“La stranezza” che ha agito su Pirandello

Tonia Scarano 05/11/2022
Updated 2022/11/05 at 10:20 AM
4 Minuti per la lettura

La stranezza è il nuovo film di Roberto Andò, con sceneggiatura di Roberto Andò, Massimo Gaudioso e Ugo Chiti, prodotto da BiBi Film e Tramp Limited Production e distribuito da Medusa Film, in proiezione in tutte le sale italiane dal 27 ottobre 2022.

Il richiamo del nido

Primi decenni del 900: Luigi Pirandello, interpretato da Toni Servillo, si reca in Sicilia, terra di nascita, per far visita all’amico Giovanni Verga (Renato Carpentieri). Giunto a Grigenti viene informato del decesso della sua ultima balia, Maria Stella (Aurora Quattrocchi) e si adopera affinché abbia una dignitosa sepoltura. Qui incontra Onofrio Principato e Sebastiano Vella (interpretati rispettivamente da Salvo Ficarra e Valentino Picone), becchini, attori, autori teatrali. Le dinamiche annidiate di una Sicilia che ha dato sofferenza e impossibilità lavorative al giovane Luigi e alla sua famiglia non si smentisce: l’opportunità di avere un loculo per Maria Stella nel cimitero del paese si realizza solo pagando un impiegato comunale. Ma, si sa: il richiamo del nido riattiva il senso incompiuto della ricerca personale, ed è esattamente ciò che accade a Pirandello, che posticipa il suo rientro a Roma.

Foto di Lia Pasqualino

La trincea del rimorso, ovvero Cicciareddu e Pietruzzu

«Stai scrivendo?» chiede Verga a Pirandello durante il loro incontro cinematografico. «Per ora annoto solo cose…fantasie» è la risposta dell’autore. Sono Nofrio e Bastiano, insieme alla compagnia del Teatro di Santa Lucia, a legare Pirandello ad antichi pensieri che riemergono sulla sua coscienza e che genereranno ispirazione, a dare i personaggi all’autore. I due, che inizialmente non avevano riconosciuto nel cliente il grande letterato che pochi anni dopo avrebbe vinto il Nobel per la letteratura, lo invitano alla loro prima messa in scena drammatica: La trincea del rimorso, ovvero Cicciareddu e Pietruzzu, uno sceneggiato dai contorni comici e il cuore tragico, drammatico, struggente, almeno da copione. Attraverso la tragicità della vita che si insedia in ogni tentativo umano di fuga, anche artistico, Pirandello scorge il la mancante: il teatro, la finzione, è esattamente ciò che accade ogni momento, verso cui non abbiamo potere, ma solo posizione di spettatori.

Uno spirito agito dalla stranezza

Trappola sociale, incomunicabilità, teatro quotidiano. Queste le tematiche vissute e sviscerate in decenni di carriera da Luigi Pirandello, scrittore, autore, insegnante di letteratura, un essere umano che ha ascoltato ciò che di norma si appiattisce nell’automatica vita quotidiana, organizzata, fluida e, nonostante tutto, andante. «Voglio chiarire che una cosa è il travaglio immanente del mio spirito, travaglio che io posso legittimamente – purché gli torni organico – riflettere in un personaggio; altra cosa è l’attività del mio spirito svolta nella realizzazione di questo lavoro, l’attività cioè che riesce a formare il dramma di quei sei personaggi in cerca d’autore» (dalla prefazione di Sei personaggi in cerca d’autore).

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