibilità di offrire un prezzo basso grazie a queste pratiche illecite. Nello scorso anno abbiamo sanzionato più di 100 laboratori e individuato più di 600 lavoratori in nero.

La compagnia di Capua, invece, ha fatto una bella operazione su una frode all’IVA nel settore della commercializzazione delle auto di lusso. Anche in questo caso, siamo stati tempestivi nel comprendere che si trattava di un sistema di frode molto subdolo, perché venivano alterate sia la documentazione commerciale che le fatture di acquisto necessarie per l’immatricolazione in Italia del mezzo. In pratica si faceva risultare che il privato acquirente fosse andato personalmente a ritirare il mezzo all’estero, togliendo ogni riferimento all’intermediazione della società importatrice italiana.

Importanti sono state anche le confische eseguite, su ordine del Tribunale di S.M. Capua Vetere, nei confronti di alcune società facenti riferimento a famiglie malavitose di Marcianise e Maddaloni.

Un’altra bella operazione, conclusasi grazie alla collaborazione tra la compagnia di Caserta e la Procura della Repubblica di S.M. Capua Vetere, è stata quella sulle false invalidità civili. Un’indagine che ha aperto uno spaccato desolante, perché vi era un accordo tra medici, anche noti all’interno del sistema sanitario provinciale, avvocati, che raccoglievano clienti il cui interesse era quello di vedersi aggravare fittiziamente il livello della loro invalidità, e anche impiegati compiacenti all’interno dell’Inps, che facilitavano le pratiche. Quest’indagine, ad esempio, ci fornisce un importante spunto di riflessione circa il problema del risveglio della coscienza civile nella cittadinanza per fare da barriera contro il malaffare e il crimine.

Questi sono solo alcuni dei risultati operativi raggiunti nell’ultimo periodo, ma ritengo che sia importante sottolineare anche il valore anche di quelle attività di polizia che, seppur non hanno avuto clamore mediatico, hanno comunque inciso nel tessuto sociale, anche in un’ottica preventiva. Sapere infatti che sul territorio operano delle forze di polizia efficienti e che collaborano tra loro e in sinergia con la magistratura che le dirige significa apprestare un presidio di legalità che non solo reprime, ma induce anche certi apparati criminali a desistere dal porre in essere condotte ancor più devianti e pericolose per il territorio».

Come si è organizzata la Guardia di Finanza di Caserta durante l’emergenza covid-19?

«La pandemia da covid-19 è stato un fattore destabilizzante, per il quale abbiamo adottato una serie di misure, sia per quanto riguarda l’aspetto organizzativo che quello operativo. Il primo problema, infatti, è stato quello di natura logistico infrastrutturale, ragion per cui la priorità è stata quella di evitare in ogni modo che il contagio si potesse propagare all’interno delle nostre caserme. Il Comando Generale della Guardia di Finanza, dunque, ha immediatamente emanato una serie di direttive finalizzate anche a limitare il concentramento delle persone sui luoghi di lavoro, agendo sui turni di lavoro e utilizzando anche diverse forme di flessibilità. Le misure di prevenzione adottate si sono comunque rivelate idonee e molto efficaci. Dal punto di vista operativo, invece, sono state sospese le attività ordinarie relative ai controlli di tipo amministrativo nei confronti delle aziende, ma, ovviamente, sono continuate senza sosta tutte le investigazioni antifrode.

Inoltre, ci siamo messi a disposizione anche della Questura e della Prefettura, riservando ai servizi di controllo del territorio finalizzati a garantire la sicurezza pubblica e il rispetto delle disposizioni anti contagio una buona parte della nostra forza effettiva. Nel primo periodo dell’emergenza sono stati infatti impiegati fino a 100 militari al giorno nei servizi di ordine e sicurezza pubblica per il controllo degli spostamenti e circa 12.000 sono stati i controlli svolti dalla Guardia di Finanza di Caserta, a partire dallo scorso mese di marzo, per assicurare il rispetto delle misure di contenimento della pandemia da COVID-19. Quasi 1.500 i soggetti, a vario titolo, verbalizzati per violazioni commesse nel periodo dell’emergenza.  Nei confronti degli esercizi commerciali, invece, sono state complessivamente 122 le violazioni accertate e oltre 400 i controlli amministrativi svolti su richiesta della Prefettura nei confronti delle imprese che avevano comunicato di voler continuare le attività perché rientrati nelle filiere produttive strategiche.

Nello stesso tempo abbiamo incentivato i controlli per reprimere ogni forma di possibile speculazione. Abbiamo ispezionato ad esempio la regolarità della produzione di disinfettanti, sequestrando numerosissimi prodotti non a norma. Abbiamo ispezionato decine e decine di rivenditori di mascherine facciali, sequestrando oltre 1,5 milioni di mascherine e dispositivi di protezione individuali illecitamente classificati FFP2 o FFP3 ovvero venduti senza alcuna certificazione di qualità. Da ultimo, poi, abbiamo controllato la corretta erogazione dei buoni spesa per le famiglie bisognose, rilevando anche in questo caso numerose irregolarità.

Un’azione sul campo, quindi, rapidamente orientata alle principali esigenze dettate dall’emergenza sanitaria, ancora una volta per garantire la regolarità di funzionamento dei mercati e per la corretta elargizione dei sussidi pubblici».

Il Comandante ci ha informati che a breve ci sarà un avvicendamento al Comando, pertanto, gli abbiamo chiesto di riassumere la Sua esperienza casertana degli ultimi quattro anni.

«Sono arrivato a Caserta appena raggiunto il grado di colonnello. Caserta è una provincia impegnativa, caratterizzata da una costante tensione operativa. Dopo 4 anni posso dire che dal punto di vista professionale è stata un’esperienza molto gratificante, perché ho avuto una squadra di collaboratori molto affiatata. Abbiamo puntato a investire le limitate risorse a disposizione per incidere su ciò che il territorio più ci richiedeva, con la volontà di essere al servizio della collettività. Vado via quindi soddisfatto del lavoro svolto, ma sono anche sicuro che il mio successore potrà fare ancora meglio, perché può contare su una squadra coesa con potenzialità ancora inespresse. Sono poi contento del clima collaborativo che in questi anni si è instaurato con le altre istituzioni: le altre forze di polizia, la prefettura, la magistratura. Abbiamo lavorato parlandoci sempre chiaro e cercando di affrontare le questioni per quelle che erano, mettendoci in campo ognuno con le sue specializzazioni, ma sempre con la massima disponibilità verso gli altri. Ritengo che la collaborazione interistituzionale e la fiducia reciproca sia l’humus indispensabile per affrontare le criticità e risolverle tempestivamente e con i migliori risultati. Quindi l’esperienza casertana è stata assolutamente positiva e formativa. Porterò con me, poi, dei bellissimi ricordi personali».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°207
LUGLIO 2020

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