La Pitto-scultura per ipovedenti di Silvio Fusco

Quanti significati diversi può avere il buio? C’è il buio della notte, il buio dell’anima, il buio della vita. Ogni bambino ha paura del buio. Alcuni, però, diventati grandi, temono la luce, temono di essere luce nella vita delle persone.

Per pudore, per fragilità, per senso di inadeguatezza nei confronti di una responsabilità così grande. Ma non è questo il caso di Silvio Fusco, fortunatamente, aggiungerei. Cuoco e artista per passione e professione, sarebbe limitante applicargli un’etichetta simile. Troppo schematica, troppo piatta, ed è proprio questo che con la sua arte combatte: il piattume. Quello di una società spenta e vuota, che finge di abbattere barriere mentre erige muri di cemento armato. Una società convinta che si possa vedere soltanto con gli occhi, troppo cieca per arrivare a comprendere che soltanto “sentendo” si può vedere veramente.

Da qui, l’idea della pitto-scultura, capace di rendere accessibile anche agli ipovedenti il linguaggio universale dell’arte:

«Il mio progetto è legato alla convinzione che l’arte debba essere fruibile e condivisibile, ma soprattutto osservabile da diversi punti di vista. Di recente, ho realizzato un’opera pitto-scultorea a Valogno: è la riproduzione in miniatura di un’opera più grande, affiancata da una targa con scrittura braille, supportata dal patrocinio morale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Caserta. È un punto di partenza per queste persone che molto spesso amano l’arte, ma che non riescono a fruirne, anche in musei di fama internazionale».

L’idea dell’inclusione per i gruppi meno tutelati, tuttavia, non passa soltanto per la fruibilità dell’arte. Dipingere insieme, impastare e cuocere una pizza, sono tutte attività all’apparenza insignificanti, ma spesso impossibili da praticare per gli ipovedenti e i non vedenti.

«Anche Pulcinella, personaggio che rispecchia il mio animo partenopeo e che io stesso ho interpretato nel mio ristorante, vestendone i panni per servire ai tavoli, non può essere considerato solo in base alla forma o al colore. È necessario che abbia un’identità che vada al di là dell’opera, per fare in modo che anche gli ipovedenti riescano ad interagire con lui e con noi, che apparteniamo al “mondo della luce”. Che poi, in realtà, non è vero, questa non è luce. Il nostro è un mondo di ipocrisie e di falsità, di tappi e di occlusioni. Per questo promuovo l’idea della vista ai ciechi: perché hanno un’anima più sensibile della nostra».

L’attenzione al disagio sociale degli ipovedenti e dei non vedenti è la conseguenza diretta informareonline-silvio-fusco-punti-di-vista3dell’autobiografia del nostro artista e, nello specifico, dell’aver vissuto la cataratta della mamma adottiva, degenerata progressivamente. L’attenzione, invece, al prossimo, scaturisce da qualcosa di ancora più personale: la sensazione di sentirsi persi. «Quando avevo il mio ristorante, non buttavo mai gli avanzi di impasto. Preparavo delle pizze e le portavo in stazione ai ragazzi che, come me, erano persi nel buio, perché io ero uno di loro. Anche condividere una Coca-Cola, pur potendone comprare tante, è un gesto profondamente significativo»

Aggirare gli ostacoli è inutile. Scalarli e utilizzarne l’apice come trampolino da lancio ci rende umani. «Nulla ha senso senza cuore, senza amore, senza il coraggio delle idee. Bisogna essere ostinati, sempre. I ragazzi soprattutto devono esserlo, altrimenti vivere non ha più senso».

Ma, allora, cosa dà veramente senso al vivere? «Donarsi incondizionatamente, sempre e comunque. Spesso gli uomini sono indifferenti alle vite degli altri, dovrebbero imparare a donare anche quello che reputano più ostinatamente proprio, che custodiscono più gelosamente, perché tornerà sempre qualcosa indietro».

L’ipocrisia regna sovrana nell’epoca del “do ut des”: si fingono pensieri, ideali e intenti, si vende l’anima al diavolo pur di aumentare gli zeri del proprio conto in banca. Si mercificano sentimenti.

di Teresa Coscia 

TRATTO DA MAGAZINE INFORMRE N°199
NOVEMBRE 2019

Print Friendly, PDF & Email