“La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma”: la mostra al Castello di Baia

Al Castello di Baia: La scrittura è la pittura della voce.

Mina Grasso 03/05/2024
Updated 2024/05/03 at 5:16 PM
3 Minuti per la lettura

Inaugura il 6 Maggio al Castello di Baia la mostra promossa dal Parco archeologico dei Campi Flegrei dal titolo “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma” che racconta la storia dell’alfabeto e il suo impatto sulla cultura cumana.

Il Museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia sarà il palcoscenico di un’affascinante esplorazione nel mondo dell’alfabeto e del suo impatto sui processi culturali nel mondo antico. La mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma” invita il pubblico a immergersi nell’epoca in cui l’alfabeto giunse sulle rive cumane, circa 2700 anni fa, portato in dote dalle genti provenienti dalla Grecia.

Ma da dove arrivava quell’alfabeto e quali conseguenze ebbe questo approdo sulle comunità locali? Verso quali strade e forme si diressero i caratteri portati dall’Eubea?

Queste domande, affascinanti e cruciali per comprendere l’evoluzione della cultura e della società dell’Italia antica trovano risposta in una serie di oggetti esposti, provenienti dai più importanti musei archeologici italiani, recanti iscrizioni di varia natura, redatte con alfabeti diversi ma strettamente interconnessi.

La scrittura è la pittura della voce“, come ci spronava a immaginare Voltaire e la mostra trae ispirazione da questa affermazione. Se le lettere di un alfabeto possono essere immaginate come i colori nella tavolozza di un pittore, capaci di comporsi e armonizzarsi in una figurazione prima di tutto mentale e poi fonetica, l’esposizione utilizza i reperti per disegnare il racconto di una delle più rivoluzionarie e incisive invenzioni culturali della storia dell’umanità.

La mostra – dichiara Fabio Pagano, direttore del Parco – nasce da un progetto condiviso con Carlo Rescigno e Matilde Civitillo dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli. L’intento è quello di ribadire il ruolo centrale dei Campi Flegrei come centro propulsore di importanti innovazioni culturali nel mondo antico, di riflettere sui cambiamenti innescati nel momento in cui la scrittura ha iniziato a essere lo strumento essenziale per tramandare la memoria, ma anche di porsi domande sul ruolo della scrittura nel mondo di oggi e in quello di domani.”

L’esposizione, promossa con il fondamentale supporto della Regione Campania, sarà presentata il 6 maggio e aperta al pubblico fino al 30 giugno 2024 presso il Castello di Baia, in Via Castello, 39, 80070 Bacoli (NA).

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