La pietà di Gaza vincitrice del World Press Photo 2024

Martina Amante 19/04/2024
Updated 2024/04/19 at 1:22 AM
3 Minuti per la lettura
A Palestinian Woman Embraces the Body of Her Niece © Mohammed Salem, Reuters Una donna palestinese di 36 anni, Inas Abu Maamar, abbraccia il corpo della nipote di 5, Saly, uccisa in un attacco israeliano, all'ospedale Nasser di Khan Yunis, Striscia di Gaza, 17 ottobre World Press Photo

La fotografia dell’anno del World Press Photo del 2024 è quella del fotografo Mohammed Salem per l’immagine scattata il 17 ottobre 2023 all’ospedale di Nasser di Gaza in cui si vede una donna, Inas Abu Maamar, che abbraccia il corpo senza vita di Saly, sua nipote, di cinque anni, avvolta in un sudario.

Tragicamente uccisa insieme alla madre e alla sorella quando un missile israeliano ha colpito la loro casa. Una fotografia che ricorda il capolavoro di Michelangelo. Pur non mostrando i visi dei due soggetti ricorda moltissimo questo capolavoro per la sua plastica drammaticità. Un’immagine in due dimensioni che, secondo molti osservatori, potrebbe diventare una statua, un monumento in grado di rappresentare questa tragica guerra. Il fotografo ha descritto l’immagine, scattata pochi giorni dopo il parto di sua moglie, come un «momento potente e triste che riassume il significato più ampio di ciò che stava accadendo nella Striscia di Gaza».

I commenti della giuria

La giuria ha commentato che l’immagine ha il pregio di essere stata composta con cura e rispetto. «Offrendo allo stesso tempo uno sguardo metaforico e letterale su una perdita inimmaginabile». Probabilmente proprio per questi motivi è stata una delle foto più viste del conflitto, guadagnandosi una certa attenzione già nei giorni successivi alla sua pubblicazione.

La presidente della giuria mondiale Fiona Shields, responsabile della fotografia del quotidiano The Guardian ha detto che «È incredibilmente commovente da vedere e allo stesso tempo è un’argomentazione potente per la pace».  In generale «tutte le immagini vincitrici hanno il potere di trasmettere un momento specifico, risuonando però anche al di là del soggetto e del tempo», ma la foto di Salem in particolare.

Non è la prima volta che Salem viene premiato per il suo lavoro sul conflitto israelo-palestinese. Ha ricevuto un premio World Press Photo più di 10 anni fa per un’altra rappresentazione del tributo umano del conflitto nella Striscia di Gaza.

Gli altri vincitori del World Press Photo

Nella categoria Story of the Year ha vinto il progetto Valim-babena. Lee-Ann Olwage racconta come in Madagascar la mancanza di consapevolezza pubblica sulla demenza fa sì che le persone che mostrano sintomi di perdita di memoria siano spesso stigmatizzate. Il 91enne “Dada Paul” è assistito da anni dalla figlia Fara. La loro storia illustra il principio malgascio del valim-babena: il dovere dei figli adulti di aiutare i propri genitori 

Nella categoria Long-term project award vince The Two Walls di Alejandro Cegarra. Racconta come il Messico si sia trasformato negli ultimi anni in un Paese con rigide politiche di immigrazione al confine meridionale, molto simili a quelle degli Usa.

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