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La storia del Carnevale di Scampia, tra ostacoli e speranze

Sara Marseglia 17/02/2023
Updated 2023/02/16 at 10:57 PM
4 Minuti per la lettura

Ad oggi, il quartiere dell’area Nord di Napoli viene ancora troppo poco menzionato per la sua vita culturale e artistica. Il Carnevale di Scampia, che negli ultimi anni ha iniziato sempre di più ad attirare persone anche da fuori regione, è un buon punto di inizio per iniziare a farlo. Il 19 febbraio il corteo di carri partirà alle 10 da Via Monte Rosa, dalla sede dell’Associazione GRIDAS.

La storia: la riqualificazione passa per il coinvolgimento

Questo carnevale nasce nel 1983. Scampia era stata costruita poco dopo il terremoto e non aveva ancora un’identità. Due anni prima, nel 1981, era nata un’associazione che aveva “l’intento di mettere le proprie capacità artistiche, culturali, al servizio della gente comune per stimolare un risveglio delle coscienze”. Era il GRIDAS (gruppo risveglio dal sonno, un riferimento al quadro di Francisco Goya), fondata da Felice Pignataro ed altri artisti locali. Iniziarono dipingendo murales per le strade grigie di Scampia, ma presto arrivarono ad altre conclusioni. Le assemblee cittadine concordarono sul fatto che fare del carnevale la prima tradizione di un quartiere “senza storia” avrebbe lanciato un forte messaggio. L’aria carnevalesca infatti permetteva di veicolare idee di critica sociale attraverso lo scherzo e la goliardia, alla portata della comprensione di tutti. Inoltre, le maschere che sfilano sono realizzate durante dei laboratori sociali che rappresentano il culmine dell’attività annuale del GRIDAS.

Felice Pignataro: l’anima creativa della festa

Nato a Roma nel 1940, Felice Pignataro frequentò l’università a Napoli, frequentando prima Architettura e poi Teologia. Inizia negli anni 60 un’importante attività didattica per i bambini delle baracche di Secondigliano e Scampia. Proprio qui si trasferì con Mirella, compagna di vita e di arte, negli anni 70. La sua vita artistica e creativa si intreccia inevitabilmente con quella del quartiere, per la cui riqualificazione ha rappresentato una figura chiave. Tra la fondazione del GRIDAS e l’inizio del carnevale, si inserisce poi l’attività di muralista. Sono oltre 200 le sue opere di questo tipo, tanto da poterlo definire “il più prolifico muralista del mondo”, secondo il critico E. H. Gombrich.

Anche per quanto riguarda i murales, Felice considerava il potenziale di condivisione messo a disposizione da quest’arte. Tipicamente realizzati nelle scuole, prevedevano un iter ben preciso. Una spiegazione delle potenzialità della pittura in quel contesto, la decisione collettiva del soggetto, la realizzazione (Felice realizzava i contorni che poi venivano riempiti dai bambini) e infine un commento critico. Opere spesso distrutte, ma che felice amava chiamare “pronto soccorso culturale”. Alcune di queste opere sono visibili in Felice@Madre!, una produzione originale della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee diretta da Désirée Klain.

I carri di quest’anno: il carnevale di Scampia 2023

Ogni anno, il corteo è ispirato ad un tema. L’edizione 2023 si chiama «A CHE TITOLO? ovverossia TITOLI, titoletti e sottotitoli». Il riferimento è alla sentenza del Tribunale di Napoli: gli attivisti del GRIDAS occuperebbero “senza titolo” la Ina Casa, in Via Monte Rosa. La sentenza non è ancora stata emessa, ma le assemblee hanno deciso di dedicare il Carnevale ad una riflessione sui titoli e le titolarità, non solo a Scampia. Martina Pignataro, portavoce del GRIDAS, ha affermato che questo corteo sarà contro “una politica sempre più scollegata dalla realtà e dai territori, ma anche questa… a che titolo?”.

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