legge speciale Castel Volturno

La politica dichiara fallimento e chiede l’intervento del Governo: una legge speciale per Castel Volturno

Antonio Casaccio 01/12/2022
Updated 2022/12/01 at 8:17 AM
4 Minuti per la lettura

La morte di Luigi Izzo, barbiere ucciso a coltellate davanti agli occhi della moglie, ha aperto nuovamente i riflettori sul comune di Castel Volturno, un comune interessato da gravi problemi (povertà, immigrazione e interessi dei clan della camorra) che continuano a rallentare una possibile rinascita.
A seguito del caso mediatico scoppiato nelle principali reti italiane, il sindaco Luigi Petrella ha prima ribadito che le emergenze del territorio sono insostenibili per l’amministrazione comunale e, poi, ha convocato un consiglio comunale straordinario. L’obiettivo? Inviare un grido d’allarme a Roma affinché si attui una legge speciale per Castel Volturno.

Diciamolo chiaramente: l’omicidio di Luigi Izzo non c’entra assolutamente nulla con le tematiche su cui sta battendo la politica di Castel Volturno. Un monito che sembra arrivare anche dal parroco del centro cittadino Don Giovanni che, durante il consiglio comunale straordinario tenutosi lo scorso 21 Novembre, ha ribadito: “Basta usare il volto e la storia di Luigi per lavarsi la faccia. Questo è intollerabile”. Partendo da questa necessaria premessa, è da constatare che la politica comunale ha cavalcato l’onda di un’attenzione mediatica molto forte per far emergere problematiche che attanagliano la Città di Castel Volturno. L’ha fatto auspicando e sollecitando il governo in un intervento diretto, invocando una legge speciale. Un grido che ha visto tutti uniti, maggioranza e opposizione, volenterosi di dare consigli per l’efficace strutturazione di una normativa speciale.

Se l’unità è il sentimento più rilevante emerso nel consiglio comunale, c’è una costatazione che suscita rabbia e dolore. Nelle parole del sindaco e degli amministratori si legge una resa della politica locale nei confronti di emergenze che non possono essere più affrontate dalla sola amministrazione, ma hanno bisogno di un intervento mirato dello Stato. Quando si avanzano tali proposte si deve avere il coraggio di ammettere che a Castel Volturno le tante amministrazioni comunali susseguitesi hanno fallito, per incapacità o per cause di forza maggiore poco importa in questa analisi: il territorio ha perso e rischia di cadere nel baratro senza una legislazione emergenziale.

Pensare che la sola repressione e l’insediamento della nuova Tenenza dell’Arma dei Carabinieri sul territorio (notizia assolutamente positiva) possano bastare, è una colossale bugia. La sola repressione non può far nascere magicamente politiche dal lavoro necessarie per un territorio che vive un’emergenza silenziosa che riguarda la caduta libera in estrema povertà, non solo di immigrati clandestini, ma di italiani colpiti prima dalla crisi covid e poi dall’aumento dei prezzi. A Castel Volturno ci sono madri costrette a prostituirsi per dare a campare i propri figli, bambini che non possono frequentare le scuole o riunirsi in un luogo di cultura.

Non sono storielle, per conoscere questa realtà basta parlare con i responsabili degli uffici comunali, con i dirigenti scolastici o con le maestre… basta farsi un giro a Destra Volturno. Davanti ad una continua violazione di diritti e il mancato accesso ad un lavoro dignitoso, la repressione diventa una pezza per coprire ferite che continueranno a sanguinare.

Ora la palla passa al governo Meloni che in questi territori ha fatto il pieno di voti e ha ribadito la necessità di una legge speciale per Castel Volturno. La neopremier si è presa la fiducia di cittadini disperati che attendono dal suo esecutivo risposte concrete dopo anni di immobilismo politico, dev’essere chiaro: a Castel Volturno la Meloni e il governo di centrodestra si giocano la faccia. I parlamentari e i consiglieri regionali intervenuti fanno comprendere un’opera di sollecitazione ai vertici romani, un segnale positivo dal quale i castellani attendono risposte concrete.

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