Riappropriarsi degli spazi verdi,
combattendo la cementificazione

Negli ultimi decenni, grazie alla crescente sensibilità nel comprendere la correlazione tra il benessere di una comunità e un ecosistema equilibrato, si è posta una maggiore attenzione nei confronti delle criticità che l’urbanizzazione, a volte selvaggia, ha messo in luce.

Lo spazio e l’ambiente si incontrano e si intrecciano nell’ambito del territorio, travolto dal degrado nonché dal mutato senso dello spazio e dai processi di globalizzazione.

Proprio queste interconnessioni tra spazio, territorio ed ambiente hanno dato il via a Frattamaggiore, presso il centro socio-culturale “Il Cantiere”, alla Tavola Rotonda per il progetto “Svolta Sostenibile” organizzato dalla Rete Associativa CSL (Coordinamento per lo Sviluppo Locale).

All’incontro, i referenti dei comuni di Frattamaggiore, Frattaminore, Grumo Nevano, Cardito, Arzano e Sant’Arpino, affiancati dall’Avv. Elena Coccia Consigliere Delegata di Città Metropolitana di Napoli, dal Prof. Pasquale Persico di Economica Politica e Beni Culturali della Universita’ di Salerno e dall’l’Arch. Anna Savarese direttore regionale di Legambiente Campania, si sono interrogati sull’allarmante espansione urbana dell’Area a Nord di Napoli.

In modo unanime gli interlocutori hanno condiviso che «l’intera area deve essere vista come un’unica conurbazione con simili criticità che, solo con un’interazione sinergica, sarà possibile supportare».

Il progetto “Svolta Sostenibile”, infatti, prevede la sensibilizzazione al fenomeno della cementificazione ponendosi come obiettivo, in accordo con i dieci comuni firmatari del protocollo “Città visibili”, interventi nelle scuole e nelle piazze per favorire una maggiore consapevolezza del fenomeno.

«l miglioramento dell’habitat infatti, offre un vantaggio non solo economico-sociale ma anche dello stare insieme – ha dichiarato Pasqualino Costanzo de il Cantiere, illustrando gli obiettivi del CSL e il progetto nella sua totalità – Le politiche sanitarie, dei trasporti urbani ed extraurbani, l’accessibilità pedonale, il mantenimento e l’ampliamento degli spazi verdi anche tra comuni limitrofi, sono solo alcuni degli esempi per giungere a quel riequilibrio territoriale dove le imprese e le famiglie hanno investito».

Il consumo del suolo, inteso come l’occupazione di una superficie in origine agricola o naturale dovuto soprattutto alla costruzione di nuovi edifici, capannoni e insediamenti, non è solo una questione estetica, ma anche e, soprattutto, ambientale.

Infatti, secondo i recenti dati dell’Istituto Superiore Per la Protezione e Ricerca Ambientale, si parla di una perdita del suolo di circa 2 metri quadrati al secondo.

Questo tipo di criticità è fortemente tangibile nell’intera area napoletana dove, attraverso un’indagine sempre a cura dell’ISPRA, la vivibilità risulta essere tra le peggiori d’Italia. Basti pensare che tra i 20 Comuni più cementificati d’Italia, ben 12 si trovano a nord di Napoli.

«La crescente urbanizzazione di queste zone ha una così alta concentrazione abitativa che ha sottratto preziosi spazi all’imprenditoria agricola, impattando anche ad esempio sulla regolazione del ciclo naturale delle acque o sulla biodiversità, soffocando in una morsa di cemento le residue forme spontanee della vegetazione», ha commentato l’Avv. Elena Coccia.

La città sostenibile è un obiettivo che deve essere raggiunto dal sistema urbano: in molti paesi, infatti, la misurazione della qualità della vita è oggetto di studi già da qualche anno.

Per arrestare la progressiva perdita di spazi verdi occorrono urgenti soluzioni pratiche in modo da frenare in maniera efficace la dispersione degli insediamenti attraverso la compensazione di nuove zone edificabili, di preservare i terreni agricoli e promuovere uno sviluppo insediativo di elevata qualità realizzando soltanto gli edifici e impianti necessari.

«Per competere con le aree del contesto Euro mediterraneo ed essere in grado di confrontarci con le grandi nazioni che le compongono, è necessario creare delle interconnessioni tra le zone forti e quelle deboli e creare un unico contesto di Città Metropolitana. Diventare quindi un competitor a livello nazionale ed internazionale», hanno convenuto gli interlocutori circa il posizionamento della Campania nello scenario mondiale.

Proteggere la terra e i cittadini, difendere il nostro patrimonio di terra felix e superare quel problema culturale tra le vecchie e nuove generazioni dovranno essere essere i punti chiave di un documento d’intesa comune dove l’elemento centrale è la vivibilità del cittadino.

di Angela Di Micco

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°192 – APRILE 2019

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