Intervista a Gaetano Pucino

Come nasce la tua passione per l’artigianato? 

«La mia passione per l’artigianato risale alla mia attività che svolgevo da bambino dove abitavo, dove realizzavo i miei primi manufatti : il cucchiaio, il vaso di legno ecc.. e scavando questo vaso pian piano venne fuori un mandolino rudimentale. Nella mia famiglia tutti suonavano,e anch’io imparai a suonare la chitarra da autodidatta, la musica mi ha accompagnato sempre ,fino a adesso. Dopo aver fatto gli studi classici, e per breve periodo anche l’università, ho cercato di far convergere le due passioni :la musica , e l’artigianato, e per questo decisi di fare il liutaio». 

Quali emozioni si provano a creare un violino? 

«Sono specializzato in strumenti ad arco, solo il primo periodo ho creato qualche chitarra. E’ un emozione bellissima,soddisfacente, già quando parto alla ricerca dello strumento, per quel determinato artista, la ricerca dei materiali, la composizione del manufatto, e infine quando termino il tutto  è sempre un punto interrogativo, perchè potrebbero esserci delle incongruenze». 

Che caratteristica bisogna avere per fare questo mestiere, e come si fa la differenza? 

«Le caratteristiche sono la manualità, la differenza lo fa lo spirito di sacrificio nello sperimentare, e avere semplicità e onestà nel non tralasciare niente , solo perchè in quel momento non ti senti bene, quanto la cornice partenopea agevola l’aspetto creativo  della realizzazione di un manufatto? la mia è più una cornice momentanea, è il mio lavoro che diventa cornice a Napoli, ma il mio  vivere e lavorare a Napoli , non è aiutato da una cornice moderna , ma una cornice settecentesca in cui io  mi rifaccio sia a livello teorico , andando in archivio, trovando i liutai del 700′ trovando la loro data di nascita e di morte, trovando informazioni in riguardo». 

Ho letto che negli anni , hai avuto modo di conoscere diversi artisti di rilievo, appartenenti al mondo della musica classica: e che spesso in bottega organizzi dei master class: ci spieghi meglio in che consiste? 

«Consiste nel Vedere da vicino la funzione del mio lavoro, faccio dei violini , che vengono suonati, poi in qualche modo creando delle atmosfere musicali dei concerti, che la mia bottega può sostenere, invitando artisti di rilievo ,che permette in un certo modo di tastare con mano i strumenti da me realizzati, e vedere da vicino che azione svolge il mio strumento, una vetrina per i miei acquirenti».  

Il mestiere del liutaio nell’era tecnologica,ha ancora molte adesioni o è un mestiere d’elite? 

«È un pò un mestiere d’elite, per fare questo lavoro bisogna sacrificare quattro cinque anni della tua vita, nello specifico solo io a Napoli ho avuto allievi che hanno botteghe sparse per Italia, e hanno appreso da me questo mestiere. Vorrei fondare una scuola per liutai, in modo che questi allievi portano avanti il nome della liuteria napoletana, essendo perchè no il capostipite di una nuova liuteria a Napoli».

di Maria Grazia Scrima

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