La Reggia e il Mann al tempo del Covid-19

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«I nostri patrimoni artistici non si sono mai fermati»

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Come ben sappiamo, in questo periodo di enorme confusione e lockdown, anche i nostri patrimoni artistici hanno dovuto fermarsi, contemplare il mondo, che attorno a loro non avevano mai visto così spento, abituati alla freneticità e alle continue visite.
È stato difficile, questo è sicuro, ma come sarà ritornare alla normalità? Potremmo tornare come prima a sostare per le immense stanze dei nostri musei, respirare la loro aria e profumo di storia?
Ce ne parleranno il Direttore generale della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei, e il Direttore del MANN di Napoli, Paolo Giulierini.
I nostri gioielli devono, con il nostro aiuto, riavere la loro quotidianità fra le mani.
Afferma il Direttore Paolo Giulierini: «Siamo all’inizio di un percorso che, ci auguriamo, ci riporterà poco a poco alla normalità. Non ci fermiamo: dobbiamo soltanto adeguarci alle linee guida per garantire il diritto a godere, in sicurezza, della bellezza del nostro patrimonio. Anche questo ha un valore psicologico quasi salvifico».

Dato il periodo di emergenza e il seguente lock down, come ha affrontato il complesso museale questa situazione?

La Direttrice della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei: «Nell’immediato la prima preoccupazione è stata garantire i servizi ritenuti indifferibili per il museo. Abbiamo effettuato anche una rapida riorganizzazione del sistema di vigilanza in base all’età dei custodi e alla vulnerabilità effettiva di molti dipendenti rispetto ai rischi epidemiologici. Contestualmente il lavoro tecnico amministrativo si è spostato tutto sulla modalità agile, articolandosi su due fronti: il primo dedicato al rapporto con il pubblico nella dimensione digitale; il secondo, la creazione di un archivio centrale digitale, la definizione di regolamenti  per le funzioni museali, la riorganizzazione dei depositi, la predisposizione delle gare per portare avanti gli interventi e le concessioni dei servizi».
Il Direttore del Mann, Paolo Giulierini: «Durante il periodo di lockdown, il lavoro al MANN non si è mai fermato: anche in smart working e tramite le nuove tecnologie digitali abbiamo promosso immagine e sostanza di un Museo che non si arrende, ma veicola la bellezza anche online. Sul versante della comunicazione, i social e le relazioni con gli organi di informazioni di massa ci hanno aiutato: abbiamo riproposto in rete i molteplici prodotti digitali che avevamo realizzato negli scorsi anni.
Dai documentari MANNstories al ciclo “Antico Presente”, dal videogioco “Father and son” in napoletano alla presentazione web delle grandi mostre, sono stati tanti gli spunti di riflessione per il nostro pubblico. E se il MANN è stato riconosciuto dal Politecnico di Milano come il Museo più attivo su Facebook nella Fase 1 dell’emergenza, ho personalmente usato le piattaforme digitali come base per organizzare eventi e fare interviste: un modo per raccontarsi, discutere e ritrovarsi, anche in un momento di distanza forzata».

Sarà facile riprendere? Quali danni sono stati causati al settore dei beni culturali e del turismo? 

La Direttrice della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei: «Sarà una sfida, ma le sfide non ci spaventano. È indispensabile la collaborazione del nostro pubblico. Stiamo predisponendo tutto il necessario affinché tutto avvenga in sicurezza, per la tutela del nostro personale e dei nostri visitatori. I danni economici sono ovviamente ingenti, per il tutto il settore e in tutto il mondo. La chiusura dei luoghi della cultura per un periodo così lungo è una sottrazione, nel senso più ampio di questo termine.
Il Museo ha una funzione di conoscenza, ma anche educativa e di socializzazione che è stata preclusa. Adesso è necessario recuperare il tempo perso, potenziando le nostre offerte, differenziandole, rendendo l’esperienza di visita un’occasione di arricchimento ancora maggiore rispetto al passato».
Il Direttore del Mann, Paolo Giulierini: «La ripresa comporterà, almeno nel breve/medio periodo, un ripensamento del modo tradizionale di fruizione del patrimonio culturale. Senza rinunciare alla visita in loco, dovremo lavorare anche sulla predisposizione di materiale digitale da fornire al nostro pubblico, soprattutto a quello straniero. Nei prossimi mesi, infatti, immaginiamo che il turismo sia di prossimità: il calo di presenze dall’estero sarà accompagnato dalla riscoperta locale delle ricchezze del nostro patrimonio. Ai visitatori che sceglieranno il MANN dobbiamo garantire una visita serena ed in sicurezza».

di Flavia Trombetta

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°206
GIUGNO 2020

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