«La politica è debole, bisogna formare i giovani»

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Intervista a Graziella Pagano, storica esponente della sinistra italiana

Graziella Pagano, coordinatrice di Italia Viva a Napoli, è una politica di lungo corso, storica parlamentare e dirigente della sinistra napoletana. La sua militanza politica, dal PCI ieri e con Italia Viva oggi, la vede in prima linea da sempre. Noi di Informare l’abbiamo ospitata all’interno della nostra redazione e abbiamo analizzato con lei i fenomeni politici che da qualche anno caratterizzano il nostro Paese, dalla crisi sanitaria da Coronavirus all’addio di Renzi al PD.

Qual è il suo parere circa gli interventi attuati dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria da covid-19?

informareonline-graziella-pagano-2«Nella prima fase, data la complessità della situazione, il Presidente del Consiglio ha costruito una serie di dpcm per sostenere il Paese, adeguandosi all’evoluzione del virus, non con strumenti rapidi. Il tema su cui si è concentrato Italia Viva, infatti, è l’apparato burocratico che ha enormemente rallentato ogni provvedimento. Nella seconda fase, invece, abbiamo insistito sulla doverosa preparazione alla riapertura. Questo perché alcuni settori sono tutt’oggi impreparati sotto questo aspetto, come le stesse strutture scolastiche, per le quali ancora non ci sono linee guida in vista di settembre.
In definitiva, ci sono state luci e ombre, circa l’attuazione dei decreti. Lo stesso Decreto rilancio, ad esempio, rimanda a 81 decreti attuativi, come se fosse un decreto delega. Questa crisi può essere un’occasione per abbandonare le vecchie visioni e puntare su altro, sull’innovazione e sul digitale».

Secondo lei, quindi, il Governo attuale in che direzione sta andando? E, soprattutto, è in grado di guardare al futuro?

«Durante l’emergenza sanitaria ci si è, giustamente, preoccupati a far fronte ai problemi quotidiani. Tuttavia, credo che di fondo ci sia una forma di miopia che purtroppo caratterizza alcuni vertici. Siamo in presenza di un esecutivo strano, formato da forze politiche con una visione molto diversa tra loro e il Governo, impegnato a mediare tra le due fazioni, frena su punti in cui dovrebbe accelerale. Bisogna, quindi, guardare ai paesi europei e chiederci se vogliamo uscire da questa crisi con una svolta o se rimanere stabili in una crisi perenne come accade dal 2008».

Il Movimento 5 stelle ha sicuramente superato l’idea di partito. Secondo lei il partito come entità è in crisi? Cosa vede nel futuro della politica?

«La struttura novecentesca sicuramente non c’è più: i partiti nascono come intermediazione tra società civile e politica. Oggi la discussione politica si è spostata sulle piattaforme social, il che può diventare un meccanismo pericoloso, attraverso le quali le masse vengono manipolate. Credo che in questo momento la politica sia debole e questo, purtroppo, lascia spazio al male peggiore per la nostra società, la “cattiva politica”. La formazione dei giovani, dunque, è fondamentale e noi dobbiamo camminare di lato e mettere a loro disposizione le nostre conoscenze. La scommessa di Italia Viva, infatti, è anche quella di non perdere la Leopolda».

Come giudica, invece, il ruolo del PD in questo governo?

«Il vero PD era quello del Lingotto, quelli che salirono sulle sedie a cantare in onore della svolta epocale che si stava guidando. Il PD oggi non ha più quel sentimento, anzi, si è ristretto in un’enclave, ritenendo strutturale l’incontro con i 5 stelle, che a loro volta li stanno fagocitando.
Il Partito Democratico rappresenta l’asse del centro-sinistra, ma oggi sta cercando sempre di mediare o di rimandare su questione cruciali, per avere l’approvazione dei pentastellati».

Renzi partì da una grande voglia di “rottamare” la classe politica di allora. Quali sono stati, secondo lei, gli errori commessi dall’ex segretario del PD, oltre la personalizzazione del referendum?

«Dal punto di vista governativo, credo che Renzi abbia interpretato a pieno l’anima riformista del PD, investendo su cose come i diritti civili. Come segretario del partito, invece, non è riuscito a mettere mano all’organizzazione del PD e non ha saputo coniugare il suo duplice ruolo. Tuttavia, credo che lui sia stato un anticipatore e un riformista, i quali, purtroppo pagano sempre pegno».

Circa, la strutturazione Italia Viva regionale, invece, quali sono le priorità del partito?

«Con Vincenzo De Luca, andremo sicuramente avanti sulla questione della sanità, sull’ospedalizzazione e sulla riorganizzazione medicina territoriale. Inoltre, insisteremo sulla sburocratizzazione, per la quale De Luca si è a lungo battuto. Infatti, ha fatto in modo che i 2000 euro per le piccole imprese venissero erogati direttamente, posticipando il controllo sui beneficiari. Vogliamo investire sui giovani, perché purtroppo la vostra generazione è stata privata di un futuro».

di Carmelina D’aniello

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N° 207
LUGLIO 2020

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