La Reggia è uno dei gioielli della città di Caserta, uno spaccato della seconda metà del ‘700 che dal 1997 è definito dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

Oggi alla direzione di questo maestoso Palazzo Reale c’è Tiziana Maffei, professionista nel settore dell’architettura e del patrimonio culturale. Già presidente dell’ICOM Italia (International Council of Museums), la dr.ssa Maffei ha svolto anche attività di docenza per prestigiose università come l’Accademia delle Belle Arti di Roma e la Suor Orsola Benincasa di Napoli.
Con lei abbiamo fatto il punto della situazione sulla ripresa delle attività all’interno della Reggia, sui lavori strutturali che sono stati svolti e degli eventi davvero speciali in programma.

 

Dottoressa Maffei, quali sono le ultime novità inerenti alla Reggia di Caserta, in particolare quelle riguardanti l’esecuzione dei lavori?

«Siamo partiti con una serie di importanti interventi strutturali che riguardano la Peschiera, le serre del Giardino Inglese, gli Appartamenti Reali, lo Scalone Reale e poi le coperture e i cortili del Palazzo.
Questi lavori hanno però subito una battuta d’arresto a causa dell’emergenza Covid. Siamo, inoltre, intervenuti in una logica di organizzazione degli spazi e cura del patrimonio. Mentre gli altri sono interventi importanti dal punto di vista del restauro, questi sono interventi che entrano nella logica di conservazione programmata. Abbiamo liberato i corridoi degli Appartamenti Reali che erano occupati da materiali di vario genere che nel tempo erano stati lì ammassati.
Quei corridoi erano ormai diventati dei depositi improvvisati. Liberare questi spazi ci ha permesso di ragionare con prospettiva. Oggi, oltre a percepire la maestosità del Palazzo, si percepisce quest’organizzazione funzionale di vita dietro le quinte. Non esistevano solo i re e la corte. Il personale di servizio, dai cuochi al guardarobiere, utilizzava questo sistema di distribuzione che aveva una logica e un funzionamento perfetti. Tutto questo è oggi riportato alla luce. Poi abbiamo lavorato sul Museo verde. È necessario intervenire sulla percezione che si ha del Parco Reale come parco pubblico. Questa idea sminuisce il suo effettivo valore.
Tutto l’intervento di Vanvitelli fu improntato a una dimensione di paesaggio culturale di valenza urbanistica, con questo connubio straordinario tra natura, architettura, scultura e musica (le fontane sono anche musica).
Questi lavori, che sono oggi ancora nella fase iniziale, ci hanno permesso di restituire decoro. Ovviamente dobbiamo pensare che per la gestione di 123 ettari non vedremo i risultati effettivi prima di quattro anni: sono tanti piccoli passi. Il ragionamento che stiamo facendo è: da un lato restauriamo con lavori importanti, con investimenti intorno ai 70 milioni di euro per tutta la struttura, ma parallelamente mettiamo in campo un lavoro di cura quotidiana».

Come considera la risposta del pubblico dopo la gestione del COVID-19?

«È ancora prematuro dirlo, perché a mio avviso il pubblico ha trovato una Reggia di Caserta cambiata dopo la riapertura, con un’attenzione maggiore nei confronti del Parco, inteso come museo. Al territorio è stato sottratto una grande “polmone verde”. Alcune prescrizioni anti Covid, una per tutte le prenotazioni, vanno strette al territorio, cioè a chi è abituato a fruire di questo spazio liberamente. In una visione più complessa e di prospettiva, abbiamo ripensato ad un abbonamento non più limitato al Parco Reale ma esteso a tutto il Complesso vanvitelliano. Il nostro obiettivo è far capire che la Reggia è un unicum. Poi stiamo lavorando molto al regolamento di visita.
Abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione dei pubblici, ma purtroppo constato che c’è ancora chi lascia rifiuti al di fuori dei cestini o che si arrampica sugli alberi secolari, danneggiandoli».

Quali i prossimi appuntamenti alla Reggia?

«C’è “Un’estate da Re”. L’Aperia torna ad essere un palcoscenico straordinario per la contaminazione di linguaggi. Il 30 luglio c’è il primo appuntamento con Pappano. L’emergenza Covid 19 ha interrotto molti progetti in itinere. Adesso stiamo lavorando ad una programmazione, molto attenta ai contenuti, per il 2021»

di Antonio Casaccio e Angelo Morlando

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°208
AGOSTO 2020

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