inquinamento elettromagnetico

La Transizione Ecologica in Italia si farà, forse, con più inquinamento elettromagnetico

Updated 2023/11/06 at 12:51 PM
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Ci sono ampi e numerosi studi scientifici in cui si dimostra che i campi elettromagnetici influenzano in diverse modalità i tessuti biologici. Molto dipende da vari fattori quali la vicinanza alla fonte elettromagnetica quanto la frequenza che da tale interazione si possa sprigionare. Abbiamo come effetto lo stesso che si produce sulle vivande quando si riscaldano nel forno a microonde, cioè aumentano di temperatura. Tuttavia l’impianto normativo italiano in materia prevedeva limiti di esposizione molto rigidi che, se rispettati, non facevano evincere validanti prove scientifiche di seri rischi per la salute umana, ma sembra che le scelte politiche del governo vogliano andare in un’altra direzione. La IX Commissione del Senato di questo Governo, approva l’emendamento secondo cui tali vincoli potrebbero essere innalzati con la possibile conseguenza di un aumento esponenziale di inquinamento elettromagnetico. Per farvi un’idea, i coefficienti di esposizione potrebbero slittare fino a 50 volte rispetto ai limiti della precedente normativa.

Transizione ecologica con inquinamento elettromagnetico: la situazione in Italia

L’Italia insieme a Belgio, Slovenia, Croazia, Grecia, Bulgaria, Polonia, Lituania avevano scelto limiti inferiori rispetto alle raccomandazioni UE a 61/m. Nel caso la variazione normativa diventasse legge ci potrebbe essere una proliferazione di nuove installazioni elettromagnetiche, soprattutto per gli investimenti sul 5G, in un settore molto competitivo e dai margini di evoluzione tecnologica in forte espansione. Nel frattempo si attende come intenderà gestire l’opposizione di Governo l’emendamento Pogliese che fissa la modifica dei limiti precedenti dilatandoli, ma per la notevole complessità dell’argomento meriterebbe continui approfondimenti scientifici indipendenti e il confronto costruttivo con associazioni, comitati, comunità e tutte le organizzazioni che si occupano di Ambiente, Salute e Tecnologie. È necessario, come approccio, un “principio precauzionale” che tenga conto della velocità supersonica dello sviluppo tecnologico sulle nostre vite, del valore primario della Salute e dell’Ambiente con l’interconnessione continua della ricerca che ci dia rassicurazioni e certificazioni validanti su interazioni di cui sappiamo ancora troppo poco.

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