La tirannia dei carrieristi pubblici …BUROCRATI

La tirannia dei carrieristi pubblici …BUROCRATI

Una nota riflessiva, molto interessante, ma realistica inutile girarci intorno, quante storie co
nosciamo di abusi e soprusi che seppur denunciati non sono stati eliminati. Esistono eccezioni, ci mancherebbe, ma rappresentano la stragrande minoranza e la storia ci ha insegnato che gli onesti e gli incorruttibili vengono combattuti dagli stessi colleghi e al loro interno… i famosi “corvi”.
…. La Democrazia è solo virtuale anche perchè i cittadini l’hanno da sempre delegata agli altri, principalmente ai partiti i quali li hanno da sempre illusi e traditi.

Sia ben chiaro che ciò che viene detto di seguito sono idee teorizzate, difficilmente realizzabili , fanno parte del mondo dei sogni… ma rappresentano un atroce realtà che non può essere disconosciuta.   

Tommaso Morlando
tommaso.morlando@libero.it

Quando si è osservato a lungo la realtà con attenzione ed obiettività, si è poi in grado di riferire con esatta sintesi cosa è accaduto. Ed ecco cosa è accaduto.

Negli ultimi settant’anni, allo scopo di mantenere impieghi, poteri/privilegi e redditi a vita, i carrieristi pubblici (padroni dell’educazione e dell’informazione) hanno lasciato si continuasse a credere che la democrazia consiste nel solo voto elettorale tutt’al più referendario. I carrieristi pubblici (che preferiscono farsi chiamare “burocrati”, sì che non si capisca l’essenza del problema) hanno speso decenni e miliardi in chiacchiere sulla democrazia stando bene attenti a nascondere il fatto che essa si realizza in un sol modo: qualunque sia il tuo incarico pubblico, dopo un po’ te ne devi tornare a casa tua, rimettendolo con fedeltà al popolo.

Non è il voto la base della democrazia ma il mandato temporaneo, l’impiego/incarico pubblico pro tempore.

Per responsabilità dei carrieristi pubblici, degli assunti a vita nel Pubblico Impiego, il Potere Amministrativo ed il Potere Giudiziario sono così rimasti tiranni, lasciando che un democratico periodico rinnovo beneficiasse (in minima parte, non essendo mai stato chiarito quanto il ricambio delle persone sia fondamentale per il buon funzionamento d’ogni cosa) il solo Potere Legislativo. E così da settant’anni (in misura vieppiù crescente) il popolo (lasciato fuori dai giochi, quindi ignaro) viene facilmente pilotato da ogni cricca, elite, lobby e mafia. Prima fra tutte l’onnipotente casta dei carrieristi pubblici cui anche i governi devono inchinarsi.

E’ un crimine contro l’Umanità aver nascosto e continuare a nascondere che in Democrazia la Res Publica va condivisa: dev’essere aperta e partecipata. E’ un crimine contro l’Umanità continuare a non far notare che ciò che riduttivamente chiamiamo Pubblico Impiego in realtà è niente meno che il Potere Amministrativo/Giudiziario: niente meno che la montagna dei ruoli e poteri dello Stato. E’ un crimine contro l’Umanità essere in grado di capir tutto questo e non svilupparne le implicazioni.

E’ un crimine contro l’Umanità tacere che la Democrazia (quella logica, razionale, vera, non la bufala greca che ha portato alla rovina il Paese dove nacque senza mai crescere) quasi non sa che farsene del voto popolare, dovendovi ricorrere solo in casi eccezionali, ma si fonda tutta sulla periodica dismissione, sul regolare licenziamento, di ogni assunto od eletto in un pubblico impiego od incarico. In Democrazia non esistono carrieristi pubblici perché il Pubblico Impiego viene concesso rigorosamente a tempo determinato a persone abili, certo, preparate, sicuro, ma pure non solo disposte bensì proprio felici di tornare cittadini comuni.

Signora/e, si decida una buona volta ad esigere un Pubblico Impiego (quindi un Potere Amministrativo e Giudiziario) Democratico: concesso solo PRO TEMPORE. Riconosca il fatto che gli umani, sì, possono tra loro anche cedere alla pietà ma la vita non ne ha mai avuta e mai ne mostrerà, a tempo debito, per noi umani. Continuare a focalizzare l’attenzione dei popoli sul voto, mai permettendo loro di accedere agli impieghi della Res Publica, mai coinvolgendoli così che si possano informare, elevare, responsabilizzare, è un CRIMINE. Oggi non lo si riconosce. Ma la vita non si cura di ciò che noi umani riconosciamo vero o meno. Comunque essa s’imporrà.

Danilo D’Antonio
http://hyperlinker.tk

Civilmente, legalmente, pacificamente,
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STATO DEMOCRATICO: APERTO E PARTECIPATO
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About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista – Fonda il “Centro studi officina Volturno” nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE.
In un territorio “difficile” è convinto che attraverso la cultura e l’impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra.
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Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle “eccellenze” dei nostri territori che RESISTONO.
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