“La Politica che serve”: un risveglio giovanile per Aversa

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“Agro e filo”, rubrica curata dall’associazione aversana e da Polis

Contrastare il disinteressamento politico dei giovani, organizzare eventi ed iniziative allo scopo di sensibilizzarli al rispetto e al senso civico nei confronti del proprio territorio, diventare il volano di ripresa di una città come Aversa: sono solo alcuni degli obiettivi de “La Politica che serve”, un’associazione giovanile aversana nata cinque mesi fa dall’idea di alcuni giovani di dare una svolta civica e politica per il proprio paese.

Ospiti della nostra redazione, gli esponenti della nuova realtà giovanile hanno discusso di idee ed obiettivi, ma anche di piccoli traguardi raggiunti che hanno caratterizzato i primi mesi della loro attività, come il ripristino di un muro di un ex liceo completamente imbrattato o la pittura di tre panchine al Parco Pozzi per la questione LGBT, su richiesta di associazioni Arcigay.

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Antonio Portaro, uno dei membri de “La Politica che serve”, ha parlato dei motivi per cui nasce l’associazione e delle difficoltà incontrate fino ad ora: «”La Politica che serve” nasce da un’esigenza di fondo molto semplice, cioè dal fatto che non esistessero realtà giovanili che si occupassero di politica ad Aversa. Nei nostri programmi vorremmo coinvolgere in primis i ragazzi perché Aversa è una città “vecchia” dal punto di vista politico, basti guardare i candidati sindaco delle ultime elezioni. La politica che serve, almeno per noi, è quella che si occupa di alzare anche la carta da terra, e non soltanto dunque la politica delle stanze o dei partiti. Purtroppo, però, abbiamo riscontrato tante difficoltà; quando cerchi di fare qualcosa di buono per la tua città vieni spesso strumentalizzato e politicizzato dalle persone».

Nonostante tutti i problemi e le difficoltà, scaturite anche dall’emergenza sanitaria del Covid-19, l’associazione ha avuto un grande riscontro da parte di tanti giovani, che hanno deciso di abbracciare la causa e di rappresentare una testimonianza viva di risveglio giovanile in una delle città più importanti nella provincia di Caserta. Se, infatti, le riunioni iniziali si svolgevano tra quattro o cinque persone, ad oggi ce ne sono più di trenta che partecipano attivamente alle iniziative. Giovani che si sentono rappresentati e che hanno finalmente a disposizione un mezzo per poter proporre e portare avanti azioni che mirano al bene del territorio.

Delle idee e degli obiettivi de “La Politica che serve” parla, invece, Gennaro Gargiulo, altro esponente della realtà aversana: «Nell’immediato futuro ci stiamo muovendo sia per il Baby Pit Stop, sia per il Tampon Tax Tour attraverso una consigliera della Regione Toscana. Abbiamo in mente anche un torneo sportivo di beneficenza, grazie al quale il vincitore avrà l’opportunità di giocare la partita del cuore con un finanziamento Unicef. Durante la zona rossa, inoltre, abbiamo cercato anche di fare informazione: viste le tante fake news che circolavano in rete, abbiamo organizzato alcune dirette online in cui ci siamo concentrati su temi di attualità, parlando della questione vaccini invitando una ragazza facente parte di un hub vaccinale».

Inoltre, dal prossimo numero di novembre Informare Magazine dedicherà ogni mese una pagina ad “Agro e filo”, una rubrica che si incentrerà soprattutto su argomenti comuni ai paesi dell’agro aversano e di Napoli nord, come le tematiche sociali o ambientali.

Oltre all’associazione aversana, “Agro e filo” sarà curata anche da Polis, altra associazione di giovani di Giugliano, autrice di tante belle iniziative e di ottimi risultati conseguiti negli anni scorsi. «Insieme a “La Politica che serve” vogliamo portare gli ideali dei giovani all’interno del mondo politico. Ideali su scuola, ambiente, sui temi più disparati, per metterli a conoscenza di persone che in futuro leggeranno questa rubrica. Sicuramente parleremo di problemi sociali e soprattutto ambientali, perché sull’ambiente ci sono battaglie che i giovani portano avanti da un bel po’ di tempo. Cercheremo anche di astrarre le tematiche affrontate da un’accezione strettamente territoriale perché ci sono tante problematiche che riguardano più territori (ambiente, disparità, orientamento sessuale etc.). La rubrica sarà un modo per rendere l’associazionismo qualcosa che vada oltre i propri confini, parlando anche ad altri paesi», spiega Gianluca Puzone, rappresentante di Polis.

di Donato Di Stasio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°222 – OTTOBRE 2021

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