salute mentale giovani

La salute mentale dei giovani non può essere un tabù

Updated 2023/11/15 at 2:33 PM
4 Minuti per la lettura

Un’indagine di Telefono Azzurro, con l’ausilio di Bva Doxa, ha rivelato che un ragazzo su cinque prova ansia, mentre un ragazzo su tre considera il chiedere aiuto a un esperto motivo di vergogna. Ci troviamo dinanzi a risultati drammatici, in un contesto storico non fa altro che far peggiorare la salute mentale dei giovani.

L’indagine di Telefono Azzurro

Lo studio è stato condotto su 800 ragazzi dai 12 ai 18 anni, una fascia d’età particolarmente sensibile, per poi essere presentato alla conferenza “Il futuro dell’infanzia tra nuovi scenari e risposte concrete” al CNEL. I dati venuti fuori dalla ricerca mostrano che solo il 41% dei ragazzi intervistati può affermare di essersi sentito felice nelle ultime due settimane e che la dipendenza dai social è una delle conseguenze principali di tale malessere psicologico. A seguire, si ha mancanza di autostima per il 41% degli intervistati e difficoltà nell’instaurare un rapporto con gli adulti. 

Chiedere aiuto non è motivo di vergogna

Al giorno d’oggi, lo stigma sociale che deriva dal chiedere aiuto a un esperto è ancora vivo e opprimente. I giovani si rifiutano di rivolgersi a uno psicologo per paura del giudizio altrui e di essere etichettati come “anormali”; in altri casi, provano vergogna nei confronti di se stessi. Questa situazione peggiora nel momento in cui viene a mancare il supporto da parte dei genitori e della famiglia, considerati dal 74% dei giovani un punto fermo e a cui far riferimento. Spesso i ragazzi vengono abbandonati a se stessi da genitori che non vogliono accettare che ci sia qualcosa che non vada, ritrovandosi così a dover gestire anche un ambiente ostile in casa.

Il ruolo della scuola nella salute mentale dei giovani

La scuola è considerata un fattore fondamentale per lo sviluppo emotivo e psicologico di un ragazzo, ed è necessario che anch’essa svolga un ruolo nell’aiutare i giovani senza affossarli ulteriormente. I docenti dovrebbero imparare ad ascoltare seriamente i ragazzi e non partecipare attivamente alla distruzione della loro autostima. Stando alla ricerca condotta da Telefono Azzurro, il 39% dei ragazzi chiede che a scuola si parli di salute mentale, un argomento considerato, nel 2023, ancora un tabù o un segno di debolezza.

La salute mentale non è questione di pigrizia

La salute mentale, così come quella fisica, va tenuta sotto controllo e curata. Soffrire di un disturbo di qualunque tipo – che sia esso ansia, depressione, disturbo bipolare e altri – non significa essere deboli, e faticare nel raggiungere le aspettative imposte dalla società non equivale all’essere pigri. Viviamo in un contesto storico e sociale in cui la nostra salute mentale è costantemente messa alla prova, tra guerre, orrori e cronaca nera che rimbalzano senza sosta tra televisioni e social media. Una società che ci permetta di poter contare su qualcuno senza vergognarcene dev’essere il minimo, e non un’utopia irraggiungibile.

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