La paura fa 90 e tanti altri numeri!

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Hai paura? Sicuramente sì, tutti hanno paura. Ma di cosa? A questo è più difficile rispondere.
Le paure si collegano ad aspetti emotivi e psicologici talmente intimi che anche se due soggetti condividono la stessa fobia non è detto che quest’ultima si palesi allo stesso modo e per gli stessi motivi.

Dalle più singolari alle più comuni, su un campione di 45 persone sono emerse circa 29 paure diverse. Le più classiche sono: buio, topi, altezza, aghi, serpenti e insetti di vario genere. Ognuna delle suddette fobie, (e le tante altre che analizzeremo più avanti), ha un posticino caldo e umido nella nostra mente dove rintanarsi. Sono tanti i motivi per il quale possano trovarsi lì, nel caso della paura per i topi (musofobia) tre possono essere le cause: auto-concezione, ovvero la convinzione che quell’animale possa trovarsi e provenire solamente da posti sporchi; credenze popolari, credenze che spesso mettono questi piccoli roditori sul podio dei portatori di malattie e pestilenze e, infine, la fobia potrebbe derivare da traumi. Quest’ultima causa è in realtà riconducibile a qualsiasi tipo di terrore: un evento negativo correlato all’oggetto dei vostri timori, nella maggior parte dei casi accaduto durante l’infanzia, stigmatizza per sempre il suddetto oggetto. Tra le paure più particolari che è stato possibile annotare ci sono quella di partorire, dei gatti di razza Sphynx, degli oggetti sul fondo del mare (submechanophobia) ad esempio relitti di navi, dei movimenti periodici/meccanici come quello di una sedia a dondolo o di un’altalena, infine delle superfici piene di buchi o protuberanze (tripofobia).

Troviamo poi le paure più preoccupanti, quelle correlate alla sfera più intima della personalità e sono quelle che definisco “paure di sé stessi”. In questa categoria rientrano: la paura di perdere il controllo delle cose, della solitudine, di fallire nella propria vita o di non essere abbastanza per il prossimo. Queste paranoie sono frutto di un costante combattimento con la propria interiorità. Certo quel reverenziale timore nei confronti del destino e del futuro è cosa comune un po’ a tutti, molte persone però, dell’incertezza dell’avvenire se ne fanno una vera e propria ossessione. Questo, come tutto quello sopraelencato, non è per nulla sbagliato, poiché è una cosa più che legittima avere paura. Ciò che è fondamentale fare di fronte alle proprie paure riveste molta complessità: non lasciarsi bloccare da esse.

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Attenzione, non affrontarle, ma non lasciare che esse ci paralizzino. Per fare un esempio banale prendiamo in considerazione una paura molto comune: quella dei clown (coulrofobia). Questa paura esiste da sempre ma dal 1990, con la miniserie “It” la figura del creepy clown divenne virale e con essa la sua fobia. Ora, non è detto che se si soffra di tale timore si debba a tutti i costi cercare un pagliaccio per una specie di terapia d’urto, ma non dobbiamo precluderci la possibilità di andare al circo. Questo vale anche per quelle famose paure di sé stessi. Quando il timore è “non realizzarsi” non bisogna ossessivamente cercare il successo, ma neanche farci arrendere all’idea di una vita “comune”. Dobbiamo permettere a noi stessi di vivere normalmente la nostra esistenza rispettandone il naturale corso.

La paura della solitudine non ci deve indurre all’isolamento o alla spasmodica ricerca di compagnia e non ci deve nemmeno schiacciare nel caso di una vita senza amicizie o amori. La mia personale speranza è che, tra quelle elencate, voi abbiate potuto trovare anche la vostra paura, se così non fosse non preoccupatevi e anzi vantatevi di temere cose che nessuno considera pericolose, perché in quel caso avrete una versione più profonda di quello che vi sta intorno.

di Giuseppe Spada

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE NUMERO 216

APRILE 2021

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