La prevenzione è vita: omaggio a Margherita Macera

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Mondragone – La Compagnia Teatrale TMT (Teatro momentaneamente traballante) omaggia l’attrice Margherita Macera, nell’avversario della sua scomparsa, avvenuta il 14 febbraio dell’anno scorso, con la rappresentazione teatrale “Ce penza mammà” che si terrà nei giorni 14-15-16 febbraio presso il Teatro dell’Oratorio di San Mauro, gentilmente messo a disposizione dal parroco Don Paolo Marotta. L’evento si terrà con il patrocinio morale del comune di Mondragone e si svolgerà in tre serate.

In ogni serata, la rappresentazione sarà preceduta da un convegno medico-informativo dal titolo “La prevenzione salva la vita” nel quale interverranno, oltre alle autorità, medici e giornalisti che tratteranno il tema della prevenzione e soprattutto come imparare a difenderci dagli inquinanti cui siamo esposti nel corso della vita e che, accumulandosi, producono dei danni al nostro patrimonio genetico dando origine allo sviluppo di una serie di patologie, da quelle più banali come l’influenza a quelle più serie come i tumori, nonché una serie di malformazioni. Gli agenti cancerogeni sono presenti un pò ovunque, sia in quello che ingeriamo, quindi alimenti e medicinali, che in quello che respiriamo come il fumo e le diossine, ma anche in molti oggetti di uso quotidiano come scarpe, pentole, trucchi, vernici, mobili e, a lungo andare, creano radicali liberi che metilano il nostro DNA. E, cosa ancora più grave, con l’epigenetica, si è visto che questo danno viene trasmesso ai nostri figli i quali, a volte, già alla nascita presentano patologie serie. Uno stile di vita sano che passa anche da una corretta educazione alimentare può rivelarsi un valido alleato nella prevenzione primaria per evitare di ammalarci di cancro almeno per il 30% dei casi, e, nel caso in cui il cancro fosse già in atto, può ugualmente rivelarsi uno strumento in più per poter sostenere efficacemente le terapie oncologiche e portarle al termine per debellare un male che viene sempre meno definito “incurabile”.

E’ d’uso, nel mondo del Teatro, ricordare una persona della compagnia scomparsa con un lavoro teatrale a lei dedicato e la scelta è ricaduta sull’opera di Gaetano ed Olimpia Di Maio, “Ce penza mammà”, commedia brillante in due atti, molto divertente, cui sottende la classica filosofia napoletana che riesce a trasformare anche un dramma, quale può essere la morte di una mamma in giovane età, in qualcosa di divertente e di ameno per trasmettere il messaggio che la vita, nonostante tutto, continua. Proprio come avrebbe voluto Margherita e come vorrebbero tutte le mamme che, in cuor loro, temono di dover lasciare i figli troppo presto.

Margherita è stata infatti un bellissimo esempio di vita, non solo per quanti l’hanno conosciuta, familiari, colleghi, amici, alunni e conoscenti ma anche per chi ha imparato a conoscerla indirettamente attraverso le parole di chi, condividendo il suo cammino, descriveva la sua forza, il suo coraggio ed il suo ottimismo, doti che l’hanno sempre contraddistinta, anche nei momenti difficili che la vita le ha riservato. Come quella volta che, in una mano teneva una pet che non lasciava speranze, e nell’altra mano il biglietto per un viaggio che da lì a poco avrebbe intrapreso, continuando, con il suo sorriso, a trasmettere forza ed entusiasmo per la vita.Una vita che Margherita ha vissuto intensamente e con amore, quello stesso amore che lei trasfondeva al suo prossimo, attraverso il suo lavoro di insegnante, ma anche attraverso le sue innumerevoli passioni e le iniziative sociali e culturali alle quali non è mancato mai il suo sostegno.

Ed il Memorial che Mondragone si accinge a tributarle vuole seguire le orme lasciate da questa donna straordinaria. Lo scopo infatti è quello di essere vicini non solo a chi la lotta l’ha persa ma soprattutto a chi ancora lotta. A tal fine, l’intero ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto ai malati di Mondragone che versano in una condizione di disagio economico. I sacerdoti indicheranno i casi più gravi e gli organizzatori dell’evento andranno personalmente a consegnare il dono, senza intermediazioni.

Tre convegni sul tema della prevenzione apriranno le serate.

Nella prima serata, dopo i saluti del Vescovo,S.E. Francesco Piazza e del Sindaco di Mondragone, dott. Virgilio Pacifico, il Dirigente dell’ASL CE/2, dott. Severo Stefanelli ed il dott. Salvatore De Martino tratteranno il tema dell’importanza della prevenzione e di quanto una diagnosi precoce possa veramente salvare la vita delle persone, perchè in questi casi, prima si agisce meglio è.

Nella seconda serata interverranno il dott, Umberto Parlati, medico di base del Comitato Scientifico E.Pi.Ca. che illustrerà la metodologia messa in atto da alcuni medici di base, vere antenne epidemiologiche del territorio, del Distretto Sanitario NA/2, che, in modo volontario e gratuito, hanno creato una banca dati per seguire da vicino l’evoluzione delle malattie oncologiche. Informazioni importantissime che riguardano l’età, il sesso, la data di insorgenza del cancro, lo stile di vita e soprattutto il posto dove i pazienti abitano. Un dato, quest’ultimo, che consente di geolocalizzare le diverse tipologie di neoplasie. Le informazioni raccolte vengono messe a disposizione, a costo zero, di quanti (istituzioni, scienziati, epidemiologi, ricercatori) sono chiamati a fare delle scelte a tutela della salute, in termini di prevenzione primaria e secondaria. Seguirà l’intervento del giornalista e scrittore Salvatore Minieri, autore dell’inchiesta-reportage che portò alla luce, grazie all’intervento della Procura di Santa Maria Capua Vetere, la discarica più grande d’Europa, nell’area ex Pozzi di Calvi Risorta.

Nella terza serata interverranno infine il dott. Andrea del Buono ed il dott. Armando D’Orta, due medici ricercatori di Caserta che, nel pieno della Terra dei Fuochi, lontano dal clamore mediatico, hanno intrapreso una singolare ricerca, vera e propria rivoluzione copernicana, attraverso uno studio sui centenari che vivono nei territori inquinati, magari nello stesso palazzo dove abita un malato di cancro. Anche i longevi sono intossicati, per cui si è cercato di comprendere come il tossico arriva nel corpo e soprattutto in che modo  chi è costretto a vivere in zone inquinate può farlo fuoriuscire e sopravvivere. La chiave di volta è venuta fuori osservando come si nutrono le capre. Le piante infatti comunicano tra loro e si difendono diventando amare e per questo motivo la capra è costretta a spostarsi di continuo. Allo stesso modo, le piante che insistono nelle micro aree contaminate, non potendo scappare, per sopravvivere attivano le fitocheratine, sostanze presenti nella buccia. Pertanto, la pianta coltivata in un territorio sano comunica con la pianta che insiste sul terreno contaminato accanto e sviluppa le stesse sostanze. Ne consegue l’importanza del consumo dei prodotti locali da preferire a quelli importati dall’estero o da altre regioni, perché la verdura coltivata nel posto dove si abita, ovviamente coltivata su un territorio sano, ha sviluppato quelle difese che ci proteggeranno.

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