Cipro Progetto scenario

La tradizione bizantina a Cipro: il progetto “Scenario”

Redazione Informare 14/09/2022
Updated 2022/09/13 at 8:50 PM
8 Minuti per la lettura

La Società di Studi Ciprioti, una delle più antiche e attive fra le Associazioni del vasto mondo Ellenico, fu fondata nel 1936 durante la dominazione inglese a Cipro da un piccolo gruppo di studiosi ciprioti. La sua nascita può ben essere considerata la risposta scientifica da parte cipriota all’insensibilità messa in atto da Palmer durante il periodo del suo Governatorato (1931-1940), che seguì alla rivolta del 1931 contro la politica di disellenizzazione praticata in quel periodo dagli Inglesi.

L’emblema della Società è un’aquila con le ali spiegate ricavata dall’immagine presente sulle antiche monete cipriote. Intorno all’immagine troviamo la scritta: “Società di Studi Ciprioti”.

La Società ha sede nel Palazzo dell’antico Arcivescovado su proposta degli Arcivescovi Macario II (1947-1950) e Macario III (1950-1977), Dio li abbia in gloria.
Gli scopi principali della Società sono la collezione, la conservazione, lo studio e la pubblicazione di:
a) di tutto il materiale storico relativo alla lunga storia di Cipro;
b) del materiale linguistico relativo alla storia e all’evoluzione del ‘dialetto’ cipriota;
c) del materiale folkloristico insieme alla collezione di opere dell’arte popolare cipriota di cui l’Associazione cura anche la promozione.

Il Progetto ‘Scenario’ 

Nel cuore di Cipro, sulle montagne del Troodos, sono sopravvissuti nei secoli alcuni dei più importanti monumenti della pittura bizantina.
Mi riferisco alle chiese affrescate che hanno serbato al loro interno splendidi esempi della polimorfa arte bizantina e post-bizantina dal sec. XI al sec. XIX. Dieci di queste chiese hanno ottenuto da tempo il riconoscimento dall’Unesco di Patrimonio dell’Umanità.
La Società di Studi Ciprioti da deciso di proporre lo studio della chiesa di ‘San Nicola del Tetto’, a Kakopetria.

Questa chiesa si trova nel cuore dei monti del Troodos, nell’alta valle del Solea. È stata edificata sulla sponda occidentale del fiume Klarios/Karkotis, a una distanza di circa due chilometri a sud-ovest del villaggio di Kakopetria.
Nel 1985 è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO che comprende altre nove chiese bizantine affrescate, tutte parte della catena dei Troodos.

‘San Nicola del Tetto’ è l’unica chiesa facente parte di un monastero cattolico sopravvissuta fin dal sec. XI, anno di costruzione dell’edificio, anche se le prime fonti letterarie risalgono alla fine del sec. XIII-inizi sec. XIV.
Questo monastero fiorì dal periodo medio bizantino fino al periodo della dominazione franca.
Il declino ebbe inizio nel sec. XVIII e già alla fine del sec. XIX il monastero aveva perso la sua funzione divenendo, a quanto sembra, una semplice chiesa rurale e luogo di pellegrinaggio.
Oltre alla chiesa, oggi non ci sono altri edifici. 

La chiesa ha una struttura a cupola a croce quadrata ed era originariamente priva del nartece o del tetto in legno che copre sia la navata che il nartece. Questo successivo tetto spiovente, che è fatto con un tipo di tegola piatta, comune nella area del Troodos, ha dato ad Agios Nikolaos il soprannome di ‘del tetto’ (‘tis Stegis’) almeno dal XIII secolo. Il nartece fu aggiunto all’inizio del sec. XII, mentre aggiunte e modifiche successive modificarono l’aspetto originario della chiesa e spesso portarono alla distruzione di importanti affreschi.
L’interno della chiesa è decorato con affreschi di varie epoche, che coprono un arco temporale di oltre 600 anni. Questa chiesa interamente dipinta è stata definita, a giusta ragione, un museo della pittura bizantina.

La fase più antica della decorazione murale è databile al sec. XI ed è la più importante serie di affreschi di questo periodo sopravvissuti nell’isola. I dipinti includono scene del Dodekaorton (la vita di Gesù), la Resurrezione di Lazzaro, la Dormitio della Vergine Maria insieme a figure isolate. La fase successiva è datata al sec. XII e comprende affreschi della parte sud-ovest della chiesa, del nartece e altre aree. Da segnalare la composizione dei Quaranta Martiri e la figura di San Nicola.
La maggior parte della decorazione murale della chiesa è datata al sec. XIV. La Crocifissione e la Resurrezione appartengono alla fine del XIII-inizio del XIV secolo, mentre il Cristo Pantocratore sulla cupola, i Profeti sul tamburo della cupola e gli Evangelisti sulle quattro intersezioni angolari risalgono al XIV secolo.
Nella navata centrale e nel nartece si trova un gruppo di santi a grandezza naturale datati allo stesso periodo.

I Santi Teodoro e Giorgio, più grandi rispetto alla grandezza naturale fra i santi militari, sull’ala nord-ovest sono particolarmente impressionanti. Successivamente, nel sec. XIV, furono ridecorate l’abside e le volte est e sud. Alcuni di questi affreschi sono ora esposti nel Museo Bizantino della Fondazione Arcivescovo Makarios III a Nicosia. Lo stesso museo ospita anche alcune significative icone portatili di San Nicola del Tetto.
L’ultima fase degli affreschi è datata 1633 e comprende gli Apostoli Pietro e Paolo, che decorano i pilastri est che sorreggono la cupola, nei pressi dell’iconostasi, anch’essa databile al XVII secolo.

Obiettivi da raggiungere 

Perché è importante avvicinarsi a questo specifico monumento? Come possiamo tentare di ‘leggerlo’? Quali forme dovrebbe assumere questa ‘lettura’?

A partire dalla definizione di monumento della Carta di Venezia del 1964***, questa presentazione traccia lo sviluppo di una serie di attività di didattica ‘artistica’ per facilitare l’avvicinamento al monumento e sviluppare il dialogo tra il cittadino del XXI secolo e il monumento stesso. La cappella è stata ‘osservata’ su tre livelli: come monumento paesaggistico, come involucro architettonico e non ultimo come forma d’arte (l’interno è ricoperto da affreschi). Questo approccio mira a guidare lo spettatore/visitatore dal flusso dell’acqua del fiume vicino a un flusso nel tempo e attraverso il colore, la forma e la sensibilità per muoversi sia verso l’interno che verso l’esterno per abbracciare il mondo!
Menzione speciale all’aspirazione del programma educativo affinché questo monumento sia accessibile ai non vedenti.

*** Articolo 1: La nozione di monumento storico comprende tanto la creazione architettonica isolata quanto l’ambiente urbano o paesistico che costituisca la testimonianza di una civiltà particolare, di un’evoluzione significativa o di un avvenimento storico. Questa nozione si applica non solo alle grandi opere ma anche alle opere modeste che, con il tempo, abbiano acquistato un significato culturale.

di Charalampos Chotzakoglou, Ioannis Eliades e Elena Hadjipieri

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°233 – SETTEMBRE 2022

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