La World Heritage Journeys of Europe è la nuova piattaforma UNESCO, realizzata da National Geographic, che la Commissione Europea ha generato per incanalare i flussi turistici provenienti da Nord America e Cina verso i siti europei inseriti nella Lista del Patrimonio dell’Umanità. Tra le trentaquattro destinazioni che offrono diciannove paesi europei è presente anche la Reggia di Caserta, nella sezione “Royal” (le altre tre sono Ancient, Romantic e Underground, ndr). Un lavoro moderno, fresco e innovativo per molti aspetti, gestito da menti giovani.

A curare la parte del sito dedicata al Palazzo Reale è, infatti, Daniele Napolitano, laureato presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e che, proprio grazie a questo progetto, sta facendo il suo Dottorato. «Smentisco chi dice che con la cultura non si mangia, l’importante è credere nei progetti, avere tanta passione e, non nascondo, un pizzico di fortuna. Ho incontrato il direttore Felicori in stazione e gli ho proposto il progetto, si è rivelato un successo».
«Ci abbiamo messo un paio di anni per togliere polvere dalla Reggia di Caserta, ma i risultati sono anche migliori di quelli sperati: ora facciamo parte di una élite che promuoverà i siti UNESCO europei in Cina e in America» afferma Mauro Felicori, Direttore della Reggia di Caserta. «Non abbiamo gestito egoisticamente quest’opportunità. La Reggia è il punto focale di un territorio con un paesaggio meraviglioso e una grande tradizione da raccontare» L’attenzione data ai siti che appartengono al complesso, dal Belvedere di San Leucio all’Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, dalla Reggia di Carditello al Casino Ducale di Maddaloni, è ben evidente sul sito.
Dopo le informazioni storiche che riguardano il Palazzo Reale, ulteriori dettagli vengono aggiunti per rendere quanto più accattivante il tour del turista. «Il sito è strutturato in tre sezioni: Attractions, Experiences, Legends» spiega Daniele. «Tra le attractions abbiamo inserito alcuni tra i siti iconici della zona, visibili su una mappa. Le experiences e le legends sono per chi ha anche altri interessi, si tratta di curiosità e miti associati al territorio.»
Un lavoro durato diciotto mesi. «Partecipando alle prime presentazioni di questo progetto ho potuto notare come uno degli elementi fondamentali era fare in modo di immedesimarsi nel turista cinese o nord americano.» afferma l’Ingegnere CINECA Antonella Guidazzoli, altra parte del team. «La piattaforma nasce con l’obiettivo di fare di ogni turista un esploratore.»
Particolare interesse viene rivolto alle specificità locali, in modo che il turista possa calarsi nelle viscere del territorio e, di conseguenza, far sì che il suo soggiorno duri più a lungo, a favore dell’economia locale. «Lo slogan è ‘’travel differently, travel deeper’’, cioè viaggiate in modo diverso, viaggiate in modo più profondo.»
Thomas Scalera, terzo elemento del team, fa notare come l’idea iniziale del progetto non era limitata all’introduzione di bei contenuti, belle fotografie o video stupendi che rimanessero lì a fare tanti like sul web.
Lo scopo di partenza era di trascinare il turista sul posto utilizzando soprattutto quelle che sono le nuove strade: influencers, travel bloggers e la possibilità di utilizzare l’hashtag. Importanti Instagram, Facebook, Twitter e Youtube, facendo attenzione anche alla cura dei social network utilizzati in Cina, nettamente diversi da quelli europei. A tal proposito aggiunge la sottosegretaria dei beni culturali Lucia Borgonzoni: «E’ importante l’investimento sui blogger perché un conto è quando noi ci raccontiamo, un conto è quando loro scrivono di noi; ovviamente ha un’attrattiva maggiore».

 

di Giovanna Cirillo, Alessia Giocondo

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