La scommessa vincente della “Casa del Bambino”

Non tutti nasciamo in una condizione “adagiata”, ci sono persone, ragazzi a noi sconosciuti che vivono ogni giorno una realtà priva di tutti i benefici che talvolta siamo abituati a ricevere. Fortunatamente c’è chi ha a cuore e si impegna a salvaguardare coloro che si trovano in questa situazione. Promuovere l’aggregazione e alienare l’indifferenza, questo è l’obiettivo che si pongono i Missionari Comboniani e l’Associazione “Black and White” che, con grande orgoglio, hanno inaugurato il nuovo Centro educativo e culturale. Una grande realtà colma di personalità che avvertono il dovere di aiutare il prossimo, come Paola Russo, coordinatrice della “Casa del Bambino”. Quest’ultima nasce nel 2001, un vero e proprio asilo per bambini, figli di ragazze purtroppo “costrette” a prostituirsi. Un’importante iniziativa che, in seguito, avrebbe ampliato i suoi orizzonti, permettendo anche a giovani di età più grande di entrare a far parte di una comunità che li avrebbe non solo accolti, ma bensì aiutati.

Nel 2014 la “Casa del Bambino” si trasferisce nello scenario di Destra Volturno, e ad oggi con l’inaugurazione della nuova sede si pone un obiettivo in più: divenire un vero e proprio centro aggregativo che possa far spazio anche agli adulti.
All’interno della nuova sede sarà possibile prendere parte a svariate attività ricreative gestite da operatori professionisti ma soprattutto professionali. Laboratori teatrali e musicali e la possibilità di avere un luogo dove poter studiare sono solo alcune delle occasioni che quest’associazione, con passione e dedizione, mette a disposizione dei ragazzi. A dare il via all’inaugurazione è Don Elvidio (Diocesi di Capua), che invita tutti i presenti a non disprezzare il prossimo ma bensì a gioire per la vita degli altri. Molto forti e soprattutto toccanti le parole di Padre Sergio (Parroco del Centro Fernandes), che afferma:
«Questa comunità è prima di tutto a servizio delle famiglie che vivono a Destra Volturno, chiediamo al signore di benedire il nostro impegno e il nostro sforzo nel voler fare di tutto questo un luogo di aggregazione, convivenza e di fraternità».
Un evento che rimane emozionante per tutta la sua durata, soprattutto nel momento in cui, ad alta voce, i ragazzi di questa comunità hanno ribadito la loro gratitudine nei confronti di chi li ha sempre aiutati.

“Volevo dedicarvi tanta fortuna, in questi anni ne abbiamo passate tante, sempre insieme come una grande famiglia, ora pensiamo al nostro domani, mettendo fine al “c’era una volta” – Giada, 13 anni.
Quando si è costretti a crescere in fretta, spesso si diventa estremamente duri nei confronti della vita. La vera fortuna di questi ragazzi è quella di aver avuto la possibilità di riscattarsi, di potersi prendere la loro rivincita tramite quella che è diventata, come spiega Giada, la loro grande famiglia. In seguito Padre Sergio, invitato a parlare dal membro dei Missionari Comboniani, Padre Daniele Moschetti, spiega: «Vedete cari amici, questa è una scommessa. Noi siamo ostinati, continuiamo a sostenere che è possibile vivere bene insieme, tutti abbiamo qualcosa da dare e da ricevere. Con il vostro aiuto questa scommessa la vinciamo»
Una grande realtà e un obiettivo ben preciso.
Un luogo che lascia spazio a chi ha voglia di farcela…a chi tiene realmente ad abbattere i muri dell’indifferenza!

di Clara Gesmundo
Ph. Marika Fazzari

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°203
MARZO 2020

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