La rinascita di Castel Volturno passa per la sua terra ed il mare

In data 2 novembre 2020 è comparso nell’albo pretorio del Comune di Castel Volturno una comunicazione della Regione Campania (la numero 49300 del 2 novembre 2020) con cui è stato avvisato il Comune dell’avvio del procedimento per la realizzazione e la gestione di un impianto di rifiuti pericolosi e non, ad opera della Ditta Waste Recovery, da ubicare sulla Strada Provinciale 333 al km 3+100 in località Tre Pizzi.

Come partito politico abbiamo la necessità di esprimere una nostra posizione netta su questa tematica che necessariamente tocca nel profondo la vita dei cittadini.

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Avv. Dario Desiderio

In primis si vuole osservare come il territorio castellano sia da tempo afflitto dalla piaga dei rifiuti e che abbia già pagato un prezzo altissimo, circa il modo in cui è stata condotta la gestione degli stessi negli ultimi 40 anni. Castel Volturno ha altre vocazioni che di certo non possono essere attività industriali o di trattamento e stoccaggio dei rifiuti, ma la bellezza del territorio fa si che la sua rinascita debba ripartire dall’agricoltura, dal turismo, dalla pesca, dal mare e dalla valorizzazione delle grandi risorse naturali che abbiamo.

In merito a tale questione, dalle risultanze documentali in nostro possesso e dall’interrogazione degli uffici regionali preposti, abbiamo appreso che nella località “Tre Pizzi” non verrà realizzato un nuovo impianto produttivo.

Si tratta, invece, di un impianto già esistente ed operante che ha fatto richiesta agli uffici regionali preposti di ulteriori permessi per trattare nuove o ulteriori categorie di rifiuti. L’attività avrà ad oggetto la sola selezione e stoccaggio di rifiuti pericolosi e non, i quali resteranno li in attesa di essere trasportati presso gli impianti di smaltimento o di rilavorazione.

Quando detto sopra di certo non esprime una nostra posizione favorevole all’ampliamento delle categorie di rifiuti che potranno essere depositati presso quell’impianto produttivo, ma bisogna guardare oltre al fine di trovare la giusta causa al perché un’attività di tale portata sia collocata in un’area dedita da sempre all’agricoltura.

Tale causa è da ricercare sicuramente nella mancata adozione del PUC (piano di regolamentazione urbana), il quale fu consegnato dall’Università di Salerno al Comune di Castel Volturno già nel mese di marzo 2019.

In quella pianificazione, come Partito Democratico, già esprimemmo la chiara idea che avevamo sulla vocazione preminentemente agricola di quella parte del territorio, con la conseguenza CHE IN TUTTA QUELL’AREA NON POTRÀ ESSERE REALIZZATO IN FUTURO ALCUN IMPIANTO CHE NON SIA INSERITO NELLA FILIERA AGRO-ZOOTECNICA.

Proprio la mancanza dell’adozione di un PUC, ad oggi, ha comportato che in quell’area, nel tempo, sono state realizzate attività che nulla hanno a che vedere con l’agricoltura, la pesca e l’allevamento di animali e proprio la mancanza di uno strumento urbanistico ha impedito materialmente la piena tutela di quell’area.

Tenuto conto che il PUC era consegnato solo nel mese di marzo 2019, lo step successivo sarebbe stato quello della verifica degli elaborati prodotti dall’Università di Salerno da parte degli uffici comunali preposti. Solo dopo quest’ultima verifica sarebbe stato adottato in giunta, con momentanea applicazione delle clausole di salvaguardia. Successivamente alla delibera di giunta ci sarebbe stato un periodo di acquisizione dei pareri tecnici sugli elaborati e solo a seguito di tale fase interlocutoria, l’approvazione del PUC sarebbe passata all’approvazione in Consiglio Comunale che avrebbe concluso un iter procedimentale lungo ben 4 anni.

A quasi due anni dalla consegna di quel PUC come mai lo stesso non è stato adottato dall’attuale giunta? Ad oggi come Partito Democratico, ma anche come semplici cittadini di Castel Volturno, non sappiano se sia stato concluso l’iter di verifica da parte degli uffici comunali per la successiva adozione in giunta. La conseguenza di questo vuoto urbanistico o semplicemente di tale mancanza, ha l’effetto d’impedire la tutela del territorio, legittimando qualunque “tipo” di privato a collocare in quell’area, cosi come molte altre del territorio castellano, impianti produttivi totalmente incompatibili con le bellezze naturalistiche e le risorse del territorio.

Tenuto conto della situazione attuale controlleremo, in ogni sede, che nella zona “tre pizzi”, cosi come molte altre del territorio, non vengano più eseguiti degli scempi ecologici che possano pregiudicare ulteriormente il territorio e la salute dei cittadini.

Altro dato che ci lascia totalmente spiazzati e che ad oggi l’amministrazione Petrella tace del tutto sulla questione, avendo già la strada spianata ed un grande lavoro già svolto da altri.

Pertanto si sollecita l’attuale amministrazione a chiarire tale questione e soprattutto se l’adozione del PUC in giunta sia una delle priorità del centro destra castellano, al fine di regolamentare urbanisticamente, una volta per tutte, l’intero territorio.

Invitiamo pertanto l’amministrazione a tenere gli occhi ben aperti sul procedimento che ha innescato tanto allarme e preoccupazione nella cittadinanza

Di certo, noi li terremo spalancati.

Responsabile alla comunicazione
Avv. Dario Desiderio

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